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22 maggio 2017 1 22 /05 /maggio /2017 18:38
Rodari da (La storia di un fucile vero che fa "Pum" per finta)

Rodari - (la storia del fucile vero che fa "Pum" per finta)

 

Il cacciatore sfortunato

- Prendi il fucile, Giuseppe, prendi il fucile e vai a caccia, - disse una mattina al suo figliolo quella donna. - Domani tua sorella si sposa e vuol mangiare polenta e lepre.

Giuseppe prese il fucile e andò a caccia. Vide subito una lepre che balzava da una siepe e correva in un campo. Puntò il fucile, prese la mira e premette il grilletto. Ma il fucile disse Pum!, proprio con voce umana, e invece di sparar fuori la pallottola la fece cadere per terra. Giuseppe la raccattò e la guardava meravigliato. Poi osservò attentamente il fucile, e pareva proprio lo stesso di sempre, ma intanto invece di sparare aveva detto: Pum! con una vocetta allegra e fresca. Giuseppe scrutò anche dentro la canna, ma com'era possibile, andiamo, che ci fosse nascosto qualcuno? Difatti dentro la canna non c'era niente e nessuno.

- E' la mamma che vuole la lepre. E' mia sorella che vuol mangiarla con la polenta...

In quel momento la lepre di prima ripassò davanti a Giuseppe ma stavolta aveva un velo bianco in testa e dei fiori d'arancio sul velo, e teneva gli occhi bassi, e camminava a passettini passettini.

-Toh, - disse Giuseppe, - anche la lepre va a sposarsi. Pazienza tirerò a un fagiano.

Un po' più in là nel bosco difatti, vide un fagiano che passeggiava sul sentiero, per nulla spaventato, come il primo giorno della caccia, quando i fagiani non sanno ancora che cosa sia un fucile.

Giuseppe prese la mira, tirò il grilletto, e il fucile fece: Pam!, disse: Pam! Pam!, due volte come avrebbe fatto un bambino col suo fucile di legno. La cartuccia cadde in terra e spaventò certe formiche rosse che corsero a rifugiarsi sotto un pino.

Ma benone, - disse Giuseppe che cominciava ad arrabbiarsi, - la mamma sarà contenta davvero se torno con il carniere vuoto. Il fagiano, che a sentire quel pam, pam, si era tuffato nel folto, ricomparve sul sentiero, e stavolta lo seguivano i suoi piccoli, in fila, con una gran voglia di ridere addosso, e dietro a tutti camminava la madre, fiera e contenta come le avessero dato il primo premio.

- Ah, tu sei contenta, tu, - brontolò Giuseppe. - Tu sei già sposata da un pezzo. E adesso a che cosa tiro?

Ricaricò il fucile con gran cura e si guardò intorno. C'era soltanto un merlo su un ramo, e fischiava come per dire: Sparami, sparami. 

E Giuseppe sparò. Ma il fucile disse: Bang! come i bambini quando leggono i fumetti. E aggiunse un rumorino che pareva una risatina. Il merlo fischiò più allegramente di prima, come per dire: Hai sparato, hai sentito, hai la barba lunga un dito.

- Me l'aspettavo. - disse Giuseppe. - Ma si vede che oggi c'è lo sciopero dei fucili.

- Hai fatto una buona caccia, Giuseppe? - gli domandò la mamma al ritorno. - Sì, mamma. Ho preso tre arrabbiature belle grosse. chissà come saranno buone, con la polenta.______ Gianni Rodari 

 

 

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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
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Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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