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3 febbraio 2017 5 03 /02 /febbraio /2017 09:29

 

 

 

Fernando Pessoa

 

Da Poemi di Alberto Caeiro

Canto V

 

 

C’è abbastanza metafisica nel non pensare a niente.

 

Che cosa penso io del mondo?

Che ne so cosa penso del mondo!

Se mi ammalassi ci penserei.

 

Che idea ho delle cose?

Che opinione ho sulle cause e gli effetti?

Cosa ho meditato su Dio e l’anima

e sulla creazione del Mondo?

 

Non lo so. Per me pensare a questo è chiudere gli occhi

e non pensare. E’ fare scorrere le tende

della mia finestra (ma essa non ha le tende).

 

Il mistero delle cose? Che ne so cos’è mistero!

L’unico mistero è che ci sia chi pensi al mistero.

Chi sta al sole e chiude gli occhi,

comincia a non sapere cos’è il sole

e a pensare molte cose piene di calore.

Ma apre gli occhi e vede il sole

e non può più pensare a niente,

perché la luce del sole vale di più dei pensieri

di tutti i filosofi e di tutti i poeti.

La luce del sole non sa cosa fa

e per questo non sbaglia ed è comune e buona.

 

Metafisica? Che metafisica hanno quegli alberi?

Quella di essere verdi e chiomati e di avere rami

e quella di dare frutti al momento giusto, cosa che non ci fa pensare,

noi che non sappiamo accorgercene.

Ma quale metafisica meglio della loro,

che è quella di non sapere perché vivono

né sapere che non lo sanno?

 

“Costituzione intima delle cose”…

“Senso intimo dell’Universo”…

Tutto questo è falso, tutto questo non vuol dire niente.

E’ incredibile che si possa pensare a tali cose.

 

E’ lo stesso che pensare a ragioni e fini

quando l’alba sta irraggiando e dalle parti degli alberi

un vago oro lustro va perdendo l’oscurità.

 

Pensare al senso intimo delle cose

è in più, come pensare alla salute

o portare un bicchiere all’acqua delle fontane.

 

L’unico senso intimo delle cose

è che esse non hanno nessun senso intimo.

 

Non credo in Dio perché non l’ho mai visto.

Se egli volesse che credessi in lui,

verrebbe senza dubbio a parlarmi

e entrerebbe dalla mia porta

dicendomi: Eccomi!

 

(Forse ciò suona ridicolo agli orecchi

di chi, perché non sa cos’è guardare le cose,

non capisce chi ne parla

col modo di parlare che l’accorgersi di esse insegna).

 

Ma se Dio è i fiori e gli alberi

e i monti e il sole e il chiarore lunare,

allora credo in lui,

allora credo in lui ad ogni momento,

e la mia vita è tutta una preghiera e una messa,

e una comunione con gli occhi e attraverso gli orecchi.

 

Ma se Dio è gli alberi e i fiori

e i monti e la luce della luna e del sole,

perché lo chiamo Dio?

Lo chiamo fiori e alberi e monti e sole e chiar di luna;

perché se egli si è fatto perché io lo vedessi

sole e chiar di luna e fiori e alberi e monti,

se egli mi appare come essendo alberi e monti

e chiar di luna e sole e fiori,

vuol dire che vuole che io lo conosca

come alberi e monti e fiori e chiar di luna e sole.

E per questo io gli obbedisco,

(che altro so io di Dio che non Dio di se stesso?),

gli obbedisco nel vivere, spontaneamente,

come chi apre gli occhi e vede,

e lo chiamo chiar di luna e sole e fiori e alberi e monti,

e lo amo senza pensare a lui,

e lo penso vedendo e sentendo,

e sto con lui a ogni momento.

 

 

Libro Le poesie di Alberto Caeiro. Testo portoghese a fronte Fernando Pessoa

 

 

 

 

Fernando Antonio Nogueira Pessoa è stato un poeta, scrittore e aforista portoghese.

 

E' considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese.

 

 

Data di nascita: 13 giugno 1888, Lisbona, Portogallo

Data di morte: 30 novembre 1935, Lisbona, Portogallo

 

 

 

 

 

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Published by Etta
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  • mondodiverso
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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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