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12 luglio 2015 7 12 /07 /luglio /2015 06:47
Amore - Blaga Dimitrova

 

A M O R E
Blaga Dimitrova
 
Ho perso l’andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell’anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.
Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà, 
l’imprevisto, e il suono dei canti –
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più splendida del mondo.
 
 
mini fleurmini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
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11 luglio 2015 6 11 /07 /luglio /2015 12:35
Il canto delle sirene

 

Paura

" Devo essere una sirena.

Non ho paura

della profondità

e ho gran paura

della vita superficiale"

(Anais Nin)

 

 

 

 

Il canto delle sirene

 

Sirene

Funesto spirito

Che accendi e turbi amore,

Affine io torni senza requie all'alto

Con impazienza le apparenze muti,

E già, prima che io giunga a qualche meta,

Non ancora deluso

M'avvinci ad altro sogno.

Uguale a un mare che irrequieto e blando

Da lungi porga e celi

Un'isola fatale,

Con varietà d'inganni

Accompagni chi non dispera, a morte.

(Giuseppe Ungaretti)

 

 

 

Il canto delle sirene

 

Il canto della sirena

(Ulisse e i naviganti - Iliade)

Oh voi che non temete,

udite il suo canto!

 

con voce ammaliante irrompe

nella ferraginosa mente.

 

Mulinate le braccia e remate,

alla ricerca di colei sì desiderata.

 

Stremati,

vi abbandonate al lungo sonno

 

L'onda si apre...

 

Beffarda emerge e vi ruba l'anima.

(Giorgio de Luca)

 

 

 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-84986>

Il canto delle sirene

 

Le sirene

Donde proviene, sirene, il dolore

Che a notte vi fa, al largo, lamentare?

Come te, m'intramano voci, mare,

E sono gli anni i vascelli canori.

(Guillaume Apollinaire)

Il canto delle sirene
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10 luglio 2015 5 10 /07 /luglio /2015 12:37
Poesia - La caverna - Titos Patrikios

 

 
La caverna

Ho passato anch’io anni della mia vita
legato dentro una caverna oscura
convinto che le ombre sulle pareti
fossero il presente che cambiava.

Titos Patrikios 
 
 
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4 luglio 2015 6 04 /07 /luglio /2015 15:22
Poesie

 

Invidio i mari che lui attraversa -
invidio i raggi delle ruote
della carrozza che lo porta in giro -
invidio le curve colline
che osservano il suo viaggio.
Tutti possono vedere facilmente
quel che invece - ah, cielo -
a me è vietato assolutamente.
Invidio i nidi dei passeri
che punteggiano le sue lontane grondaie -
la mosca soddisfatta sul suo vetro -
e le foglie felici - felici -
che fuori dalla sua finestra
scherzano approvate dall'estate -
gli orecchini di Pizarro
non potrebbero acquistare ciò per me.
Invidio la luce che lo sveglia -
e le campane che gli annunciano con forti
rintocchi il mezzogiorno. Fossi io
per lui il mezzogiorno.

 

Invidio i mari che lui attraversa - Emily Dickinson

 

 

Poesie

 

Io sono una barca
senza vento.
Tu eri il vento.

Era quella la mia rotta?
A chi importa la rotta
se ha un tale vento!

 

Tu eri il vento - Olav Hauge

 

 

 

Poesie

 

Prendi nota
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?

Prendi nota
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c’è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto
il mio indirizzo
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome, senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.

Prendi nota
sono arabo e comunista
Ti dà fastidio?
Hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto i sassi
e ho sentito che il tuo governo
esproprierà anche i sassi
ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame,
attento alla mia rabbia.

 

Carta d’identità - Mahmoud Darwish

 

 

 

Poesie

 

L'arte mi ha portato al manicomio

in piedi tremando nuda a far da modella per le casalinghe di Montecito

mentre il sangue di un aborto spontaneo mi sgorgava tra le gambe

triste confusa paralizzata a voler vivere una vita dedicata al bello

le acqueforti di Picasso le viscere del mostro di Guernica
che ghignano dalle pareti ricoperte di specchi del bagno
 
L'arte mi ha portato... - Sarah Menefee
 
 
 
 
 
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30 giugno 2015 2 30 /06 /giugno /2015 22:18

 

 

 

Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi. Forse la sintonia, forse le

risate, forse le parole. Probabilmente, l’incominciare a condividere qualcosa in più, a

parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela. Imparare a volersi

bene, ad accettarsi per i difetti, i pregi, per le arrabbiature e le battute. O forse

accade perché doveva accadere. Perché le anime sono destinate a trovarsi, prima o

poi.

(Paulo Coelho)

 

 

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30 giugno 2015 2 30 /06 /giugno /2015 15:42

 

La leggenda del pianista sull'oceano

 

 

Tutta quella città... non se ne vedeva la fine...

La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?

E il rumore

Su quella maledettissima scaletta... era molto bello, tutto... e io ero

grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, 

era garantito che sarei sceso, non c'era problema

Col mio cappello blu

Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino

Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino

Primo gradino, secondo gradino

Non è quel che vidi che mi fermò

È quel che non vidi

Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in

tutta quella sterminata città c'era tutto tranne

C'era tutto

Ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La

fine del mondo

Ora tu pensa un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che

sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei

infinito, 

e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu 

sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu

Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me

Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera

di milioni di tasti, milioni e miliardi

Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità,

che non finiscono mai e quella tastiera è infinita

Se quella tastiera è infinita, allora

Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su

un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.

 

 

 

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18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 21:22
Gli angeli vennero a salvarla - F. PessoaGli angeli vennero a salvarla - F. PessoaGli angeli vennero a salvarla - F. Pessoa

 

Gli angeli vennero a salvarla

 

La trovarono al mio fianco,
lì dove le sue ali l’avevano guidata.
Gli angeli vennero per portarla via.
Aveva lasciato la loro casa,
il loro giorno più chiaro
ed era venuta ad abitare presso di me.

Mi amava perché l’amore
ama solo le cose imperfette.
Gli angeli vennero dall’alto
e la portarono via da me.
Se la portarono via per sempre
tra le ali luminose.

É vero che era la loro sorella
e così vicina a Dio come loro.
Ma mi amava perché
il mio cuore non aveva una sorella.
Se la portarono via,
ed è tutto quel che accadde.

Fernando Pessoa 

 

 

 

 

 

 

 

 

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17 giugno 2015 3 17 /06 /giugno /2015 12:18
La frangia dei capelli che ti vela di Eugenio Montale

 

La frangia dei capelli che ti vela

la fronte puerile, tu distrarla

con la mano non devi. Anch'essa parla

di te, sulla mia strada è tutto il cielo,

la sola luce con le giade ch'ài

accerchiate sul polso, nel tumulto

del sonno la cortina che gl'indulti

tuoi distendono, l'ala onte tu vai,

trasmigratrice Artemide ed illesa,

tra le guerre dei nati-morti; e s'ora

d’aeree lanugini s'infiora

quel fondo, a marezzarlo sei tu, scesa

d'un balzo, e irrequieta la tua fronte

si confonde con l'alba, la nasconde.

(Eugenio Montale) 

 

 

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7 giugno 2015 7 07 /06 /giugno /2015 16:59
Poesie d'Autore

 

Per te amore mio

 

Sono andato al mercato degli uccelli

E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata.

(J.Prevert)

 

 

 

 

Poesie d'Autore

 

Soldati

 

Si sta come

d'autunno

sugli alberi

le foglie

(G.Ungaretti)

 

 

Poesie d'Autore

 

Sesta strada

 

Che non sarei più rimasto con lei le dissi.

(Lei camminò al mio fianco fino al mio appartamento).

Che  non l'avrei più abbracciata le dissi.

(Lei pose le mie braccia sulle sue spalle).

Che non l'avrei più ascoltata le dissi.

(Lei versava le sue parole nella mia bocca).

Che non avrei fatto l'amore con lei le dissi).

E adesso riposa qui sul mio petto.

(José Maria Fonollosa)

 

 

 

 

Poesie d'Autore

 

Ragazza inaspettata 

 

Confusa solo per un giorno o due
imbarazzata – ma non spaventata -
camminando nel mio giardino, incontro
una ragazza del tutto inaspettata.
Fa un cenno, ed appaiono foreste -
ogni cosa comincia ad un suo invito.
In un tale paese certamente
io non sono mai stata.

(Emily Dickinson)

 

 

 

 

 

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7 giugno 2015 7 07 /06 /giugno /2015 16:04

 

La scultura 

 

 

Tra realtà e finzione.

La scultura  è un'arte  che ebbe grande  sviluppo e diffusione  nel Barocco, in campo sia

civile sia  religioso, non  solo  isolata  nello  spazio  ma anche  legata  all'architettura. La

decorazione scultorea tornò ad essere, infatti, parte integrante  delle facciate degli edifici,

proprio come era stato nel Gotico, e assecondò la volontà barocca di creare  monumenti

ricchi e spettacolari. Nelle chiese è evidente la fusione delle arti:le sculture sono  inserite

in cappelle e baldacchini che sembrano  scenografie  teatrali e  sono  realizzate  unendo

materiali diversi, marmo bianco e colorato, stucco.

 

Il maestro: Gian Lorenzo Bernini

Gian  Lorenzo  Bernini (1598-1680) toscano, ma attivo  soprattutto  a Roma  per  la  corte

papale, è il principale scultore barocco.Egli inaugurò una nuova concezione  della scultura

interpretandola   in   chiave    enfatica   e   scenografica,  con   lo  scopo   di    coinvolgere

emotivamente lo spettatore.

Alcune  delle  sue  opere  si  ispirano   alla  mitologia  classica,  ma  rispetto  alla  scultura 

rinascimentale  questi  temi  sono  trattati con maggior dinamismo e vivacità, come  se  le 

figure fossero attori viventi, e celano complessi significati simbolici.

E' il caso di Apollo e Dafne, in cui il dio è colto stupito nell'istante in cui sta per raggiungere

la ninfa  amata la quale,  pur  di  sfuggirgli, accetta di essere  trasformata  in  un albero  di

alloro. Bernini è così bravo a imitare la  realtà, che le carni  levigate  sembrano tangibili,  il

legno e le foglie veri e le figure in movimento in tutte le direzioni.

 

Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne, 1622-25, marmo, altezza 243 cm.

Galleria Borghese Roma.

L'opera, apparentemente profana, nasconde in realtà un significato morale:

è inutile rincorrere la bellezza e i piaceri della vita perchè essi perdono

il loro fascino, si trasformano e muoiono.

 

Movimento rotatorio e forza emotiva  si ritrovano nel David, soggetto tradizionale della 

scultura  che, in  questo  caso, dopo  l'eleganza  dell'interpretazione  di  Donatello   e  la

maestosità   pensierosa di  quella  di Michelangelo, viene  rappresentato nel momento di

massima tensione nervosa e muscolare, cioè nella  preparazione  del lancio della  pietra

con la fionda.

 

 

Gian Lorenzo Bernini, David, 1623-24, marmo, altezza 170cm.

Galleria Borghese, Roma.

 

L'armonia delle arti

Nel  Seicento  si  definiva  Artium  concordia  ("armonia delle arti")  L'accordo  tra   pittura,

architettura e scultura, che unite e mescolate devono produrre uno spettacolo coinvolgente.

Ne è un esempio la rappresantazione  dell'Estasi  di Santa Teresa  realizzata dal Bernini.

La santa è sdraiata  su  una nuvola, mentre un angelo, che  ricorda  il dio Cupido, sta  per

colpirla con la freccia dell'amore per Cristo.

Queste  parti  sono in marmo bianco, scolpito  in  modo  così  mosso  da sembrare  quasi

palpabili e morbide. Il gruppo, su cui piovono raggi luminosi realizzati  in bronzo  dorato, è

sospeso entro un'edicola in marmi colorati e stucco che nasconde una finestra  in alto  da

cui proviene, come un riflettore, la luce reale. 

 

Gian Lorenzo Bernini, Estasi di Santa Teresa, 1644-51,

Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Cappella Cornaro, Roma.

 

Le fontane

La città europea, ma soprattutto   Roma, conobbero  nel  seicento   grandi   trasformazioni

urbanistiche, l'apertura di scenografiche piazze e di vie  monumentali e rettilinee. Un  ruolo

fondamentale nell'abbellimento  dello  scenario  cittadino  venne  svolto  dalle  spettacolari

fontane barocche,composte di architetture e di elementi ispirati alla natura e a volte  anche

da  reperti  archeologici. Gli scultori  usarono  l'acqua che  sgorga  in  modo  continuo   per

accrescere il senso di movimento delle loro opere e  renderle ancora più vive  e   palpitanti.

Anche in questo campo si distingue Gian  Lorenzo Bernini. Il suo capolavoro  è  la  fontana

dei quattro fiumi, collocata al centro della pianta ellitica di piazza Navona. Ai quattro  angoli

di una finta roccia costellata di piante e animali esotici e sovrastata da un obelisco egiziano

(proveniente dallo stadio romano  di Domiziano  su cui è  costruita la piazza),  siedono   le

personificazioni dei quattro più grandi fiumi della terra il Gange,il Danubio,il Rio de la Plata

e il Nilo, che alludono alla diffusione del cristianesimo nel mondo.

 

Gian Lorenzo Bernini, Fontana dei quattro fiumi, 1648-51, Roma

 

La scultura sugli edifici 

Il rapporto fra la  scultura barocca  e gli edifici è diverso a seconda dei  luoghi.  In alcuni

casi, esso è  così stretto che l'esuberante  decorazione   scultorea  tende  a  rivestire  le

superfici, proprio come avveniva con le cattedrali gotiche. Oltre ai tradizionali ornamenti

di freg i e capitelli, che vengono  ulteriormente  arricchiti, si  aggiungono  sulle  facciate

nicchie contenenti statue, volute, riccioli, finte palme, angioletti, vasi fiammeggianti,

mascheroni,  balaustre  e timpani  delle  finestre fittamente scolpiti, come  si vede  nella

spettacolare facciata della Basilica di Santa Croce a Lecce che mostra a partire dal basso

l'evoluzione dello stile barocco verso forme decorative sempre più ricche.

 

G. Riccardi, c. Penna, G. Zimbalo, Basilica di Santa Croce dei Celestini,

1549-1695, Lecce.

 

 

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  • Etta
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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

Testo Libero