Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
19 gennaio 2015 1 19 /01 /gennaio /2015 23:12
Jorge Luis Borges - I giusti

I Giusti

 

Un uomo che coltiva il suo giardino come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere un'etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che premedita un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono terzine finali di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Queste persone che ignorano, stanno salvando i morti.

 

Jorge Luis Borges

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
18 gennaio 2015 7 18 /01 /gennaio /2015 22:24
Hölderlin Friedrich - META’ DELLA VITA

       META’ DELLA VITA 

 

Si curva con pere dorate

Il paese nel lago;

e voi cigni beati

ed ebri di baci

tuffate voi il capo

 

nell'acqua limpida e sacra.

Ma quando viene l’inverno,

dove trovo i fiori e dove

il lume del sole

e l’ombra della terra?

Muti e gelidi stanno

i muri, al vento

Stridono le banderole.

 

(Hölderlin, Friedrich) 

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
16 gennaio 2015 5 16 /01 /gennaio /2015 17:33
Poesia di Wislawa Szymborka - Vietnam

 

Poesia di Wislawa Szymborka - Vietnam -

 

Donna, come ti chiami? - Non lo so.


Quando sei nata, da dove vieni? - Non lo so.


Perchè ti sei scavata una tana sottoterra? - Non lo so....


Da quando ti nascondi qui? - Non lo so.


Perchè mi hai morso la mano? - Non lo so.


Sai che non ti faremo del male? - Non lo so.


Da che parte stai? - Non lo so.


Ora c’è la guerra, devi scegliere. - Non lo so.


Il tuo villaggio esiste ancora? - Non lo so.


Questi sono i tuoi figli? - Si.

 

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
16 gennaio 2015 5 16 /01 /gennaio /2015 16:22
Voglia di viaggiare - Hermann Hesse


....il sole brillò un giorno così incredibilmente giallo e giovane sulla vecchiastrada principale, e sul lago scivolò un battello nero con una grande vela bianca come la neve, e io allora pensai a come era breve la vita; e improvvisamente di tutti i propositi, i desideri e i progetti, non rimase che nient'altro che una bella, inguaribile voglia di viaggiare.
Ah, la vera voglia di viaggiare non è altro che quella voglia pericolosa di pensare senza timori di sorta, di affrontare di petto il mondo e di voler avere delle risposte da tutte le cose, gli uomini, gli avvenimenti. Una voglia che non può essere placata con progetti e dai libri, che esige sempre di più e costa sempre di più, in cui bisogna mettere il cuore e il sangue.
Davanti alla mia finestra il dolce, tiepido vento d'occidente fruga nel lago nero, senza nessuno scopo, infuriando nella sua passione e consumandosi, selvaggio e insaziabile.
Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare, lo stimolo di conoscere e sperimentare cose nuove, che nessuna conoscenza e nessuna esperienza riescono a saziare. Uno stimolo che è più forte di noi e di tutte le catene, che vuole sempre più sacrifici da chi ne è dominato.
Non ci sono forse uomini che vanno a caccia di denaro, e del favore delle donne e di principi di maniera selvaggia e oltre ogni limite, fino alla rovina? Ecco così andiamo a caccia noi, noi patiti di viaggi, di ciò che si può prendere dalla madre terra, con il desiderio di essere tutt'uno con lei, possederla e abbandonarsi a lei, in una misura che non si può ottenere, ma solo sognare, desiderare, agognare.
E forse questa nostra caccia, questa passione non è niente di diverso e di migliore di quella del giocatore, dello speculatore, del dongiovanni, dell'arrivista.
Ma a questo punto della vita la nostra passione mi sembra migliore e più degna di tante altre.
Quando la terra ci chiama, quando a noi vagabondi giunge il richiamo del ritorno e per noi irrequieti si delinea il luogo del riposo, allora la fine non sarà un congedo, una timida resa, ma piuttosto un assaporare, grati e assetati, la più profonda delle esperienze. Siamo curiosi di conoscere il Sudamerica, le insenature inesplorate dei mari del sud, i poli della terra, il segreto dei venti, delle correnti, dei lampi, delle valanghe; ma ancora di più infinitamente curiosi siamo di conoscere la morte, l'ultima e più ardita esperienza di questo nostro essere sulla terra. Poiché crediamo di sapere che di tutte le cognizioni ed esperienze, possiamo essere ben meritate e soddisfacenti solo quelle a cui dedichiamo di buon grado la nostra vita.

Repost 0
Published by Etta - in Letteratura
scrivi un commento
15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 09:49

 

Bambino


Se trovi l'aquilone della tua fantasia


legalo con l'intelligenza del cuore.


Vedrai sorgere giardini incantati


e tua madre diventerà una pianta


che ti coprirà con le sue foglie.


Fa delle tue mani due bianche colombe


e portino la pace ovunque


e l'ordine delle cose.


Ma prima di imparare a scrivere


guardati nell'acqua del sentimento

 

Alda Merini

 

 

STELLINE.gif - Separatori glitter grafica divisori immagini stelle gif animate -Dividers dividers glitter graphics images animated gifs star Grafica glitter per i  vostri spazi web COPIA IL CODICE PER AGIUNGERE QUESTA IMMAGINE NEL TUO SPAZIO:            Separatori

 

 

Leggi i commenti

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
7 gennaio 2015 3 07 /01 /gennaio /2015 19:33
La legge di Murphy

 

La Legge di Murphy

 

Ovvero La Verità Rivelata

 

La Legge di Murphy è una raccolta di detti popolari della cultura dell'Occidente

che parte da una formula originale che col tempo si è arricchita di assiomi.

 

********

 

- Ogni soluzione genera nuovi problemi.

- Niente è facile come sembra.

- Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla

- Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.

- Sorridi, domani sarà molto peggio.

- Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.

- Se le cose sembrano andar meglio, c'è qualcosa di cui non stiamo tenendo conto.

- Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.

- Tutto va male nello stesso tempo.

- Se una fetta di pane e marmellata cade, sicuramente cadrà dalla parte della marmellata.

- I regali che fai a tua moglie, non sono mai azzeccati come quelli che fa il tuo vicino alla sua.

...e per finire in bellezza...

- L'amore è bello fin che dura.

 

 

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
7 gennaio 2015 3 07 /01 /gennaio /2015 03:15
Morte della Vergine ,1604, olio su tela, 369 cm × 245 cm, Parigi, Musée du Louvre

Morte della Vergine ,1604, olio su tela, 369 cm × 245 cm, Parigi, Musée du Louvre

 

 

L'opera "Morte  della  Madonna", conosciuta  anche  come "Morte della Vergine" è

stata considerata la tela migliore tra quelle realizzate a Roma da Michelangelo

Merisi da Caravaggio e sicuramente anche l'opera più contestata.

Il dipinto fu commissionato dai  Carmelitani  Scalzi per la  Cappella  Lelmi, in

Santa Maria della Scala a Trastevere (Roma), Secondo il Baglione, come scrive

nel    1642.  Il   quadro   scandalizzò    in   quanto   considerato    indecoroso    e

sconveniente,  perché   ritraeva  la   Vergine  gonfia   e  con  le  gambe  scoperte.

Mancini,  poi,  avanzò  l’ipotesi  che  Caravaggio  avesse ritratto una cortigiana,

cioè una delle  prostitute da  lui  frequentate, forse quella stessa Anna Bianchini,

con capelli  lunghi e  rossi, che  aveva posato per il “Riposo  nella fuga in Egitto”

e per la “Maddalena penitente”, morta di gravidanza nel 1604, a 24 anni.

Secondo   altri  studiosi, invece, Carava ggio  si s arebbe  ispirato  alla  edificante

vicenda   di  Caterina Vannini, ex prostituta  ammirata  dal cardinale Borromeo,

morta nel 1606 per idropisia in odore di santità.

La tela, dopo  essere  stata rifiutata  dai committenti, fu  messa in vendita e venne

acquistata  nel   1607, per 300  scudi, dal  duca  di  Mantova. Nell’aprile  del  1607

prima  che   il quadro  giungesse  alla  corte  di  Vincenzo  Gonzaga, venne esposto

al pubblico a grande richiesta e con incredibile successo.

Successivamente (1627–28) essa  finì  nella  raccolta  del  re  Carlo I d'Inghilterra e

nel 1649  in  quella  del  banchiere  Iabach, che  nel 1671 lo cedette a Luigi XIV per

Versailles: da  qui, nel 1793, dopo  la  rivoluzione  f rancese, finì  al  Musée  Central

des Arts e, infine, al Louvre di Parigi.

 

 

Repost 0
Published by Etta - in ARTE
scrivi un commento
4 gennaio 2015 7 04 /01 /gennaio /2015 21:12
Agonia - Cesare Pavese

 

 

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta

saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto

che passa e restare sempre la stessa.

Questo fresco che sale a cercarmi le vene è un risveglio

che mai nel mattino ho provato così vero: soltanto,

mi sento più forte che il mio corpo,

e un tremore più freddo accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent'anni.

E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,

ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.

Da domani la gente riprende a vedermi

e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi

e specchiarmi in vetrine.

I mattini di un tempo, ero giovane e non lo sapevo,

e nemmeno sapevo di essere io

che passavo-una donna, padrona di se stessa.

La magra bambina che fui si è svegliata

da un pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori.

I colori non piangono, sono come un risveglio:

domani i colori torneranno.

Ciascuna uscirà per la strada,

ogni corpo un colore-perfino i bambini.

Questo corpo vestito di rosso leggero

dopo tanto pallore riavrà la sua vita.

Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi

e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,

mi vedrò tra la gente.

Ogni nuovo mattino,

uscirò per le strade cercando i colori.

 

*  *  *

 

 

Repost 0
Published by Etta - in Poesie
scrivi un commento
4 gennaio 2015 7 04 /01 /gennaio /2015 20:30
Sylvia Plath - poesie

Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.

Non sono un albero con radici nel suolo

succhiante minerali e amore materno

così da poter brillare di foglie a ogni marzo,

né sono la beltà di un'aiuola ultradipinta

che susciti grida di meraviglia,

senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.

Confronto a me, un albero è immortale

e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:

dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia.

 

Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle,

alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.

Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.

A volte io penso che mentre dormo

forse assomiglio a loro nel modo piu' perfetto -

con i miei pensieri andati in nebbia.

Stare sdraiata è per me piu' naturale.

Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,

e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:

finalmente gli alberi mi toccheranno,

i fiori avranno tempo per me.

 

*****************************************************
 

 

Sylvia Plath - poesie

I tulipani

I tulipani sono troppo eccitabili, è inverno qui,

guarda quanto ogni cosa sia bianca, quieta e innevata.

Imparo la pace, mentre si posa quieta a me vicina

come la luce su questi muri bianchi, questo letto, queste mani.

Non sono nessuno; niente a che fare con le esplosioni.

Ho dato il mio nome e i vestiti alle infermiere

la mia storia all'anestesista e il mio corpo ai chirurghi.



Hanno appoggiato la mia testa tra cuscino e bordo del lenzuolo

come un occhio fra palpebre bianche che non si chiuderanno.

Stupida pupilla, di tutto deve fare incetta.

Le infermiere passano e ripassano, non disturbano,

passano come i gabbiani verso terra nelle loro cuffie bianche,

facendo cose con le mani, uguali l'una all'altra,

così che  è impossibile dire quante siano.



Il mio corpo è un sasso per loro, vi si apprestano come l'acqua

ai sassi sui quali deve scorrere, levigandoli garbata.

Mi danno il torpore con i loro aghi luccicanti, mi danno il sonno.

Adesso ho perduto me stessa sono stanca di bagagli -

la mia borsa di pelle come un nero portapillole,

mio marito e il bambino sorridono nella foto di famiglia;

i loro sorrisi mi agganciano la pelle, piccoli ami sorridenti.



Ho gettato cose in mare, io cargo di trent'anni

tenacemente attaccata al mio nome e indirizzo.

Hanno strofinato via tutti i miei affetti.

Impaurita e denudata sulla plastica verde della barella

ho guardato la mia teiera, il comò della biancheria, i miei libri

affondare lontani, e l'acqua arrivarmi sopra la testa.

Sono una suora adesso, mai stata così  pura.



Non volevo fiori, volevo soltanto

sdraiarmi a palme in su completamente vuota.

Come si sia liberi, non avete idea quanto liberi -

la pace è così grande che abbaglia,

non chiede nulla, un'etichetta col nome, qualche bazzecola.

Con questa, alla fine, chiudono i morti; li immagino

masticarsela come un'ostia da Comunione.



I tulipani sono troppo rossi in primo luogo, mi feriscono.

Anche attraverso la carta da regalo li sentivo respirare

piano, attraverso la bianca fasciatura, come un bimbo mostruoso.



Rossastri parlano alla mia ferita, le rispondono.

Sono traditori: sembrano ondeggiare, anche se mi tirano giù,

scompigliandomi con le loro lingue inattese e il colore,

una dozzina di rossi piombi intorno al mio collo.



Prima nessuno mi sorvegliava, adesso sono sorvegliata.

I tulipani si voltano verso di me, e la finestra dietro

dove quotidianamente la luce si allarga e si assottiglia,

io mi vedo, piatta, ridicola, ombra di carta ritagliata

fra l'occhio del sole e gli occhi dei tulipani,

non ho faccia, ho voluto cancellarmi.

I vividi tulipani consumano il mio ossigeno.


Prima che arrivassero l'aria era abbastanza calma,

pulsava, respiro dopo respiro, senza scompiglio.

Poi i tulipani l'hanno riempita di un gran rumore.


Ora l'aria spinge e gli vortica attorno come un fiume

spinge e vortica attorno a una macchina rosso-ruggine affondata.

Concentrano la mia attenzione, che era felice

giocando e riposando senza impegnarsi.



Anche i muri sembrano riscaldarsi tra loro.

I tulipani dovrebbero stare dietro le sbarre come bestie pericolose;

si aprono come la bocca di un grosso felino africano,

ed io mi accorgo del mio cuore: apre e chiude

la sua ampolla di rossi boccioli per vero amor mio.

L'acqua che assaggio è calda e salata come il mare,

e viene da un paese lontano come la salute.

 

************************************************

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento
4 gennaio 2015 7 04 /01 /gennaio /2015 09:09
Sono venuta a Parigi per dimenticarti - Maria Luisa Spaziani

Sono venuta a Parigi per dimenticarti

ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio.

Sei la chimera orrida delle gronde di Notre-Dame,

sei l’angelo che invincibile sorride.

Veniamo a patti (il contadino e il diavolo):

lasciami il giorno per guardare,

leggere, sprecare il tempo,

divertirmi, escluderti.

Notti e sogni, d'accordo, sono tuoi.

 

Maria Luisa Spaziani, da Diario di Francia ne

La stella del libero arbitrio

 

 

Repost 0
Published by Etta
scrivi un commento

Presentazione

Profilo

  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

Testo Libero