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30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 10:31

 

 

http://www.frammentiarte.it/dall'Impressionismo/Manet%20opere/72%20Manet%20-%20Musica%20alle%20Tuileries.jpg

 

Manet  

- Musica alle Tuileries -

1862, olio su tela  Londra,

National Gallery 

 

 

 

 

 

 

 

_____________________________________________________

 

    Charles Baudelaire  

 

Il vecchio saltimbanco

 

"Per ogni dove si spiegava, traboccava e tripudiava la gente  in festa. Era una di quelle solennità

 sulle quali  da un pezzo fanno assegnamento  saltimbanchi, giocolieri, domatori di bestie e

 venditori  ambulanti, per rifarsi dei  periodi  grami dell'anno. In quei giorni mi sembra che la

 gente  dimentichi  ogni cosa, dolori e lavoro; diventa come i bambini. Per i piccoli  è  un giorno

di  vacanza, è l'orrore della scuola rimandato di ventiquatto ore; per i  grandi è un armistizio

concluso con le forze malefiche della vita, una tregua  nello sforzo e nella lotta  universale.

[...] Quanto a me, da vero parigino non tralascio mai di  passare in rassegna tutti i baracconi che

spiegano  i loro incanti in queste solenni ricorrenze. In verità si  facevano una spietata 

concorrenza: strillavano, muggivano, urlavano.  

Era  un  misto di gridi, di scoppi  di fanfare e  di spari  di razzi. Commedianti e  pagliacci

stralunavano le facce  abbronzate, rinsecchite dal vento,dalla pioggia e dal sole.[...] Le ballerine,

belle come  fate o principesse, facevan salti e capriole  sotto la luce dei fanali che riempiva di

scintille i loro gonellini. Tutto era luce, polvere, gridi, gioia, tumulto; chi spendeva, chi

guadagnava, tutti allegri. [...] per ogni  dove  circolava, vincendo  tutti  i  profumi, un odore di

fritto che  era come l'incenso  di  quella  festa. In  fondo in fondo alla fila dei baracconi, come se

per vergogna avesse voluto esiliarsi da tutti quegli splendori, vidi un  povero saltimbanco, curvo,

caduco, decreito, un rudere d'uomo, appoggiato a un palo della sua baracca: una  baracca più

misera  di quella del  più abbrutito selvaggio; e due  mozziconi di  candela, sgocciolanti e fumosi,

ne illuminavano anche troppo lo squallore.Per ogni dove la gioia, il guadagno,l'orgia;  per ogni

dove la certezza del pane di domani;per ogni dove lo scoppio frenetico della vitalità.

Qui  l'assoluta miseria, la miseria agghindata, per colmo d'orrore, di comici cenci: contrasto

introdotto, assai  più che dall'arte, dalla necessità. Non rideva l'infelice! Non piangeva, non

ballava, non gesticolava, non strillava; non cantava nessuna canzone, nè lieta nè lamentosa;

non  implorava. Era muto  e immoto. Aveva  rinunciato, aveva  abdicato. Il  suo destino era

compiuto. [...] "  

 

Affinità fra immagine e testo

 

"La vita parigina è fertile di soggetti poetici e meravigliosi" ha scritto  Charles Baudelaire, "Il

 meraviglioso ci bagna e ci avvolge come l'atmosfera". La stessa sensazione che si respira nel

dipinto di  Edouard Manet (1832 - 1883).

Il poeta, che di Manet fu amico ed estimatore, raffigura  il "meraviglioso" in  un  parco  di

divertimenti. Manet lo individua in un grande spazio all'aperto, nei giardini  delle Tuileries. Tra i

personaggi che affollano la scena, Manet ha rappresentato di profilo lo stesso Baudelaire, come

simbolo di un modo nuovo di fare arte, la contemporaneità entra nella storia, diventa essa 

stessa storia. Le figure statiche contrastano con la luminosa vivacità della scena, scandita

dagli alberi  del giardino, le cui chiome creano un tetto ombroso per questa festa all'aria aperta.  

 

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Published by Etta
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28 gennaio 2012 6 28 /01 /gennaio /2012 15:46
 
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Poesie
 
di
 
Boris  Pasternak
 
 
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Che belle quelle uscite
 
   
 
Che  belle quelle uscite in silenzio ! 
 
 La steppa sterminata come il mare,
 
 erbe che sospirano, fruscii di formiche,
 
 pianto ondeggiante di zanzare.
 
 Cumuli di nuvole si sono allineati
 
 e dileguano, come un vulcano su un vulcano.
 
 Tace la steppa sterminata e fradicia,
 
 ondeggia, trascina, sospinge.
 
 La nebbia come il mare ci sommerge,
 
 le lappole si attaccano alle frange.
 
 Bellissimo vagare nella steppa come sulla spiaggia.
 
 Ondeggia, trascina, sospinge.
 
 
   
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PRIMAVERA
 
  
 
DALLA STRADA IO VENGO, O PRIMAVERA
 
Dalla strada io vengo, o primavera
 
dov' è sospeso il pioppo. 
 
La lontananza paventa, la casa teme di crollare 
  
ove l' aria è azzurra come il fagotto della biancheria 
 
di chi, guarito, esce dall' ospedale.
 
Ove la sera è vuota come un racconto interrotto
 
l' ha lasciato una stella senza terminarlo
  
 per rendere confusi mille occhi chiassosi
 
senza fondo e privi di espressioni.
  
 
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POMERIGGIO SULLA COLLINA
 
 
     
 
 BERE DAI RAMI CHE CADONO SUL VISO
 
 
 O bere dai rami che cadono sul viso,
 
 l' azzurro di rimbalzo solcando:
 
 " Allora è l' eco? " e alla fine
 
 smarrirci nei baci.
 
   
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BOSCO D ' AUTUNNO
  
 
 
 
 
 
 HA MESSO LE CHIOME IL SOLE D' AUTUNNO
 
 
  Ha messo le chiome il sole d' autunno.
 
 Vi dominano buio, sogno e quiete,
 
 nè civette, nè scoiattoli o picchi
 
 lo destano dal sogno.
 
 E il sole pei sentieri dell' autunno
 
 entrando dentro quando cala il giorno
 
 si guarda intorno bieco con timore
 
 cercando in esso trappole nascoste.
 
 
   
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EBRIETA' 
 
 
SOTTO IL SALICE AVVINTO DALL' EDERA
 
 
 Sotto il salice avvinto dall' edera
  
 cerchiamo scampo all ' intemperie.
  
 Ci ripara alle spalle un mantello,
  
 intorno a te le mie braccia si avvincono.
  
 Ma no. Le piante nel folto
  
 non s' avvolgono d' edera, ma d' ebrietà.
 
 Stendiamo, allora, questo mantello
 
 sotto di noi in tutta la sua ampiezza.
 
 
   
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POESIA D' AMORE
 
 
          
 Soltanto tetti  e neve   
 
 
 Nessuno sarà a casa solo la sera .
 
 IL solo giorno invernale nel vano trasparente
 
 delle tende scostate.
 
 Di palle di neve solo, umide, bianche
  
 la rapida sfavillante traccia.
 
 Soltanto tetti e neve e tranne
  
 e tranne i tetti e la neve , nessuno...
 
 E di nuovo ricamerà la brina 
  
 e di nuovo mi prenderanno
  
 la tristezza di un anno trascorso
  
 e gli affanni di un altro inverno
  
 e di nuovo mi tormenteranno
  
 per una colpa non ancora pagata
  
 e la finestra lungo la crociera
 
 una fame di legno serrerà.
  
 Ma per la tenda d' un tratto
  
 scorrerà  un brivido di un' irruzione.
  
 Il silenzio coi passi misurando
 
 tu entrerai,  come il futuro
 
 apparirai presso la porta,
 
 vestita senza fronzoli 
 
 di qualcosa di bianco
 
 di qualcosa proprio di quei tessuti
 
 di cui ricamano i fiocchi .
 
 
  BORIS PASTERNAK - NOBEL PER LA LETTERATURA 1958
   
   
 
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Published by Etta - in Poesie
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25 gennaio 2012 3 25 /01 /gennaio /2012 00:00

 

 

 

 

Nella penombra della stanza

assorta ritrovo i miei ricordi,

rivedo gioiose primavere,

cieli infiniti

sguardi furtivi,

echi di risate,

balli sfrenati,

tramonti  infuocati.

 

 

 

 

 

Free Africa

 

 

 

Tre cerchi nella mia notte

una luna di neve per vedere il cielo,

un falò di braci per scaldare la terra

e un fondo vuoto di bottiglia

per scordare cielo e terra,

camminando, nuda di solitudine,

verso il sole nero del nulla.

 

 

 

 

*  *  *  *  * 

 

 

L'Africa è un pensiero

un'emozione

una preghiera.

 

 

 

                   

 

           

      

                                      

 

  Esiste solo musica fratello

 

Dove termina l'arcobaleno

deve esserci un luogo,

 

fratello,

dove si potrà cantare ogni genere di canzoni

e noi canteremo insieme, fratello,

tu ed io anche se tu sei bianco e io non lo sono.

 

Sarà una canzone triste, fratello,

perchè non sappiamo come fa,

ed è difficile da imparare,

ma possiamo riuscirci, fratello, tu ed io.

 

Non esiste una canzone nera.

Non esiste una canzone bianca,

esiste solo musica, fratello,

ed è musica quella che canteremo

dove termina l'arcobaleno.

 

- Richard Rive, poeta africano -

 

 

 

 

 

*  *  *  *  * 

 
 
 

 Africa

 lunghe distese di sole                             

 terra di grandi silenzi

 sotto miliardi di stelle.

 

 

 

*  *  *  *  * 

 

 

Fantasmi nel deserto

 

La mia terra è povera

non ha niente da offrirmi.

Cerco del pane,

ma solamente terra arida

trovo da mangiare.

Passo i miei giorni sotto al sole cocente,

andando di qua e di là

alla ricerca del niente.

Sono un bambino con le sembianze

di un fantasma.

Vago nel deserto con dentro

il cuore una speranza.

Se tu mi vedi, per favore,

non ti voltare,

ti prego, tendimi le braccia,

non te ne andare;

dammi il tuo aiuto per alleviare

 il mio male!  

Dal trono dei potenti,

dall' alto lusso più sfrenato,

hanno distrutto il Mondo

da troppo tempo ammalato.

Io sono un bambino,

che sul letto di sabbia,

si era addormentato,

e questa mattina,

dal suo giaciglio di fame,

non si è ormai svegliato!

 

 

 

 

  Tam - Tam, Tam - Tam, - tu

 

Silenzio.

Sempre silenzio.

Non parliamo più

Non danziamo più

Non gridiamo più

Perchè non siamo liberi

Perchè non siamo più liberi in casa nostra.

O Africa di un tempo.

 

O Africa dannata!

O Africa, Africa nostra.

Tam - Tam, Tam - Tam, tu

senza sosta per sempre.

 

Africa, paese delle tristezze, 

Africa, paese senza danze, senza canzoni,

Africa, paese di pianti e lamenti ...

 

Tam - Tam, Tam - Tam, tu

senza sosta

suona  per sempre

per rianimare tutta l'Africa,

per svegliare questa Africa addormentata,

 

fino alla creazione di un'Africa Nuova,

ma sempre nera.

- Matial Sinda - poeta dell'Africa Centrale

scritta verso la metà del ' 900

 

 

 

 

<p>Photo: Kenya's Masai Mara National Reserve</p>

 

                                                                                  

A Nelson Mandela -

 

Dal dolore nasce un canto dalla Caverne

 

 Notte troppo scura.

 Notte scura troppo pesante

 per risalire fuori

 da questa caverna.

 Puah! Come essere

 mi annoio di noia,

 muoio di fame.

 Cielo! E' la fine!

 Non ne posso piu'...

 Non ne posso piu...

 Ma chi sente?

 Chi?

 Il mio grido lo sentite

 uomini della Terra?

 La mia caverna non ha uscita,

 sicuramente

 il sole non brilla più.

 Dov'è dunque la mia vita?

 E quelle sagome

 dormono dormono.

 Un sonno di mercurio,

 incuranti

 incoscienti

 impotenti.

 

 IO SONO SVEGLIO!!!

 - Alphonse Dzanga Konga -

 

 

 

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Published by LUISA
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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 10:25

 

 

American Art

 

American Flag ... Creative Expression  

 

 

 

 

 

Dorothea Tanning 

 

 

 

Dorothea Tanning - pittrice, scrittrice, poetessa, scenografa di costumi per il balletto 

 e scultrice di opere  in gommapiuma e stoffa.

 

Paris, Hotel du Pavot Camera 202 - 1974

Musèe National d' Art Modern

 

 

 

  Eine Kleine Nachtmusik, 1943 - La sua migliore opera

 

 

 

 

 

   

Dorothea Tanning è nata in Illinois nel 1910. Da  giovane si trasferì  a  Parigi, dove  visse per  28 anni

prima di andare a vivere a New York . Qui  incontrò il  famoso  pittore Max  Emst  che  le  permise di

frequentare i circoli del Surrealismo. Nel 1946 i due pittori si sposarono. 

Dorothea  Tanning   seguì   il  marito  nei   vari   soggiorni  negli  Stati  Uniti  e  a Parigi   conobbe   e 

frequentò  pittori famosi. Negli anni '40  i suoi dipinti  erano  tipicamente  surreali, ma negli anni '50 il

suo   stile cambiò  radicalmente. Il  suo rigore  plastico si trasformò  in una  colorazione  più brillante e

distesa  dove  emersero  nudi  femminili  enigmatici.  In  seguito  la  sua  pittura  si  trasformò ancora

prediligendo i toni  scuri e metallici  a  densi impasti.  Dorothea Tanning dopo avere dipinto nel  1947

Insomnias, un  altro suo quadro  molto  significativo, dichiarò di " avere rotto  con lo  specchio  con il

quale  vedeva ", nel  dipinto la  pittrice  ha  voluto  rappresentare  lo spostamento  di energie, in quel 

particolare momento storico del dopoguerra. 

 

                                                 

Insomnias, 1947 olio su tela

Moderna Museet, Stockholm

 

Dopo la morte del marito, Dorothea Tanning cominciò a dedicarsi alla poesia e alla stesura di romanzi. 

 

  

           

 

 

                

 

 

                                         

 

 

                            

 

 

                        

 

                    image

Autoritratto

 

 

 

 

 

 

 

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Published by Luisa
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16 gennaio 2012 1 16 /01 /gennaio /2012 10:47

 

 Resto sola nel caldo buio

cullando sogni,

ed è calma, calma vera.

 

 

 

 

 

  La danza della neve 

 

Sui campi e sulle strade

silenziosa  lieve

volteggiando, la neve

cade.

 

Danza la falda bianca

nell' ampio ciel scherzosa,

poi sul terren si posa,

stanca.

 

In mille immote forme

sui tetti e sui camini,

sui cippi e sui gradini

dorme.

 

Tutto intorno è pace;

chiuso in un oblio profondo,

indifferente al mondo tace._____ _Ada Negri 

   

 

 Un paesaggio notturno,

 quieto e pieno di sogno:

 nulla sembra turbare

 la serenità del cielo e del fiume.

 

 

 Mezza Luna

 

La luna cammina sull' acqua.

Com' è tranquillo il cielo !

Passa e taglia lentamente

il vecchio tremore del fiume

mentre un giovane rametto

la prende per specchietto.______ Garcia Lorca  

 

 

    

 

Bussò il vento 

 

Bussò il vento - come un uomo stanco

ed io garbata " Entra " gli risposi

con ferma voce - e allora egli raido

entrò nella mia camera.

 

Ospite senza piedi

invitarlo a sedere era impossibile

tanto sarebbe valso presentare

all' aria una oltrona.

 

Ed ossa non aveva, per tenerlo

il suo parlare era come il fiato

di molti colibrì ronzanti insieme

da un celeste cespuglio.

 

Un' onda, la sua faccia - e mentre andava

dalle dita una musica gli usciva

di suoni tremuli

soffiati nel cristallo.

 

Indugiò, sempre qua e là muovendo

poi timidamente

bussò di nuovo - fu come una raffica

ed io rimasi sola._______ E. Dickinson 

 

 

    

 

 

 

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Published by Etta
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12 gennaio 2012 4 12 /01 /gennaio /2012 00:00
Gioia e malinconia

  

   

 

GIOCO PER BIMBI .

 

GIOIA E DOLORE .

LACRIME E SORRISI .

SOGNO E REALTA' .

LUCE E COLORE .

DIVERTIMENTO O DRAMMA? .

COSI' E' SE VI PARE .

SOLITUDINE SENZA CORAGGIO .

SON VIVO E SON VERO .

RIDO PER LE BUFFONATE BAMBINE .

MI RICORDO QUEI GIORNI LONTANI .

VIVERE E MORIRE .

LA GIOIA DI ESSERE .

RIMPIANTI E AMAREZZE .

UNA MASCHERA PER NASCONDERE LA DELUSIONE .

VECCHIAIA E GIOVINEZZA .

LACRIME E SORRISI .

SON VIVO E SON VERO .

SE SI RESTASSE SEMPRE BAMBINI . . .

 

 

 

 Luigi Serafini

 

Nello studio di un celebre psichiatra si presentò un giorno un uomo apparentemente ben 

equilibrato, serio ed elegante. Dopo alcune frasi, però il medico, scoprì che quell'uomo era

intimamente abbattuto da un profondo senso di malinconia e da una tristezza continua ed

assillante. Il medico iniziò con grande coscienziosità il suo lavoro terapeutico e, al termine

del colloquio, disse al suo  nuovo paziente " Perchè non va al circo che è appena arrivato 

nella nostra città? Nello spettacolo si esibisce un famosissimo clown che ha fatto ridere e

divertire  mezzo  mondo: tutti  parlano  di lui, perchè è unico. Le farà bene vedrà" 

Quell' uomo scoppiò in lacrime dicendo "Quell' uomo sono io"

 Tratto da B. Ferrero " Il canto del grillo "

 

                           

 

                                       

                    

 

  

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11 gennaio 2012 3 11 /01 /gennaio /2012 00:00

 

 

 

 

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Le più belle frasi d'Amore

      


    Continui a chiedermi la data della mia nascita  

prendi nota dunque

ciò che tu non sai ...

La data del tuo amore:

quella è per me la data della mia nascita

     Nizar Qabbani   

     

 

 

 

Mi hanno detto che al mondo ci sono... sette meraviglie.

Bugiardi!

Ce n'è una sola ... TU. 

     Franltare

 

 

 

 

Non c'era bisogno di sguardi, di parole, di gesti,

di contatti: solamente il puro

 stare insieme.

      J. Wolfang Goete

 

 

 

 

 I momenti migliori dell'amore sono quelli di una quieta malinconia,

 dove tu piangi e non sai di che ...

       Giacomo Leopardi  

 

 

 

 

 

Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.

      Aristotele  

   

 

 

 

La tua immagine nello specchio  

E' la più bella poesia

Sbrigati che si cancella

E' il mio ultimo ti amo!

 

 

 

 

Il desiderio che ha un uomo d'amare è infinito

non per altro se non perchè l'uomo si ama senza limiti.

    Giacomo Leopardi  

 

 

 

 

Se non ricordi che lamore tabbia mai fatto commettere

la più piccola follia, allora non hai mai amato.

    William Shakespeare  

 

 

 

 

 

Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte

inciampi nei miei più segreti pensieri ?

    William Shakespeare  

 


 

 

Ho incontrato per via un giovane poverissimo

che era innamorato: aveva un vecchio cappello,

una giacca logora, l'acqua gli passava attraverso le scarpe

e le stelle attraverso l'anima

     V. Hugo  

   

 

 

Amare non significa guardarsi negli occhi

 ma guardare insieme verso la stessa meta.

 

 

 

Mi coricai tra le nuvole,

mi appoggiai alle stelle,

abbracciai una di esse,

credendola il tuo viso.

    Francesco Giordano  

 

 

 

 

 

 

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Published by Luisa
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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 22:39

 

Il surrealismo Pop  

di   

  Natalie Shau

 

Natalie  Shau  è  una  giovane e  straordinaria  artista  di Vilnus (Lituania)  

Lavora principalmente con tecniche digitali, operando un mix fra sperimentazioni

delle immagini ed elementi 3D. Le sue creature cariche di bellezza e sensualita,  

nascono da un immaginario contorto, fiabesco e travolgente.   

Il surrealismo Pop di  Natalie  Shau si  esprime  attraverso le  sue opere nei colori

pastello e tinte tenui. Rappresenta ragazzine diafane,  vestite con abiti vaporosi, dalla  

bellezza  eterea e  misteriosa a  tratti dark e  noir. Infatti, accanto alle tinte pastello

risaltano il rosso e il nero, che stanno ad evocare il sangue e la morte.   

Natalie Shau realizza, inoltre,  illustrazioni  per  stilisti, scrittori  e  gruppi  musicali.   

  

 

 

                                

 

 

                                     

 

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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 10:47

 

 

 

 

Click 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

  Il genio è un uomo capace

  di dire  cose profonde in 

   modo semplice  

 

 

 

 

 

 

 

 

   

ROBERTO BENIGNI

       

 

 

Su, su , svelti, veloci, piano, con calma, non affrettatevi, non scrivete

 

subito poesie d' amore che sono le piu' difficili.

 

Aspettate almeno un bel po' d' anni.

 

Scrivetele su un altro argomento - che ne so' - sul mare, sul vento, sulla pioggia,

 

non esiste una cosa piu' poetica di un' altra.

 

Avete capito ?

 

La poesia non è fuori, ma è dentro di noi .

 

Non chiedetemi - Cos' è la poesia ? - Guardatevi allo specchio, la poesia sei tu.

 

Riempila bene di parole, devi cercarle e trovarle.

 

A volte ci vogliono giorni e giorni per trovare la parola giusta.

 

Eva ci ha messo tanto tempo prima di trovare la foglia di fico giusta.

 

-Come mi sta ? Come mi sta ?- Eva ha spogliato tutti i fichi del Paradiso

 

Terrestre.

 

Innamoratevi, se non siete innamorati non si possono scrivere poesie.

 

Tutto è morto, morto tutto è.

 

Vi dovete innamorare e tutto diventa vivo, dilapidate la gioia, sperperate

 

 l' allegria e siate tristi e taciturni con esuberanza,  soffiate  in  faccia  alla



gente la felicità.

 

- E come si fa ?-

 

Per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore

 

bisogna essere felici.

 

Non abbiate paura di soffrire , tutto il mondo soffre.

 

Se non avete i mezzi non importa, per fare poesie ci vuole il pensiero.

 

E non cercate le novità , la novità è la cosa piu' vecchia che ci sia.

 

E se il verso non vi viene guardate il cielo , quanta bellezza vedete...

 

I poeti non guardano, vedono.

 

Fatevi obbedire dalla poesia, se la parola non è giusta, cambiatela.

 

Questa è la bellezza.

 

Vi sono versi che vogliamo tenere per sempre scritti. No, forza, cancellate

 

tutto e teniamo la parola ____ AMORE ____.

 

 

La lezione è finita , ciao ragazzi, ci vediamo mercoledi'

 

 

______ROBERTO BENIGNI______



 

                                                                

 

 

                              I poeti non guardano, vedono "

 

 

 

 

 
 

 

 ROBERTO BENIGNI



recita



  DANTE - INFERNO - ( DIVINA COMMEDIA )



    

-  Emozionante  -

 

 

  



 

                           L' acume geniale è l' uso acuto dell' acume 

 

                                            -Novalis, Frammenti -

 

 

 
 
 
 
 
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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 00:00

 

     

 

 

 

 

Non amo che le rose

   che non colsi...

 

     (G. Gozzano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oscar Claude Monet

 

Il pittore della luce

 

La vita e i dipinti del grande pittore

 

 

Claude  Monet - autoritratto  

   

Monet è il pittore che forse più di tutti rappresenta l'impressionismo.

    

OSCAR CLAUDE MONET (Parigi 1840- Giverny 1926).

Tra tutti i  pittori  dell'impressionismo, Monet, può  essere considerato il più  impressionista  di

tutti. La sua personale ricerca pittorica non uscirà  mai  dai confini di questo stile, benchè  egli

sopravviva  molto più  a dell'impressionismo. 

A cinque anni si trasferisce con la famiglia a Le Havre,ove  manifestando unagrande attitudine

per la caricatura, studia disegno con Francois Ochard.

In un piccolo negozio di cornici incontra Eugéne Boudin, pittore paesaggista, il suo vero primo

maestro, che gli insegna ad osservare la natura e  a  dipingere  all'aperto, perchè  ogni  cosa

dipinta  sul  posto  ha sempre una forza, un potere, una  vivacità  di  tocco che  non si  trovano

all'interno dello studio.

Nel 1860 chiamato al servizio militare, nel Reggimento dei Cacciatori D'Africa, viene inviato in

Algeria. Monet rimane affascinato dalla luce e dei colori di quella terra.

 

 

  I papaveri

 

 Ammalatosi, nel 1862, torna in licenza di convalescenza nella sua casa di Parigi.

Comincia a frequentare l'atelier  Gleyler, un pittore neoclassico, dove insieme a Bazille, Renoir e

Sisley, scambia idee e proposte culturali.Forte degli insegnamenti di Boudin, riesce a convincere

i suoi amici a seguirlo nei dintorni di Parigi, per dipingere la natura dal vero. Qui i pittori studiano,

osservono, ammirano i movimenti dei riflessi della luce sull'acqua.

Appartengono a questi anni  alcuni  paesaggi  dei dintorni di Hounfleur: "Lo stagno delle rane" e

"La  Grènouillère". Le rapide e ferme pennellate evidenziano i toni di luce e ombre, ma l'eccesso

di nero utilizzato da Monet ne impedisce la trasparenza delle ombre.

 

  Barche nell'orificio di Honfleur - 1866

 

Lo stagno delle rane 

 

La Grenouillère - Metropolitan Museum Art 

 

Dopo un inaspettato insuccesso al   Salon, Monet, dipinge "Le dèjeuner sur l'herbe", l'opera

doveva rappresentare un omaggio, ma anche una sfida, nei confronti di Manet, il cui  dipinto,

con il medesimo titolo, era stato oggetto di commenti sarcastici e di aspre critiche da parte del

pubblico, in occasione della sua esposizione al Salon des Refusés nel 1863. Il progetto

viene abbandonato nel 1866, poco prima dell'inaugurazione del Salon, per il quale l'opera

era stata destinata.

Monet getta le basi sulla pittura impressionista.

 

 

 

Le dèjeuner sur l'herbe

 

Da questo momento in poi diventa costante  nella  sua  arte l'impegno di identificare pittura e

natura, immagine e forma, e di cogliere attimo per attimo la realtà.

A causa della  sua unione con  la modella  Camille  Dancieux, dalla quale avrà un figlio, 1867,

Monet interrompe i rapporti con la famiglia. Il pittore è in difficoltà, perchè gli viene a mancare

il sostegno economico del padre. 

Nel 1871 la coppia si trasferisce ad Argentuil, lungo la Senna, dove il pittore si costruisce uno

speciale atelier galleggiante per dipingere i paesaggi fluviali.

 

  

Camille con il figlio Jean sulla collina- National Gallery of Art 1875

 

  

Dopo la nascita del secondo figlio  Michel e il trasloco a Vétheuil, Camille si ammala di cancro e 

nel 1879 a soli 32 anni, muore. Monet la ritrae in un drammatico letto di morte "Camille Monet

sul letto di morte". La testa contro i cuscini, una sciarpa attorno al viso, la bocca e gli occhi né

aperti né chiusi, le spalle sono afflosciate. I colori sono quelli della luce e del sole che

impallidisce su una collinetta (i cuscini) su cui cade la neve, 

 

 Camille Monet sul letto di morte. 1879

   

 Nel 1882 sposa Alice Hoschedè. Dopo aver viaggiato per l'Europa in cerca di nuove suggestioni

da dipingere, Monet, ormai, vecchio  e  celebre, nel 1908  soggiorna  a  Venezia  per  un  breve

 periodo; ne rimane colpito e affascinato del paesaggio  lagunare, che lui stesso  definisce "Luce

Nuova ".Il Palazzo Ducale lo raffigura galleggiante sull'acqua e risplendente nell'aria. Per Monet,

infatti, è  l'acqua  l'elemento  fondamentale  della  pittura  impressionista  essa  è   mobile,  viva,

profonda e soprattutto vera. Il pittore coglie dal vivo le sue  emozion i e le  trasmette  allo stato

grezzo su una serie di tele, alcune delle  quali le porterà a termine negli anni successivi.

   

  

  Venice - Palazzo Ducale -  National Gallery of Art Washington 

 

 Gli ultimi anni della sua lunga vita li trascorre a Giverny. In questo paradiso privato il pittore si

dedica esclusivamente a dipingere ninfee sulla  superficie dell'acqua, creando vere e proprie

sensazioni visive, presenti nel giardino della sua tenuta.  

 

  I giardini di Giverny

   

 Ninfee bianche

 

Ponte sulle ninfee

 

Nel 1920 Monet offre allo Stato francese, dodici grandi tele di ninfee, che verranno sistemate in

due sale ovali delle Orangerie delle Tuileries.

 

 

Musèe de l'Orangerie

 

Claude Monet muore a Giverny nel Giugno 1926.

 

 

         

 

   

Claude Monet

la natura, i fiori, i ritratti:

le sue opere come sfida alla realtà.

 

 

 

        

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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

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