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22 dicembre 2011 4 22 /12 /dicembre /2011 13:23

   

 

   

             

 

    Aquì

    en esta orilla blanca

    del lecho donde duermes,

    estoy al borde mismo

    de tu sueno.

 

     Sto qui

     su questa riva bianca

     del letto dove dormi,

     proprio appena sul bordo

     del tuo sogno.

   (  L. Cernuda Bidòn )

 

 

 

  

 

 

Langston Hughes

 

( 1902 - 1967 )

 

 

 

 

Langston  Hughes    fu :  scrittore,  drammaturgo,  giornalista   e  uno  dei  poeti  più  noti  della

letteratura afro-americana.

Nato  nel  Missouri,  prima  di entrare in contatto con  il mondo  letterario, Hughes  esercitò  una  

quantità  di  mestieri; fu  anche  cameriere a bordo di una nave e così ebbe l' occasione di uscire

dall' America: toccò l' Africa, venne a Parigi e in Italia.

Le esperienze personali  e l' attività di scrittore lo legarono sempre di piu' all' ambiente della città

ed in particolare alla  condizione di  vita della sua gente  nei grandi quartieri-ghetto come Harlem,

a New York.

Lo sfondo delle  sue poesie  non è  soltanto  quello delle  piantagioni e della violenza del Sud, ma

sono le  città industriali  degli stati  del  Nord, in  cui  il bisogno  di  manodopera  ha  provocato, a

partire dalla prima guerra mondiale un afflusso di popolazione nera.

 

 

Hughes  fu  uno  scrittore  militante,  che  non  si  limitò  a comporre versi, ma  svolse un' attività

molteplice  a  favore della sua gente; tra l' altro si adoperò per far conoscere l' arte, la cultura, la

storia del mondo nero.

 

 

 

Variazioni di sogno

 

  

Questa poesia esprime un' aspirazione alla gioia, e perciò rappresenta il sogno del popolo

africano, non la loro realtà.

La gioia è identificata con la danza e non con le immagini dela natura.

Sarebbe bello danzare liberamente in un luogo luminoso di sole, ma piu' dolce è riposarsi,

nella notte scura.

La notte,  il buio, sono i simboli di  tutto ciò che è  "nero ", e sono anche la sicurezza e  la

protezione che l' uomo di colore sogna.

 

 

 

 

Spalancare le braccia 

  

in un luogo di sole,

 

girare e ballare

 

finchè il giorno bianco è concuso.

 

E riposare nel fresco della sera

 

sotto un albero alto

 

mentre dolce avanza la notte,

 

scura come me.

 

Ecco il mio sogno!

 

Spalancare le braccia

 

in faccia al sole,

 

ballare, girare, girare, 

 

finchè il giorno veloce è concluso,

 

riposare nella pallida sera,

 

un albero alto slanciato,

 

la notte che tenera giunge

 

nera come me.

 

   

 

 

 

La mia gente

 

 

I neri, per liberarsi dalla soggezione  dei bianchi, devono smettere  di imitarli e quindi devono

perdere  ogni  senso  di   inferiorità   nei   loro  confronti, essi non  possono  diventare " una

brutta  copia " dei   bianchi, ma hanno una  propria civiltà,  con manifestazioni originali, e una

propria  " bellezza ".

Hughes  fu  uno dei  primi a muoversi per la rivalutazione dei  neri, proclamando già nel 1926

- Il nero è bello ! -

Lo stesso tema è sviluppato anche in questa poesia.

 

 

   

   

 Bella è la notte,

 

e il volto della mia gente.

 

 

Belle le stelle

 

e gli occhi della mia gente.

 

 

Bello, anche, il sole.

 

Bella, anche, l' anima della mia gente.

 

 

 

 

La nostra terra

 

 

Non solo ai neri, ma a tutti gli uomini sembra rivolgersi questa poesia , poichè a tutti è comune

il desiderio inappagato di una terra di gioia. Oggi  invece la felicità è quasi impossibile; e se la si

ottiene, è sempre una felicità egoistica, che possiamo realizzare soltanto voltando le spalle agli

altri e fuggendo dalla realtà.

 

 Dovremmo avere una terra di sole,

 

di sole sgargiante

 

e una terra d' acqua fragrante

 

dove il tramonto è un morbido fazzoletto di seta

 

rosa e d' oro,

 

e non questa terra

 

dove la vita è fredda.

 

Dovremmo avere una terra d' alberi,

 

alti alberi folti,

 

piegati al peso di pappagalli ciarlieri

 

lucenti come il giorno,

 

e non questa terra dove gli uccelli son grigi.

 

Oh, dovremmo avere una terra di gioia,

 

d' amore e gioia e vino e canto,

 

e non questa terra dove la gioia è un errore.

 

 

 

 

  La scala di cristallo

 

 

La poesia " La scala di cristallo "  esprime il senso della vita. 

Una madre racconta al  figlio che la  sua vita  non è  stata una " scala  di cristallo ", una  vita

ricca di agiatezze e senza difficoltà, ma  durante  il suo cammino ha trovato:  chiodi, schegge,

assi sconnesse e  pianerottoli  bui,  perciò  sprona  il  figlio ad  andare  sempre  avanti e non

arrendersi  mai  nonostante  le avversità  che  incontrerà  e quando  cadrà  dovrà  trovare la

forza di rialzarsi e continuare a lottare fino alla fine del suo percorso. 

   

 

 

Bene figliolo, te lo dirò

 

La  vita per me non è stata una scala di cristallo.

 

Ci furono chiodi e schegge e assi sconnesse e,

 

tratti  senza tappeti  sul pavimento nudo.

 

Ma  per tutto il  tempo seguii a salire e

 

raggiunsi  pianerottoli,  voltai  angoli

 

e  qualche volta camminai nel buio

 

dove non v'era spiraglio di luce.

 

Così, ragazzo,non

 

tornare in

 

dietro

 

non

 

cadere

 

perchè io vado avanti,

  

amore mio,

 

continuo a salire la vita.

 

Per me non è stata una scala di cristallo.

 

 

 

 

Anch' io canto l'America

 

 

In questa bellissima  poesia  Langston  Hughes proclama con orgoglio la presenza dei  neri nella

società americana . "Anch' io canto l' America " è la vicenda di  un afro - americano costretto a

mangiare  in  cucina  per l' arrivo degli  ospiti .  Questo  canto costruito con  poche  e  semplici

parole di protesta, è un inno sulla capacità di resistenza  e di lotta intellettuale  dei  neri, perchè 

non viene o non veniva concesso loro la pari dignità di esseri umani. 

 

 

 

 

 Anch' io canto l' America .

 

Io sono il fratello scuro.

 

Mi mandano a mangiare in cucina

 

Quando vengono gli ospiti,

 

 

Ma io rido

 

E mangio bene,

 

E divento forte .

 

 

Domani,

 

Siederò a tavola,

 

Quando vengono gli ospiti

 

Nessuno oserà

 

Dire di me,

 

" Mangia in cucina " ,

 

Allora

 

 

E poi,

 

Vedranno come sono bello

 

E si vergogneranno.

  

Anch' io sono l' America.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Published by Etta
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  • Etta
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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

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