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20 agosto 2020 4 20 /08 /agosto /2020 05:26

 

 

 

VINCENZO COSTANTINO

 

detto CINASKI

 

 

 

 

 

 

 

NON È POCO

 


la porta che odia le serrature
la finestra che ama il vento
i piedi che amano la sabbia
occhi che aspettano una montagna
e labbra che aspettano parole.
sembra troppo ma non è poco.

 

 

 

CAMMINARE

 

 

Gli anni sono sassi che rotolano
in discesa
tra le risate dei gatti
e uscite posteriori.
Il catrame sotto i piedi ha la sua storia da raccontare
il catrame in bocca ha le sue nuvole di sogni.
Oggi ho comprato un paio di scarpe rosse
belle come l’assenza
capaci di confondere i miei passi
con i miei desideri.
Mi stringo nella mia giacca bretone e comincio a camminare
sulle storie altrui
soffiando le nuvole di catrame
mentre piove
ma smetterà.

 

 

PERCORSI

 

 
Si comincia così.
Tra le righe dei sentimenti
i colori del ricordo.
Si comincia così.
Sorridere ai passanti
alle arance scappate
dalla borsa della spesa
della signora col passo triste.
Si comincia così.
Ballare per strada
imitando la libertà
e coniugando l’allegria.
Si comincia così.
Guardare negli occhi
l’assenza di coraggio
per ridere della paura.
Si comincia così.
Poi si cresce.
E si rinsavisce.

 

 

 

Vincenzo Costantino, detto Cinaski, nasce a Milano il 19 novembre 1964.
Cinico e sensibile, egocentrico e distaccato, alticcio e lucido, amabile e provocatorio.
Poeta narratore e interprete, libera la poesia dai libri per regalarla al palco e alla voce.
La poesia scritta gli va stretta e Cinaski ama invece raccontare in prima persona di fronte al pubblico. Un monologo condotto da un ‘quasi-attore’ dotato di grande carisma e di una voce profonda e intrigante. Le sue parole così ben ordinate sulla carta, prendono vita diventando canzoni, arie, melodie legate al mondo musicale del jazz del blues e del rock.

Nel 2001 è fondatore, insieme ad altri artisti della scena milanese, del movimento musical-letterario “Caravanserraglio” che per 5 anni riempirà le notti della città. La poesia, vestita anche di musica entra così nei bar, nelle osterie e anche nei teatri, dovunque ci siano orecchie e occhi incontaminati dalla distrazione, pronti a riprendersi la vita per come la si vede senza lenti.

 

 

 

 

 

 

 

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  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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