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10 settembre 2015 4 10 /09 /settembre /2015 07:10

 

Scritto sul corpo

 

Scritto sul corpo c'è un codice segreto, visibile solo

in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato

nel corso della vita si trova lì. In certe parti il palinsesto

è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire

al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco

tenere il mio corpo ripiegato.

(Jeanette Winterson)

 

 

Scritto sul corpo - Jeanette Winterson
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9 settembre 2015 3 09 /09 /settembre /2015 16:16
Fior di neve - Umberto Saba

 

 

Fior di neve

 

Dal cielo tutti gli angeli

Videro campi brulli

senza fronde né fiori

e lessero nel cuore dei fanciulli

che amano le cose bianche.

Scossero le ali stanche di volare

e allora discese lieve lieve

la fiorita neve.

(Umberto Saba)

 

 

 

 

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9 settembre 2015 3 09 /09 /settembre /2015 12:11
Fiore

 

Oggi ho scelto un fiore.

 

 

 

 

 

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8 settembre 2015 2 08 /09 /settembre /2015 08:51

 

Spazio

 

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio

per dolcissima muovermi ferita,

errare e saltare il fosso

della divina sapienza.

Spazio datemi spazio

ch'io lanci un urlo inumano,

quell'urlo di silenzio negli anni

che ho toccato con mano.

(Alda Merini) 

Spazio - Alda Merini
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7 settembre 2015 1 07 /09 /settembre /2015 16:46
 Banana Yoshimoto

 

Non capivo perchè,

ma venivo presa da una nostalgia 

così lancinante che,

anche se mi trovavo a casa mia,

sentivo che esisteva un posto,

da qualche parte,

dove dovevo tornare.

(Banana Yoshimoto) 

 

 

 

 

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6 settembre 2015 7 06 /09 /settembre /2015 13:46

 

Cosa provi per lei? - Ho voglia di proteggerla dai fantasmi.

(Eric Schmitt)

 

 

 

 

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6 settembre 2015 7 06 /09 /settembre /2015 08:04

  

Giorgio Caproni

 

 

Giorgio Caproni  nacque  a Livorno nel 1912, ma genovese d'adozione, si trasferì a  Roma alla

fine  della  Seconda  Guerra  Mondiale, alternando l'attività   d'insegnante  a  quella  di critico e

traduttore.

Affermatosi  come  uno  dei  maggiori poeti  del  secondo  Novecento,  Caproni nelle  sue liriche

ha trattato essenzialmente  tre temi: la  città, la  figura materna, il viaggio, inteso come  allegoria

della vita.

Morì nella capitale nel 1960.

 

Perch'io...

 

Il poeta  in  questa  lirica  ci trascina  subito  nella  solitudine  di una notte buia che illumina  con

immagini, nate  di colpo  nella sua  mente, di  ineguagliabile  suggestione  ad  un punto  tale  da

far entrare il lettore in  un'altra dimensione.  

 

... perch' io, che nella notte abito solo,

anch'io, di notte, strusciando un cerino

sul muro, accendo cauto una candela

bianca nella mia mente - apro una vela

timida nella tenebra, e il pennino

strusciando che mi scricchiola, anch'io scrivo

e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto

che mi bagna la mente...

 

 

 

 

Preghiera

 La poesia  è strutturata come una preghiera. Il poeta  chiede alla propria anima di compiere un

viaggio nel passato, in    un  luogo  che diventa  tempo, alla  ricerca  della  madre, perchè  non  è 

riuscito ad incontrarla in quella Livorno che pure l'ha vista camminare, ragazza per le strade.

 

 

Anima mia, leggera

va' a Livorno, ti prego.

E con la tua candela

timida, di nottetempo

fa' un giro; e, se n'hai il tempo,

perlustra e scruta, e scrivi

se per caso Anna Picchi

è ancora viva tra i vivi .

 

Proprio quest'oggi torno,

deluso, da Livorno.

Ma tu, tanto più netta

di me, la camicetta

ricorderai, e il rubino

di sangue, sul serpentino

d'oro che lei portava

sul petto, dove s'appannava.

 

Anima mia, sii brava

e va' in cerca di lei.

Tu sai cosa darei

se la incontrassi per strada.

 

 

 

Gorgio Caproni è un  poeta di  difficile classificazione. La sua  lirica può essere messa nel filone

di poesia antinovecentesca, avendo una fisionomia decisamente originale e unica nel panorama

italiano del Novecento.

 

Furto

Hanno rubato Dio.

Il cielo è vuoto.

Il ladro non è ancora stato

( non lo sarà mai ) arrestato.

 

 

 

 

Clausola

Tanto per non finire:

la  morte così allegra a viverla

ora la dovrei morire?

 

(Non me la sento d'ucciderla)

 

 

 

 

Squarcio

Vita d'ogni teorema.

Sapere cos'è il bicchiere.

Disperatamente sapere

che cosa non è il bicchiere,

le disperate sere

quando (la mano trema,

trema) nel patema

 è impossibile bere.

 

 

 

 

Per lei

Per lei voglio rime chiare

usuali: in - are.

Rime magari vietate,

ma aperte: ventilate.

Rime coi suoni fini

(di mare) dei suoi orecchini.

O che abbiano, coralline,

le tinte delle sue collanine.

Rime che a distanza

(Annina era così schietta)

conservino l'eleganza

povera, ma altrettanto netta.

Rime che non siano labili,

anche se orecchiabili.

Rime non crepuscolari,

ma verdi, elementari.

 

 

 

 

Il Congedo  del  viaggiatore cerimonioso affronta il tema del viaggio, più  che della morte reale

(la morte della madre era già stata rappresentata in Ad Portam Inferi come viaggio in treno) di

una  sorte  di  morte - in -  vita, di  una disperata rinuncia alle ragioni che leganocomunemente

gli  uomini alla vita nel loro indaffarato agire nel mondo.

 

Congedo del viaggiator cerimonioso 

 

  

 Amici, credo che sia

per me cominciare

a tirar giù la valigia.

Anche se non so bene l'ora

d'arrivo, e neppure

conosca quali stazioni

precedano la mia,

sicuri segni mi dicono,

da quanto m'è giunto all'orecchio

di questi luoghi, ch'io

vi dovrò presto lasciare.

 

Vogliatemi perdonare

quel po' di disturbo che reco.

Con voi sono stato lieto

dalla partenza, e molto

vi sono grato, credetemi,

per l'ottima compagnia.

 

Ancora vorrei conversare

a lungo con voi. Ma sia.

Il luogo del trasferimento

lo ignoro. Sento

però che vi dovrà ricordare

spesso, nella nuova sede,

mentre il mio occhio già vede

dal finestrino, oltre il fumo

umido del nebbione

che ci avvolge, rosso

il disco della mia stazione. 

 

Chiedo congedo a voi

senza potervi nascondere,

lieve, una costernazione.

Era così bello parlare

insieme, seduti di fronte :

così bello confondere

i volti (fumare,

scambiandoci le sigarette),

e tutto quel raccontare

di noi (quell'inventare

facile, nel dire agli altri)

fino a poter confessare

quanto, anche messi alle strette,

mai avremmo osato un istante

(per sbaglio) confidare.

 

(Scusate. E' una valigia pesante

anche se non contiena molto:

tanto ch'io mi domando perchè

l'ho recata, e quale

atuto mi potrà dare

poi, l'avrò con  me.

Ma pure la debbo portare,

non fosse che per seguire l'uso.

Lasciatemi, vi prego, passare.

Ecco. Ora ch' essa è

nel corridoio, mi sento

più sciolto. Vogliate scusare)

 

Dicevo ch'era bello stare

insieme. Chiaccherare.

Abbiamo avuto qualche

diverbio, è naturale.

Ci siamo - ed è normale

anche questo - odiati

su più un punto, e frenati

soltanto per cortesia.

Ma, cos' importa. Sia

come sia, torno

a dirvi, e di cuore, grazie

per l'ottima compagnia.

 

Congedo a lei , dottore

e alla sua feconda dottrina.

Congedo a te, ragazzino

smilzo, e al tuo lieve afrore

di ricreatorio e di prato

sul volto, la cui tinta

mite si è lieve stinta.

Congedo, o militare

(o marinaio! In terra

come in cielo ed in mare)

alla pace e alla guerra.

Ed anche a lei, sacerdote,

congedo, che m' ha chiesto s' io

(scherzava!) ho avuto in dote

di credere al vero Dio.

 

Congedo alla sapienza

e congedo all' amore.

Congedo anche alla religione.

Ormai sono a destinazione.

 

Ora che più forte sento

stridere il freno, vi lascio

davvero, amici. Addio.

Di questo, sono certo: io

sono giunto alla disperazione

calma, senza sgomento.

 

Scendo - Buon proseguimento .

 

(Fra le più belle poesie del secolo scorso).

 

 

   

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Published by Etta - in Poesie
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4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 07:37
Poesie

Bellezza nera 

 

Amo il tuo sguardo di fiera

E la tua bocca dal gusto di mango

Rama Kam

Il tuo corpo è pepe nero

Che attizza il desiderio

Rama Kam

Al tuo passaggio

La pantera è gelosa 

Dal calmo ritmo del tuo fianco

Rama Kam 

Quando danzi nel chiaror delle notti

Il tam-tam

Rama Kam

Ansima sotto l'uragano Dyunung del griot

E quando ami 

Quando ami Rama Kam

E' il tornado che s'abbatte

E tuona

E colmo mi lascia il respiro di te

Rama Kam.

(Ndjock Ngana)

 

 

 

Dovrei chiedere scusa a me se stessa per non aver creduto d'essere mai abbastanza.

(Alda Merini) 

 

 

Poesie

Cos'è la fiacca

 

Che cos'è questa stanchezza

questo ansimare

che ti prende

è il caldo?

 

E'

qualcos'altro

lo sai

ma ti dispiace dirlo.

 

E allora

in silenzio

guardo 

la massa dei libri.

 

C'è 

il respiro

di una folla di persone

il mondo.

 

Sono

un foglio

necessario

nel libro del mondo.

(Giovanni Dall'Olio)

 

 

 

"Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie, che ti porti l'illusione, il caffè, la poesia".

(Frida Kalho)

 

 

Poesie

Partire

 

Partire è la cosa più bella e coraggiosa di tutte le azioni.

Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà.

Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque,

e partire alla conquista del mondo.

(Isabelle Eberhardt) 

 

 

 

"Ho aspettato anni che tu arrivassi".

(Oasis)

 

 

Poesie

Uno vive così...protetto

 

Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere.

Poi legge un libro, l'amante di Lady Chatterley, per esempio,

o fa un viaggio, [...]

scopre che non sta vivendo, che è ibernato.

I sintomi dell'ibernazione sono facili da individuare:

primo inquietudine,

secondo (quando l'ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte):

assenza di piacere. Questo è tutto.

sembra una malattia innocua.

Monotonia, noia, morte.

Milioni di uomini vivono in questo modo, o muoiono in questo modo,

senza saperlo.

Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. fanno picnic con la famiglia.

Allevano bambini.

Poi interviene una cura "d'urto", una persona, un libro,

una canzone, che li sveglia,

salvandoli dalla morte.

(Anais Nin)

 

 

 

"Se vuoi sottrarti a me, lasciami la tua ombra ed io l'educherò per i miei sogni".

(Alda Merini)

 

 

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30 agosto 2015 7 30 /08 /agosto /2015 18:46
MARÍA VICTORIA ATENCIA

 

 

 

GODIVA IN BLUE JEANS

 

Quando supereremo la linea che divide

la sera dalla notte, metteremo un cavallo

alla porta del sogno e, come Lady Godiva,

visto che è quello che vuoi, mostrerò il mio corpo

- le imposte chiuse – per la città che veglia…

No,non è questa, non è questa; la mia poesia non è questa.

 

 


Solo il reale conta.

Uscirò vestita di jeans (alle nove

del mattino), maglietta del “Long Play” e sporta

di corda di Guadix (anche se a volte mi graffia

le ginocchia). Poi, tornata dal mercato,

distribuirò per la casa amore, pane e frutta.

 

Marìa Victoria Atencia

 

 

*******

 

 

 

 

 

 

 

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29 agosto 2015 6 29 /08 /agosto /2015 12:10
Dipinto di Poen de Wijs

Dipinto di Poen de Wijs

 

 

Stella nascente

 

Ogni bambino

è una stella nascente

grandi sono i suoi occhi

sorgenti inesauribili di amore

racchiuso nell'orizzonte

di un abbraccio infinito

mai più la paura,

la fame, l'ingiustizia

appariranno scolpite

sulle bianche pagine

del libro della sua

fragile esistenza.

(Rosemary Jadicicco)

 

******

 

 

 

 

 

 

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Presentazione

Profilo

  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

Testo Libero