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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 02:15

 

Immagine lettera I       Immagine lettera G Immagine lettera R Immagine lettera A Immagine lettera F Immagine lettera F Immagine lettera I Immagine lettera T Immagine lettera I

 

   

  Daniel Rozenber o Dadara è un artista poliedrico. 

 Avanguardistiche,  kitsch e naif, le sue opere sono un’esplosione

di colori pop, quasi fluorescenti. 

 

 

Tutte le immagini,confuse e coloratissime, che vediamo sui muri e sui vagoni dei treni,

sono i graffiti ( detti anche murales ).E' il concetto di graffio che  viene  assunto  dagli

anonimi, improvvisati artisti, che "sfondano" i muri delle grandi  metropoli con forme e

immagini e, soprattutto, scritte.

 

 

 

Tutto nasce come forma  di  trasgressione, ma è evidente il  bisogno  umano di lasciare

un segno visibile, o una protesta o un messaggio.

 

 

  

 

  

    Il muro di Berlino, triste simbolo dell'assurdità di un potere opprimente.  

 

Per molti anni quel muro ha diviso una città e, peggio ancora, il mondo. I ragazzi di

Berlino Ovest, quella libera, nel tempo lo hanno riempito di scritte e immagini, segni e

colori. Questo è stato un modo per protestare contro quell'ingiusta situazione geografica

e politica ed un tentativo "ideale" di rompere il silenzio del suo intonaco grigio.  

L'origine di questa forma d'arte va  collocata  negli Stati  Uniti, e precisamente a New

York, intorno agli anni Settanta, quando i treni e le stazioni  metropolitane vengono invasi  

e coperti da questo tipo di pittura.Nasce come arte trasgressiva contro quella tradizionale

che stabilisce rigorosamente che l'opera d'arte sia  in un museo, in una  galleria, in  una

collezione  o anche alla  televisione o sui manifesti pubblicitari.  

Tra  questi  grafisti  ci sono dei veri artisti, che hanno potuto dimostrare  il proprio talento

e la propria vocazione grazie a questa forma pittorica.  

 

 

  Keith Haring, 1959-1990

 

Jean-Michel Basquiat, 1960-1986

 

Grazie alle opere di questi due artisti si è passati a considerare il Graffitismo da fenomeno

giovanile  di  massa, popolare e  trasgressivo, ad oggetto di studio per sociologi e critici di

arte.

Questa  forma  espressiva  è  la  genuina  libertà dei suoi  esecutori. Libertà non tanto nei

soggetti  o  nelle  scritte  quanto nell' azione  stessa, che  è quella  di coprire i muri senza

permesso. Esito  ed  obiettivo  di  questa  forma  d' arte  è  sorprendere  i  cittadini al loro

risveglio con immagini che il giorno prima non c'erano. Bombolette  a spray  e mascherine

sono  i  mezzi  tecnici  impiegati  in  questa nuova  pittura murale: data la precarietà della

situazione. I soggetti per la maggior parte sono  ricavati dal fumetto, dal cinema e, a volte

dalla  letteratura, con  poesie, oppure riportano frasi dal gergo giovanile o slogan politici o

sportivi.

Un   altro  concetto  che  definisce  questo   tipo  di   espressività  è  quella dell' immagine

viaggiante: un  treno  o  qualsiasi  altro  mezzo pubblico, ricoperto da immagini, al  tempo

stesso le trasporta, assumendo quindi un compito, cioè far viaggiare l'immagine visibile da

un capo all'altro della città.

Questo  tipo di  espressione artistica  prende il nome di Areosol Art  o Writing, e l'autore si

chiama Writer.  

 

 

                          Graffiti metropolitani                 

 

 Treno ricoperto da graffiti

 

L'artista è sempre l'espressione della cultura, della  sensibilità e delle problematiche del

momento  storico  in cui vive. In ogni epoca  non sono mai mancati numerosi artisti, ma

solo il tempo ha  messo in evidenza i più grandi. Uno di questi è sicuramente Van Gogh,

che ai suoi  tempi era uno sconosciuto.Quindi anche la nostra epoca, ricca di esperienze

e di interpreti, esprime certamente  dei grandi artisti che col tempo saranno riconosciuti

come tali. 

 

 

 

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Published by LUISA - in Arte
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16 marzo 2012 5 16 /03 /marzo /2012 07:12

 

 

Oscar Wilde

 

 

 

Oscar Wilde, è nato a  Dublino  nel  1854, è uno dei  più alti esponenti di lingua inglese

del    decadentismo    europeo.  Geniale,  stravagante,  dotato    di   un    senso   artistico

straordinario  talora  sferzante  e  impertinente  egli  voleva  risvegliare  l'attenzione  dei

suoi lettori e invitarli alla riflessione. È noto soprattutto  per l'uso frequente  di  aforismi

paradossi, per i quali è tuttora citato.Esordì  con un volume di  poesie (1881)  e  diventò

un  autore  di  successo  negli  Stati  Uniti  e  in  Francia. Delicatissimo   autore  di fiabe

meravigliose  e  drammi che gli diedero  fama  mondiale  come "Salomè" e  il  romanzo

" Il ritratto di Dorian Gray" (1891).

Molti i libri scritti sulle sue vicende e sulle  sue opere, tra le quali, in  particolare, i  suoi

testi teatrali, considerati dai critici dei capolavori del  teatro dell' 800.

L'episodio più notevole della sua vita, di cui si trova  ampia  traccia  nelle  cronache del

tempo, fu il processo e la condanna a due anni  di  prigione   per  avere  violato la legge

penale  che  codificava le regole  morali  in  materia  sessuale  della   sua   stessa  classe

sociale.  Accusato di   omosessualità  dal  padre  del  suo  più   caro  amico, lord  Alfred

Douglas,  subì   l' umiliazione  di  un   processo  e  quella del  carcere  a  Reading, dove

compose alcune  delle sue opere più  alte  e  tragiche: l' autobiografico " De  profundis"

e la " Ballata del carcere di Reading " (1897-1898).

Trascorse gli ultimi  anni di  vita sotto falso  nome  in stato di grave e penosa indigenza

Parigi, dove morì nel 1900.

 

  Il ritratto

 

Che cosa triste! Io diverrò vecchio, brutto, ignobile...

 

 

Il  mito   del  Narciso  ci  viene  offerto  alla fine  dell'Ottocento da Oscar  Wilde  nel suo

celebre romanzo "Il ritratto di Dorian  Gray", nel quale  il  protagonista, Dorian  Gray, un

giovane   dotato   di   straordinaria   bellezza,  riceve   da   un   pittore,   attratto    dal  suo

irresistibile  fascino, un ritratto maraviglioso, un autentico inno alla  bellezza. Il  giovane

rimane  folgorato  dall'immagine di sè che  il ritratto  gli  restituisce. Ma, come  nel  mito

classico,anche nel romanzo moderno la vicenda è  destinata  ad  avere  un finale tragico.  

 

 Dorian [...] andò con aria  pensierosa  davanti  al  quadro e si volse per  guardarlo.Subito

fece  un  passo  indietro  e  le  sue guance  arrossirono  di piacere. Un  lampo  di  gioia gli

illuminò gli occhi,quasi si fosse conosciuto per la prima volta.Rimase lì immobile e pieno

di  stupore, udendo  che  Hallward  gli  parlava, ma  senza cogliere il significato delle sue

parole. Il senso della propria bellezza  lo  colpì come una rivelazione. Prima di allora non

lo aveva mai provato [...]

 

 

[Dorian Gray s' innamora di sè e, davanti alla propria immagine,  non  sopportando l' idea

di invecchiare  e  perdere la  propria  bellezza, esprime  il  desiderio  di  rimanere  sempre

giovane.]                  

 

"Che cosa triste"- mormorò   Dorian  Gray  con  gli occhi ancora fissi sul suo ritratto.- Che

cosa triste! Io diverrò  vecchio , brutto, ignobile, e  questa pittura  rimarrà sempre giovane:

giovane qual  è in questa  giornata  di  giugno.[...] Oh, se potesse  avvenire il contrario! Se

potessi, io, restar  sempre   giovane  e invecchiasse   invece   la   pittura! Per  questo  sarei 

pronto  a  dare  qualsiasi  cosa,  sì,  non  vi  è  nulla al mondo che non darei! Darei  la mia 

stessa anima! "

     

[ La sua preghiera  viene  misteriosamente esaudita: i segni  del  tempo e della progressiva

corruzione  della  sua  anima   si  imprimeranno  non  sul suo volto, ma  nel ritratto, che ne

rimarrà l' immagine terrificante dei suoi vizi.]

 

[Spesso, tornando da una di quelle  misteriose   e prolungate assenze che  suscitavano  così

strane congetture tra i suoi amici, o che si  credevano tali, egli saliva  cauto fino alla  stanza

chiusa, apriva la porta con la chiave che non  lasciava mai, e si  fermava,  con uno specchio

in mano, dinanzi al ritratto  dipinto da Basilio  Hallward, guardando ora il volto  perverso e

invecchiato della tela,ora quello giovane e fresco che gli sorrideva dal vetro polito.La stessa

violenza del contrasto acuiva il suo piacere. Sempre più  si  innamorava  della  sua bellezza,

con sempre maggiore interesse seguiva il corrompersi della sua anima.

 

 

Con  minuziosa  cura, talvolta  con una gioia terribile e mostruosa, esaminava  le ripugnanti 

rughe  che solcavano  la   fronte  aggrinzita  o  serpeggiavano  attorno  alla bocca  pesante e 

sensuale, domandandosi  quali  fossero  più  orribili, se  i segni del peccato o quelli  dell'età.

Poneva  le  sue   bianche   mani   accanto  a  quelle  tumide  e  rozze  del dipinto e sorrideva.

Desiderava quel corpo sformato, quelle membra infiacchite.

 

 

Certo,vi  erano momenti, di notte, in cui,giacendo insonne nella sua camera delicatamente

profumata  o nella  sordida    stanza  di  una  taverna   malfamata  presso i Docks, pensava

alla rovina  della  sua anima con una pietà tanto  più  acuta  in quanto  puramente  egoista.

Ma  erano momenti  rari.]  

Ma  quel delitto [ Dorian, non  potendo  più sopportare i  rimproveri  del  pittore per la sua

vita abbietta e sfrenata, lo aveva ucciso], lo avrebbe  perseguitato per  tutta la vita?

Sarebbe  stato  sempre  oppresso  dal  suo passato?Avrebbe dovuto confessare? Mai. V'era

una sola prova contro di lui.  Il ritratto  stesso: ecco  la  prova. L'avrebbe   distrutto. Perchè  

lo  aveva conservato per  tanto  tempo? Una volta  gli  faceva piacere  osservare  il suo viso

mutarsi  e  invecchiare, ma  negli  ultimi tempi  non  provava  alcun diletto. Gli  aveva fatto

trascorrere  notti  insonni; quando era lontano rabbrividiva all'idea  che altri occhi potessero

guardarlo. Aveva rattristato  le sue passioni, il suo ricordo gli aveva  guastato tanti momenti

di gioia. Era  stato per   lui come  una  coscienza, sì, era  stato  la  sua  coscienza. L'avrebbe

distrutto. Si guardò attorno,  e vide il coltello che aveva  colpito  Basilio Hallward. L'aveva 

ripulito più e più volte, non non vi era rimasta  alcuna  macchia. Era liscio e  lucente. Come

aveva ucciso il pittore così  avrebbe  ucciso l'opera di lui  e tutto quel che  significava.

Avrebbe ucciso anche il  passato e quella  morte lo avrebbe reso  libero. Avrebbe  ucciso la

mostruosa  anima vivente e, senza il suo  ripugnante rimprovero, si sarebbe sentito in pace.

Impugnò  il  coltello  e  colpì  la  tela. Si  udì  un  grido  un tonfo. un grido   di  agonia così

tremendo che i servi si svegliarono atterriti  e uscirono cauti dalle loro stanze [...]   

[...] Dentro, nel quartiere  della  servitù, i domestici  semivestiti  parlottavano  tra  di loro a

bassa voce.La vecchia  signora  Leaf  piangeva  e si torceva  le mani. Francesco era pallido

pallido  come un   morto. Dopo  circa un  quarto  d'ora prese  con sé il cocchiere e  dei servi

e salì di sopra.  

Bussarono, ma nessuno  rispose. Chiamarono. Tutto  rimase  silenzioso. Finalmente,  dopo

aver tentato  invano  di  forzare  la porta, andarono   sul  tetto  e  si  calarono  sul  balcone.

La finestra cedette  facilmente: le serrature erano vecchie.  

 

 

 

Entrati, videro, appeso al muro, uno  splendido  ritratto  del loro  padrone come lo   avevano

visto l'ultima volta, in tutto il prodigioso nitore  della  sua  gioventù  e della sua  bellezza.  A

terra giaceva un  uomo  morto, in   abito  da   sera, con un  coltello  piantato  nel  cuore.  Era

sfiorito, rugoso, ripugnante nel volto.Solo esaminando i suoi anelli riuscirono a riconoscerlo.

 

 

Nel  romanzo  di Oscar Wilde il  mito  di Narciso rivive  nel personaggio di Dorian Gray,un

giovane puro e  bellissimo  che  quando  contempla  la propria   immagine  s e ne  innamora

perdutamente. Ma la rivelazione della bellezza ha un potere  devastante  sul giovane, che si 

dichiara disposto a la propria anima pur di rimanere sempre uguale al ritratto.

 

Il rifiuto della realtà

 

Dorian  Gray  non  accetta  di   invecchiare  perchè  la  bellezza   diventa  per   lui un valore

assoluto senza  il  quale la  vita  perde  il  significato. Ma   non  accettarsi significa perdere  

se stessi, non sapere più  quale  sia   la propria  identità. Questo  Narciso di fine Ottocento è

talmente  innamorato  di  sè da  lasciare  che  la  suaanima  si  corrompa, infatti diventa egli

stesso un corruttore e un assassino.

 

La sconfitta finale

 

Il delitto di cui Dorian Gray si è macchiato uccidendo l'autore  del  ritratto lo  mette  davanti

alla verità dell'abbrutimento cui è giunta  la sua coscienza.Nel  tentativo  di  rinnegarla  e  di

cancellare le proprie colpe, colpisce il ritratto con lo stesso  coltello  con   cui ha  assassinato

Hallward. In  quell'istante  muore e le  sembianze  orribili del dipinto diventano le sue stesse

sembianze  :quello  che  i  servitori  troveranno  per  terra   sarà  un   cadavere  ripugnante  e

 irriconoscibile in abito da sera. 

 

Il mito ci fa riflettere 

 

Nella letteratura  moderna  del   mito  di  Narciso, il giovane  Dorian  Gray  si  muove  in  un

mondo svuotato di ogni valore,  dominato  dalla  falsità, dal culto  della  bellezza  esteriore e

 dall'artificio. Tutto si altera e si corrompe  nella  coscienza del protagonista, e l'abito da sera

con cui viene trovato morto è l' ultima orribile maschera indossata da un  uomo che volendo

 sfuggire alle leggi della vita ha perduto, con la vita, anche se stesso.

 

 

 

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12 marzo 2012 1 12 /03 /marzo /2012 11:43

 

 

 

 

 

 

 

 

 E' buio, tutto attorno tace,

 un altro giorno se ne va

 e nell' attesa che arrivi domani

 chiudo gli occhi e aspetto

 che mi prenda il sonno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sogno della Grecia Antica

 

 

  Hernrich  Fussli                                                                          

 

 

 

 

 

 La disperazione dell' artista

 davanti alla grandezza

 delle rovine antiche

 1778 - 1780,

 sanguigna e inchiostro sfumato,

 Zurigo, Kunsthaus

 

 

 

                                                                                           

 

Friedrich Holderlin

 

Iperione

1797 - 1823 trad. di G. V. Amoretti

 

Ovunque  andassi o sostassi, quelle magnifiche   immagini mi  accompagnavano; simili

a   fiamme, gli eventi di tutti i tempi si  fondevano nella  mia mente e come si  fondono

in   un  solo  trionfante  temporale  le  forme  gigantesche, le  nubi  del  cielo,   così  si

riunivano in me, a centinaia, le  vittorie  delle  Olimpiadi che  si  trasformavano  in  una

sola infinita vittoria.

Chi resiste a tutto ciò, e chi non viene  schiantato dalla  terribile magnificenza dell' antichità,

così come un uragano schianta le giovani foreste, quando  esso le afferra come ha afferrato

me e quando, come a me, anche  a lui  manca  l' elemento  ove  attingere una  fortificante

coscienza di sè?

Oh, a  me, a  me  piegò  il capo la grandezza degli antichi, essa mi strappò i fiori dal volto e

sovente giacqui io là dove occhio  alcuno non mi scorgeva, effondendomi in lacrime,simile a

un abete abbattuto vicino a un torrente e che nasconde nell' onde le sue fronde appassite.

 

Analisi delle affinità fra testo e immagine

 

Esiste a volte una sitonia involonaria ma perfetta fra artisti contemporanei: è il caso di

Holderlin e di Fussli: il poeta neoclassico, che  amava la Grecia più di ogni altra cosa al

mondo, esprime attraverso il personaggio di Iperione nel romanzo omonimo, uno stato

d'animo di annichilimento davanti alla magnificenza dell' antichità, analogo a quello che

il  pittore  svizzero  Fussli manifesta  nel suo  disegno: una disperazione generata dalla

coscienza che l'artista moderno ha della propria inadeguatezza davanti alla grandiosità

delle antiche rovine, testimonianza di una civiltà che è stata paragonata a un'irripetibile

primavera  dell' umanità, quando, come  scrive  Holderlin," gli  dei camminarono tra gli 

uomini, le Muse bellissime, il giovane Apollo " 

 

 

 

 

 

 

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9 marzo 2012 5 09 /03 /marzo /2012 07:59

 

 

 Gif animate Cammelli (15)

"O mio cammello mogano chiaro,

perchè tu scruti tanto il monte Tufrik?

Tu sai che è là la medicina dei miei occhi".

 

 

       

 

 

Sfondo (47)[1]blu

 

IL FIORE DEL MALE

      di Luca Lanzi

 

    P.P.Pasolini  -  

                          

 

 Click

 

  Il fiore del male

 

Che diresti dei campi di grano

Trasformati in un  letto di cemento

Dove il sole correva lontano

Vi è un silenzio che pare un lamento

 

Che diresti delle belle borgate

Trasformate in geometrie oscene

Popolate da uomini grigi

Ripulite e tenute bene 

 

Che diresti se dopo trent'anni

Vi dicessi che è rimasto uguale

Sei ancora a volare

 

Il fiore del male

Lo soffia il cielo

Lo soffia il cielo

Il fiore del male lo soffia il cielo 

 

Che diresti di questa paura

della fine della tradizione

Ammazzata ogni giorno da chi

Se ne vuole fare difensore

 

Che diresti di questa morale

dei ricatti della religione

Che il piacere è un peccato è una colpa

E che è giusto solo un tipo di amore

 

Che diresti se dopo trent'anni

Ti dicessi che è rimasto uguale

Sei ancora a volare 

 

Il fiore del male

Lo soffia il cielo

Lo soffia il cielo

Il fiore del  male lo soffia il cielo

 

Il tuo folle amore

Si alzava e volava più in alto

Soffiato dal cielo

 

Che diresti del potere di pochi

Che distrugge tutta la Terra

Questo cielo che vomita fuoco

Civiltà che fabbrica guerra

 

Il fiore del male

Lo soffia il cielo

Lo soffia il cielo

Il fiore del male lo soffia il cielo

Lo soffia il cielo

 

 

 

 

LE MURA DI SANA'A      

Nell'ottobre del 1970  Pier Paolo Pasolini  girò a  Sana'a   alcune scene del film

il Decameron. Terminate le  riprese, Pasolini  utilizzò  la  pellicola avanzata  per 

girare 13 minuti di documentario, che intitolò " Le mura di  Sana'a. "

In   quest'ultimo film, Pasolini rivolge un appello all'Unesco per un suo intervento

a difendere la   bellezza di  questa città in  stato di abbandono. "E' uno  dei   miei   

sogni   occuparmi  di  salvare  Sana'a ed altre città  e  i loro  centri  storici  dello

Yemen per questo sogno mi batterò ".

Nel 1984, infatti, il  suo sogno in qualche modo prende forma, L'Unesco lancia una 

campagna internazionale per la  conservazione e  il restauro  della  città  e dei suoi

beni culturali.

L'Italia risponde.

Il 6 aprile una delegazione ufficiale italiana si reca a Sana'a  e accetta di iniziare 

una  parte del progetto complessivo del restauro. L'accorato appello di Pasolini ha

avuto un seguito positivo.

 

La  città  vecchia di Sana'a,  per  le sue preziose  testimonianze artistiche  viene

dichiarata Patrimonio dell'Unesco.

 

Sana'a

 

 

Secondo  la  tradizione la fondazione  della città  risale a tempi biblici;

 fu fondata da Sem,figlio maggiore di Noè e capostipite delle popolazioni  

semite,  il  quale   dopo aver  abbandonato  il  suo  paese trovò prima il

Rub 'al-Khali,  il  "Quarto  Vuoto" -  terribile   deserto   sabbioso  -   e,

successivamente, una  terra  di  alte  montagne  e  valli fertili e decise

di  fondare  una  città:  Sana'à.

 

image

     

Documentario

      LE MURA DI SANA'A

      P. P. Pasolini

       

       

P. P . Pasolini cosi' descrisse ancora lo Yemen 

" ...architettonicamente, è il Paese più bello del

mondo, Sana'a, la capitale, è una Venezia selvaggia

sulla polvere, senza San Marco e la Giudecca..."

 

          YEMEN, IL PAESE DELLE MERAVIGLIE

       

 

Lo Yemen è situato a sud-ovest della penisola Arabica, confina

con l'Arabia Saudita a nord, con il Mar Rosso a ovest, con il

Mar Arabico a sud e con l' Oman a est .

 

  Minareto della moschea al-Muhdhar a Tarim

 

 

Lo  Yemen  con i suoi tremila anni di Storia  offre : cultura,

architettura e tradizioni antiche .

Oltre ai  palazzi magici della capitale, i grattacieli di fango e

  villaggi   arroccati su  monti rocciosi, lo Yemen offre bellezze

selvagge: spiagge bianche incontaminate, mare cristallino, dune

  a picco sul mare e spettacoli di natura selvaggia.

 

    Socrota, l'Isola Felice

 

La laguna

    Isola di Socrota

 

  image

 

La bellezza selvaggia, le spiagge bianche incontaminate, il mare cristallino,

le dune appoggiate sulle scogliere a picco sul mare rendono

 l'isola un vero Paradiso Terrestre.

 

 

Shibam," la Manhattan del deserto" con un gran numero

di edifici di 7- 8 piani, quasi tutti di colore ocra, come

il deserto.

 

 

        Al Hajarah

 

         Alberi- Sangue di drago

 

          

    Lo Yemen  è uno dei più antichi centri di  civilizzazione del mondo. Fino

almeno  dal  secondo  millennio  a. C.  nella  regione  si  sono  insediate

 popolazioni che hanno sfruttato le particolari caratteristiche orogenetiche

 del  territorio. Ricco  di  alture  e  di  corsi d'acqua  a carattere perenne,

 lo    Yemen   ospita  un tipo  di   vegetazione  che   produce    sostanze

particolarmente appetite dalle culture circostanti, che i Greci chiamavano

aromata e che,sinteticamente,possiamo riferire essenzialmente all'incenso

 

 

 Lo Yemen è uno dei più affascinanti Paesi del Mondo

e forse uno dei meno conosciuti 

 

donne 72 

 

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Published by LUISA - in Attualità
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9 marzo 2012 5 09 /03 /marzo /2012 00:00

 

                                      

                     A k i y o s h i 's   i l l u s io n

 

                              

 

 

 

 

Akiyoshi Kitaoka è nato nel 1961 a Kochi in Giappone,

 professore di psicologia presso la

facoltà di Lettere Ritsumeykan Universty, Kyoto Giappone.

 

 

    La magia dell'op-art o optical art, l'arte ottica  

 

 

 

 

Fantasmi visivi

 

 

 

 

 

Nel   1991,  dopo  il  dottorato di  ricerca  presso   l' Istituto  di   Psicologia,  Università   di

Tsukuba, Kitaoka, si è specializzato nelle illusioni di movimento e nelle illusioni  visive di

forma geometrica, di  colore, di luminosità, e  di altri fenomeni  visivi come la trasparenza

percettiva, sulla base di una concezione moderna della Psicologia della Gestalt.

La psicologia della Gestalt  fu una corrente  psicologica che nacque e  si  sviluppò agli inizi

del  XX  secolo  in  Germania,  per poi  proseguire la  sua  articolazione  negli  Stati  Uniti.

Questa scuola ebbe molto successo anche in Italia fra gli anni '50 e '80. 

 

Prima  che cominciasse  a studiare le illusioni ottiche, Kitaoka, ha studiato la  psicologia 

degli  animali e  l'elettrofisiologia. Fra  tutte le sue  opere è stata  anche pubblicata una 

serie di studi sui fantasmi visivi.

 

Nel 2007, ha ricevuto il premio per gli studi originali dalla Società Giapponese di Psicologia

Cognitiva.

 

       Illusioni  visive di forma geometrica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muovendo la testa avanti e in dietro il cerchio si muove

 

 

  Illusioni visive di colore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Illusioni visive di luminosità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cavalli di luce

I due cavalli sono dello stesso colore

 

 

Rotazione di serpenti

 

Serpenti circolari sembrano ruotare "spontaneamente"

 

 

 

Il serpente rotante

 

L’illusione del serpente rotante è stata realizzata nel 2003  da Akiyoshi KITAOKA  del

Dipartimento di Psicologia della prestigiosa Ritsumeikan University di Kyoto, ed è una fra

le illusioni di movimento più conosciute e amate.

Il moto illusorio percepito è il risultato di alcune  caratteristiche  dell'immagine e di due  

meccanismi del nostro sistema visivo.

 

 

 

 Akiyoshi Kitaoka divenne famoso con la sua illusione rotante dei serpenti. 

 

 

L’op-art sfrutta accostamenti  di forme e colori per  ingannare occhio e  cervello e dare vita

a immagini davvero spettacolari e ipnotiche. Per  realizzare  opere  di  questo  tipo  occorre

conoscere  con  precisione  la  fisiologia dell’occhio e i meccanismi cerebrali che regolano la

visione: molti artisti  che si  cimentano  in  questo campo sono  ricercatori e  neuroscienziati,

come lo stesso Akiyoshi Kitaoka, autore di questa  straordinaria illusione e professore presso

il dipartimento di psicologia della Ritsumeikan University di Kyoto.

 

Il movimento illusorio, viene usato  per definire l' aspetto  di movimento  in una immagine 

statica.

Si tratta di  un'illusione ottica  in cui  un'immagine statica  sembra  muoversi a causa dei

contrasti di colore e della posizione forma.

Un  altro  tipo di  illusione  di  movimento  che  provoca  un'illusione  ottica  è quando un

oggetto   in  movimento  sembra  muoversi   in  un  percorso  diverso  da  ciò  che  viene

percepito dal cervello.

 

 

 

 

     

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3 marzo 2012 6 03 /03 /marzo /2012 15:46

   

                          Immagine lettera M Immagine lettera A Immagine lettera R Immagine lettera C Immagine lettera H Immagine lettera I        

                                                                    

Immagine lettera E

 

             Immagine lettera L  Immagine lettera O Immagine lettera G Immagine lettera O Immagine lettera T Immagine lettera I Immagine lettera P Immagine lettera I

 

              

 

Il marchio, in  pubblicità,  è  il  contrassegno  che distingue un prodotto o un'azienda.

Esso è  costituito da  una  forma e  da  un  nome;  viene  impresso  e  applicato  sui

prodotti  o  sui   loro  contenitori  e    ha  lo  scopo  di  indicare  l' azienda  che  l' ha

fabbricato.

 

                Il marchio ha un requisito fondamentale: deve distinguersi.

  

 

 

 

 

  

 

 

 

 

Il logotipo,  normalmente  abbreviato  in  logo, indica  in  pubblicità il modo in cui sono

tracciati  i   segni  grafici   del   nome  del  prodotto  o  di   un' azienda  e  solitamente

costituisce anche il loro marchio.

Marchi e loghi rappresentano il linguaggio più internazionale del mondo. Essi superano

i confini e permettono di trasmettere messaggi per farsi conoscere ovunque.

Marchi e loghi  non sono solo  prerogative delle organizzazioni commerciali, ma anche

enti pubblici, organizzazioni, comunità, associazioni di vario genere hanno ricercato un

marchio/logo che aiutasse ad identificarli.

L' assemblea delle Nazioni  Unite ben esprime graficamente lo scopo pacifico di questa

organizzazione.

 

 

 

 

 Cenni storici

 

 

Fin  dall' antichità  gli artigiani  usano  marchi e immagini  visivep er disinguere il loro

prodotto. L'uso dei  marchi  è anteriore  alla  scrittura,  già  il vasaio  preistorico   era

solito   lasciare   l' impronta  del  suo   dito   pollice  sulla  creta   umida   nella   parte

inferiore  del vaso  che    modellava,  oppure  incideva un  marchio distintivo (croce o

stella) per rassicurare sulla qualità e l' origine del manufatto. 

 

 

Sillabogramma -ka- su vaso

                                     

 

Nel corso dei secoli marchi e  logotipi  vennero usati sia in ambito locale che in ambito

internazionale. La  diffusione  su  larga scala di  marchi e  loghi però risale  a poco più

di  100  anni  fa.  Quando   nella   seconda  metà  dell'  Ottocento   i   progressi   delle 

comunicazioni  e nell'  industria  resero  possibile  un  mercato  più  allargato, sorse la

necessità di evidenziare  i prodotti  con marchi inconfondibili. In  questi  anni nacquero

la   macchina   da  cucire  "Singer", la  bevanda  "Coca Cola" , i   biscotti  "Quaker", la

pellicola "KodaK" ecc.

Il marchio rosso Bass, a forma di triangolo, era  il liquore  numero  uno  in Inghilterra

nel 1876 

  

   

 

 

Ma  la  vera  esplosione  nello  sviluppo   di  marchi   e  logotipi è  di questi ultimi  trenta

anni:   lo    sviluppo    della    televisione,  la   nascita   dell'   informatica   e    il   rapido 

sviluppo  dell' industria e  del  commercio  a   livello  mondiale  hanno  giocato  un  ruolo

determinante.  

 

Varietà di marchi e logotipi

   

a) Logotipi  basati sulla  semplice  rappresentazione   grafica  del  nome  o della  firma

del   fondatore della società, a   volte   racchiuse   in  una   forma   (ovale,  cerchio...)

La   " Ford"   ha  usato  come  logotipo  la  firma  del    fondatore  evidenziata   con   il 

semplice  espediente  grafico  dell' ovale.

 

   

 

b)  Logotipi   figurati, in cui è la  rappresentazione  d' insieme  che  prevale rispetto  al

nome della marca.

Nel logo della " Kodak" o della "McDonald's" ad esempio, il simbolo visivo è riconosciuto

ovunque al di là della scritta della marca.

 

   

 

 

 

 

 

 

 

   

   I

 

l logo della "Pepsi", oltre al cerchio che racchiude il nome, sono importanti i colori rosso

e blu che differenziano questa bibita da altre dello stesso genere.

 

 

 

 

c) Logotipi basati sulle lettere iniziali del nome della società.

questi marchi  hanno  bisogno di una lunga esposizione  prima  di essere ben  conosciuti  e

memorizzati,  ma   una  volta  entrati  nel  linguaggio visivo  comune difficilmente  vengono

dimenticati.

 

    

 

 

 

 

   

 

d) Marchi e logotipi associativi.

Sono  liberamente creati e possono anche non contenere il nome del prodotto o della  

società, ma permettono con facilità  un' associazione diretta col nome del prodotto o

con l' area di attività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

    La Stella della "Mercedes", modificata negli

    anni che sembra ora alludere alla raggiera

    del volante.

 

 

 

 

 

L'omino fatto di pneumatici inequivocabilmente " Michelin" 

 

La A dell' "Alitalia" certamente studiata e realizzata in questo  modo per richiamare

alla mente lo stabilizzatore orrizontale di un aereo, ciò  ad indicare la sicurezza e la

"stabilità" di questa linea aerea.

 

e) Marchi astratti.

Gran  parte  dei  logotipi  o  marchi  che  sono oggi  sul    mercato, malgrado  siano

puramente astratti e quindi non  richiamino  assolutamente al prodotto, sono entrati

nella  mentalità  corrente e  non  vengono  perciò confusi con altri. Esempi  possono

essere il logotipo della  "Mitsubishi"  e quello della  "Citroen".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

Anche logotipi e marchi  devono  aggiornarsi in relazione alla evoluzione del gusto

senza  per  altro  modificare  sostanzialmente  le  loro  caratteristiche  in modo da

potersi comunque far riconoscere  anche nella  nuova "veste" e in  ogni  paese del

mondo. Un esempio eclatante in  tal senso è stata  l' operazione  fatta  dalla "Coca

Cola" nel 1986. 

 

 

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1 marzo 2012 4 01 /03 /marzo /2012 07:15

       

 

 imagesCA7DG9EM-copia-1.jpg                  

 

  Un giorno lui le disse

  "L'unica cosa che l'uomo vuole

  dalla donna è che lo capisca"

  Allora lei esclamò

  "Mentre l'unica cosa che la

  donna vuole dall'uomo è che

  la ami "

  (Socrate)

 

 

 

 

_  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  

 

 

 

Immagine lettera A Immagine lettera N  Immagine lettera T Immagine lettera O  Immagine lettera N         Immagine lettera C Immagine lettera E Immagine lettera C Immagine lettera H Immagine lettera O Immagine lettera V

    

     

    Il grasso e il magro

 

 

 

 

Due  vecchi compagni di ginnasio  si incontrano   dopo molti anni in  una

piccola  stazione della  Russia: uno   è  grasso   e  rivela   una  condizione

economica di agiatezza; l'altro è magro  ed   evidenzia uno  stato di  quasi

povertà. 

Entrambi manifestano stupore e gioia nel rivedersi, ma ben presto qualcosa

incrina l'atmosfera spensierata e gioiosa...

Anche  in   questo   breve   racconto  Cechov riesce   a  cogliere   nel  segno

mettendo  in evidenza  i  vizi  della  società  russa dell'  Ottocento,  ingiusta  

e   ipocrita,  attraverso   i  due personaggi   amici. La loquacità del magro,  

l'alterigia del grasso, la loro  sostanziale   incomunicabilità,   dettata   dalla

diversa   condizione   sociale,   fanno dell' incontro  una  scena  in   cui  la

comicità  lascia il  posto all'amarezza  e alla malinconia.

 

 

 _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  _  

 

 

 

 
A una stazione della linea ferroviaria di Nikolàev si incontrarono due amici:

uno grasso e l'altro magro. Il grasso avea allora allora pranzato alla stazione

e le sue labbra unte di  burro, erano  lucide come ciliege mature. Sentiva  di

Xères e  di fleur  d'orange. Il magro era allora allora sceso dal vagone ed era

carico di valigie, di  fagotti e di scatole. Sentiva di prosciutto e di fondi di

caffè. Di  dietro la  sua  schiena sbirciavano  una  donna magrolina con un

lungo mento   sua   moglie e uno studente di ginnasio, alto, con un occhio

socchiuso suo figlio. «Porfirij!» esclamò il grasso, vedendo il magro.« Sei tu?

Tesoro mio! Da quanti anni non ci vediamo!»

"Santi del Paradiso!" fece il magro  pieno di meraviglia. « Miša! Il mio amico

d'infanzia! Di dove sbuchi?»

Gli  amici  si  abbracciarono  tre  volte  e si  scrutarono a vicenda negli occhi

pieni di lacrime. Tutti e due erano piacevolmente sbalorditi.

« Mio  caro !» cominciò  il magro dopo gli abbracci. « Non  me  l'aspettavo

davvero! Questa sì che è una sorpresa! Be', guardami un po' per benino!

Sempre bello come prima!  Sempre elegante  e profumato!  Ah, Dio mio!

Ebbene,  che  fai? Sei ricco? Ammogliato? Io ho già moglie, come  vedi...

Ecco, questa è  mia moglie, Luisa, nata Vantsenbach...luterana... E questo è

mio figlio Nafanaìl, alunno della terza classe.Questo, Nafànja, é un  amico

d'infanzia! Al ginnasio abbiamo studiato insieme!»

Nafanaìl rifletté un po' e si levò il berretto.

«Abbiamo  studiato  insieme  al ginnasio! »  continuò  il  magro.« Ti ricordi  

come ti avevamo soprannominato? Ti chiamavamo  Erostrato perché avevi

bruciato con la sigaretta il  diario di  scuola; quanto  a me, mi chiamavano

Efialte  perchè mi piaceva far la spia.

Oh, oh!... Eravamo bambini! Non aver paura, Nafànja! Fatti più vicina,  Luisa...

Questa è mia  moglie, nata Vantsenbach... luterana.» Nafanaìl  rifletté un po'

e si nascose dietro  il padre.

«Be',  come  te  la  passi, caro?» domandò   il grasso,  guardando   estasiato

l'amico.

«Sei impiegato? Hai fatto carriera?».

«Sono impiegato, mio caro! Già da due anni sono assessore collegiale e ho

la croce di Santo Stanislao! Lo stipendio è  misero...be', sia fatta la volontà 

di Dio! Mia moglie lezioni di musica, ed io nella mia vita privata fabbrico

dei portasigari di legno! Splendidi portasigari! Li  vendo un rublo  l'uno. Per

chi  ne  compra  dieci  o  più, tu lo  capisci, c'è  uno  sconto. Sbarchiamo  il

lunario. Sono  stato  impiegato, sai, al ministero,   ma   ora   mi  hanno

trasferito   qui   come capuflicio  nella stessa amministrazione... Lavorerò

 qui. E tu come te la passi? M'immagino, sarai già consigliere di Stato? Eh?»

«No, mio  caro, va un po' più in su» disse il grasso.

« Sono già  arrivato a consigliere segreto... Ho due stelle.»

Il magro a un tratto impallidì, restò di sasso, ma  ben presto il suo viso si

deformò da tutte le  parti nel più ampio dei sorrisi; dal  viso e  dagli  occhi

pareva che sprizzasse faville. Tutta la sua  persona  si contrasse, si piegò,

si  fece piccola piccola... Le  sue valigie, i  suoi  fagotti  e le sue scatole  si

rimpicciolirono e  si rattrappirono...Il  lungo  mento  della  moglie diventò

ancora più lungo; Nafanaìl  si mise sull'attenti e si abbottonò tutti i bottoni

della  divisa...

« Io, Eccellenza...Sono  felicissimo! Era, si  può dire, un  amico di infanzia e

ora a un tratto è diventato una personalità. Ih, Ih!» 

«Via,  basta!» fece il grasso accigliandosi.

« Perché   questo   tono?   Noi  siamo amici  di   infanzia,  perché    questo

cerimoniale?»

«Scusate... Vi pare... » e il magro ridacchiò, facendosi ancor più piccolo.

« La graziosa attenzione di vostra  Eccellenza... come un umore vivificante... 

.Ecco, Eccellenza, questo e mio figlio Nafanaìl... mia moglie Luisa, luterana,

in un certo qual modo...»

Il grasso avrebbe voluto rispondere qualche cosa,ma sul viso del magro era

dipinta tanta reverenza, tanta  dolcezza e  tanta  rispettosa  acidità, che il 

consigliere segreto si sentì nauseato. i staccò dal magro e gli porse la mano

per congedarsi.

Il magro strinse tre dita, si inchinò con tutto il corpo e riprese a ridacchiare

come un cinese: «Ih, ih, ih!» Sua   moglie sorrise,  Nafanaìl strisciò un piede

per inchinarsi  e  lasciò  cadere  il berretto. Tutti  e tre.erano piacevolmente

sbalorditi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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29 febbraio 2012 3 29 /02 /febbraio /2012 05:12

 

 

Il deserto è l'illusione che esista qualcosa

    di deserto.  

     

 

      Il deserto è … una distesa di sabbia bruciata dal

sole e  tormentata dal vento.  

    E’ un  mare di  onde dorate che  si increspano 
 
all'infinito,  oltre l’orizzonte, fino a dissolversi nell'aria
 
tremula che ne riproduce il ritmo.   
 
 

 

Qui non vieni mai per la prima volta, e quando te ne vai non lo fai

mai  per sempre.______Malek Haddad   

 

 

E quando l'ombra dilegua  e  se ne va, la luce che si accende

diventa  ombra per altra luce, e così  la  vostra libertà, quando spezza  

le  sue catene, diventa essa stessa catena di grande libertà. ____Kahlil Gibran        

 

 

Dio creò il deserto affinchè gli uomini possano

conoscere la loro anima._____ Detto Tuareg  

 

 

 

 "Ho già attraversato tante volte queste sabbie", disse il cammelliere,

"ma il deserto è tanto grande, gli orizzonti rimangono così lontani da

farti sentire piccolo e lasciarti senza parole". _____Paulo Coelho  
 

 

 

 Nessun uomo dopo aver conosciuto il deserto può restare lo stesso.

Porterà incisa per sempre dentro di se l'impronta del deserto... il più

profondo dei suoi desideri è quello di ritornarvi._____W.Thesiger
 

 

 

 

Il deserto non è compiacente, leviga e scolpisce l'anima, forgia il corpo.  

Il deserto non mente, è pulito... è il sale della terra. _____TH.Monod
 

 

 

 

Il deserto è la nobiltà di un uomo il cui respiro si confonde

con l’alito che modella le dune.

 

 

   Poesie di poeti anonimi Tuareg  

 

 

  a bee%20-%20tuareg%20-%20(Fezzan%20-%20Libia)[1]               

 

 Amore mio,

credevo un tempo di non amarti,

quando sono venuti a dirmi che eri morta laggiù.

Sono salito sulla collina

dove sarà la mia tomba,

ho ammassato delle pietre,

vi ho sepolto il mio cuore.

In un alito di vento

sento il tuo respiro

ed esso accende in me

un nostalgico desiderio

 

 

 

... Fathma per me fra tutte è la  più bella ,

lei che Dio creò perfetta tra le donne,

non somigliano alle altre le sue mani, i suoi piedi,

l'aspetto del volto, la forma dei fianchi,

i suoi occhi truccati  con cura,

su cui scendono, mio Dio, sopracciglia di un nero profondo,

il suo naso ben modellato che ferisce il cuore, come l'erba nel fuoco.

Il seno risplende sul busto e illumina il collo,

come piume di struzzo i capelli ricoprono il capo,

sulle spalle ricadono fili di amuleti confusi,

se guardi i suoi fianchi la follia ti rapisce,

le anche racchiudono un florido ventre,

le cosce son quelle di ben nutrita puledra,

lunghe e robuste le gambe,

ben alti i suoi glutei,

ondeggianti quand'ella cammina...

 

 

... A te mi avvicino, il mio velo ti sfiora le guance,

e deciso a te mi rivolgo,

con dolcezza sussurro parole d' amore.

Mi dici " Sei vecchio vai via "

ti dico "Taci donna perduta "

Ridi al reciproco scherzo,

ti alzi sollevando come un otre il tuo petto, 

ti bacio tra il collo e le spalle,

ti bacio sugli occhi...

 

 

 

Gli  aspetti del deserto  ora  maestosi  ora  orridi  delle  montagne,  

le apparizioni  vere  e illusorie delle oasi, i riti delle partenze e delle  soste  

della  carovana, le  fugaci presenze degli animali; soprattutto,  

 gli inflessibili ritmi del tempo segnati dalla notte, dal giorno, dal sole,

dalla  luna, dal  caldo  soffocante  e  dal  gelo  notturno  lo  rendono

    affascinante  e  misterioso.

 

 

 

 

 

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26 febbraio 2012 7 26 /02 /febbraio /2012 19:19

 

 image574-1-.jpg

 

    Le anime più pure e più pensose  

  sono  quelle  che amano i colori

       I. Ruskin

 

 

 

 

 

   

                            

 

Il bianco e il nero

 

Il massimo contrasto di  luminosità si ottiene accostando il bianco (luce) ed il nero

(assenza di luce). Questo  contrasto  può  essere  alternato,  creando  un   effetto

positivo - negativo, oppure,  in  rapporto  proporzionale, creando un  effetto  ottico.

Si definisce acromatica  un'opera  realizzata  con  le tonalità  del bianco e del nero.

Tra  i due  estremi vi è una innumerevole  serie di  variazioni  di grigio che possono

creare un effetto chiaro e scuro di grande espressività

 

 

                       

                            Maurits cornelius Escher                                    Alberto Giacometti

                       Mano con sfera riflettente, 1946                     Ritratto di Corbetta, Chiavenna

Il valore espressivo del colore  

Il colore  ha  sempre  un diverso valore  comunicativo  ed espressivo. Queste differenze  

si notano confrontando  un' opera di Kandinskij con una di Modrian.

Nell' opera  di  Kandinskij  il  colore  avvolge  lo  spettatore portandolo  a contatto con la

sensibilità, la storia, la spiritualità dell' artista. L'artista usa il colore per "una necessità

interiore". Kandinskij diceva "Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sulla

anima.Il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è  il pianoforte a molte corde,

l'artista è la mano che con questo o quel tasto porta l'anima a vibrare".

Nell'opera di Modrian vi è una ricerca di semplificazione e di sintesi massima al di fuori

delle  emozioni  personali. E' la ricerca di un ordine che si avvicina a quello delle formule

matematiche. Mondrian  diceva "Dietro  le mutevoli  forme  naturali si cela l' immutabile

realtà pura. Si  devono dunque ricondurre le forme naturali a rapporti  puri, immutabili".

Lo stesso giallo, lo stesso  rosso hanno per i due artisti due valori espressivi diversi.

 

 

         

         Vasilij Kandinskij, 1922, Venezia                                       Piet Mondrian, 1921, Colonia

                        Zig zag bianchi                                                       Quadro 1  

Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro                      Wallraf- Richartz, Museum  

 

 

Colore come simbolo

 Nelle icone russe il colore ha un valore simbolico.  

Al centro  del  dipinto "La Natività" vi è una  voragine nera  di una  grotta che  penetra

nelle viscere della montagna. Rappresenta simbolicamente gli inferi, il mare che rimane

sulla Terra, ormai però vinto; una luce dorata, simbolo della potenza divina, lo circonda 

illuminando ogni cosa.Maria avvolta in una veste color porpora è adagiata su un giaciglio

color scarlatto. Sono i colori della regalità .

 

 

La natività, icona della scuola di Andreij Rublev

inizio XV sec. Mosca, Galleria Tretyakov

 

 

Colore per esprimersi

 

    

              Il vento - Vincent Van Gogh                            Notte stellata sul Rodano - Vincent Van Gogh

 

"Non cerco  di  riprodurre  fedelmente quello che ho davanti  agli  occhi, uso il

colore  arbitrariamente  per esprimere con forza ciò che  ho  dentro" dice Van

Gogh.  L' artista  parte  dagli  elementi  naturali,  modella  le  forme  e  forza  i

colori per suscitare forti emozioni.

 

Colori caldi e freddi

Accanto al  contrasto  dei colori  primari e dei  complementari vi  sono i colori caldi  

e i colori freddi.

Caldo è il giallo  e freddo è il blu.

Sono caldi i colori  che ricordano  il sole  e il  fuoco  e freddi  quelli  che ricordano

l'acqua  fresca, il  gelo, il cielo  invernale, le  foglie  di  un albero che  dà frescura.

I colori freddi indicano: abbandono, solitudine, distacco. Quelli  caldi: accoglienza,

amicizia. 

 

  

Esempi di opere con colori caldi e colori freddi

 

 

  Paul Gauguin, Nafea Faa ipopo

1892, Basilea, Kunstmuseum

 

  Pablo Picasso, Poveri in riva al mare

1903, Washington, National Gallery of Art

 

 

Nella comunicazione pubblicitaria i colori caldi indicano qualcosa  di famigliare,

fragrante, appetitoso ... quelli  freddi  indicano  qualcosa  di  pulito,  razionale, 

preciso, scientifico.

 

 

        

 

 

Le tonalità

Con Le  varie mescolanze dei colori fondamentali  tra di loro, si  possono ottenere    

una infinita varietà  di colori , le tonalità.  

La  variazione  più  semplice  di  tonalità  è  quella  che  si ottiene  mescolando un

colore  con  il bianco o con il nero e che  è  ben esemplificata nella tavola di  Itten.

Attraverso  le  infinite  possibilità  delle mescolanze si possono  ottenere colori con

toni alti, cioè luminosi, oppure bassi, cioè scuri.

 

 

 

Beato Angelico e Filippino Lippi

L'Adorazione dei Magi, 1445 

 

Nell'Adorazione  dei  Magi,  dipinta  da  Beato  Angelico  a  tempera all'uovo  con  

colori   vivaci, il  pittore  usa   la  luminosità   per  rappresentare  le   pieghe    dei   

mantelli e, seguendo le tecniche di quel  tempo in  uso,  prima  dipinge  con   colore

puro e poi modella le immagini con il bianco per ottenere le luci e le ombreggiature.

Il colore delle figure assume un valore simbolico ed ha una  particolare  brillantezza

che contrasta  con  il  paesaggio che ha colori più  tenui  con  delicati  passaggi  dal 

chiaro  allo  scuro che indicano lo  spazio.  

 

   

                

 

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23 febbraio 2012 4 23 /02 /febbraio /2012 23:01

   

 

 

 

 

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 " Quando non c' è energia

    non c' è colore, non c' è

    forma, non c' è vita "

   

 

 

 

              I musici 1594-1595, Olio su tela

          New York, Metropolitan Museum of Art

 

 

La vita di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio,è stata una vita movimentata

come  poche, vissuta  intensamente  e  senza sosta. Ottenne gloria  ed  onori, si

guadagnò l’affetto e la protezione dei potenti e dovunque andava la fama di un

talento non comune lo  precedeva. Ma affondò spesso, e volontariamente, tra la

gente più semplice. Conobbe la fuga, la paura,il disonore, il disprezzo. Cercò la

rissa, la violenza e lo scontro. E la sua  morte  sembra  uno  scherzo della storia

 

 

 

 Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610)

   

 

Riposo durante la fuga in Egitto, 15997-1598, Olio su tela

Roma Galleria Doria Pamphilj

 

 

Michelangelo  Caravaggio fu uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi, dalla  fama ancora

oggi  universale. Nato in un  piccolo centro  della  provincia  di   Bergamo, si  trasferìsce con la 

famiglia  a  Milano  per  sfuggire  alla  peste. In  giovane  età  trascorre qualche  tempo  come

apprendista, presso la bottega di Simone Peterzano, discepolo di Tiziano.

A circa vent' anni parte per  Roma, centro  dell' arte di  quel  tempo,  pronto per  affontare e

mostrare a tutti, attraverso le sue opere, il suo genio.

 

 

Canestra di frutta, 1595

Milano, Pinacoteca Ambrosiana

 

Il naturalismo è il caposaldo della cultura lombarda, assorbita da Caravaggio, una pittura che

rappresenta il  "vero " fedele alla realtà.

 

Un  altro  personaggio  storico  di  quel  periodo:  San  Carlo  Borromeo  riteneva  decenti e

decorose le immagini rispettose della realtà. Nella poetica di Caravaggio si trova esattamente

questo metodo: l' immagine sacra deve suscitare devozione attraverso il realismo con il quale

essa viene rappresentata. Con questo bagaglio culturale Caravaggio fa il suo ingresso a Roma

nel 1592-93. L' inzio è fatto di  stenti e privazioni, poi dà prova di grande abilità nella pittura.

Dopo  avere  eseguito  una  serie  di  opere  con  a  tema  la  natura  ( canestra  di frutta )

rappresentazioni,  mitologiche ed  allegoriche: il Bacco  e  la  Medusa  e  situazioni   popolari

come:  i Bari  e  La  buona  ventura. il pittore ha l' occasione di  farsi conoscere,  attraverso 

questi capolavori d' arte, dal cardinal  Del Monte

 

 

I Bari, Olio su tela

Fort Worth,( Texas ), Kimbell Art Museum 

 

 

  La Buona ventura, 1596-97, Olio su tela

Museo del Louvre , Parigi

 

che gli dà protezione e lavoro attraverso una serie di commissioni. E' grazie a questo

incontro che Caravaggio può  misurarsi con opere eccezzionali lasciando un profondo

segno  nella  storia dell' Arte. Dall' amicizia con  l' importante  prelato  nasce  il  ciclo

composto da tre opere sulla figura di San Matteo: Vocazione di San Matteo, Matteo e

l' Angelo,  Martirio  di San Matteo, conservati nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a

Roma.

 

  Vocazione di San Matteo, 1599, Olio su tela

San Luigi dei Francesi, Roma

 

 

  San Matteo e l' Angelo, 1602, Olio su tela

Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma

 

 

Martirio di san Matteo

Martirio di san Matteo, 1600-1601, olio su tela

Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma

 

Nel 1601 gli vengono commissionate altre due opere di rilievo: la Crocifissione di San 

Pietro e la Conversione di San Paolo  collocate nella  chiesa di Santa Maria del Popolo

a Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Crocifissione di San Pietro, 1600-1601, Olio su tela

Chiesa Santa Maria del Popolo, Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Conversione di San Paolo,1600,Olio su tela.

Chiesa Santa Maria del Popolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La   sua   attività   artistica  è  sempre  ostacolata   dal   carattere  del  pittore.   Assiduo

frequentatore di taverne e luoghi poco raccomandabili, Caravaggio è spesso  al  centro  di

risse e schiamazzi. La sicurezza con cui ostenta un talento non comune e la facilità con cui

scivola nella violenza gli procurarono non pochi problemi.Molti sono i suoi nemici anche tra i

colleghi. In  molti  casi, riesce a venir  fuori da situazioni difficili solo grazie all’intervento dei

suoi  potenti amici ed ammiratori.

 

Nel 1606 è coinvolto in una rissa durante  una sfida al  gioco della pallacorda. In essa

uccide  Ranuccio  Tommasoni  da  Terni. E'  costretto ad allontanarsi  da  Roma.  Per

sfuggire alla pena capitale, dovrà affrontare un " pellegrinaggio " dalle  tappe diverse:

Napoli,Malta,Sicilia.Dovunque passa lascia dei capolavori. In seguito alla condanna nei

suoi dipinti cominciano a comparire ossessivamente personaggi giustiziati con la testa

mozzata, dove il  suo  macabro  autoritratto prendeva spesso il posto del condannato.

 

 

Decollazione di San Giovanni Battista, 1608

Concattedrale di San Giovanni. La valletta

 

Giuditta taglia la testa a Oloferne, 1598-1599 Olio su tela

Roma, Galleria Nazionale d' Atre Antica, Palazzo Barberini

 

 

Nel  1610  torna a  Napoli da  dove parte alla  volta di Roma. Sbarca a Porto Ercole, nel

tentativo di recuperare i suoi  beni, compresa la tela che gli era necessaria come merce

di scambio per  la sua  libertà, viene  fermato  per  accertamenti. Ma  purtroppo  la sua

nave non lo attende e riparte senza di lui. In  preda  alla febbre e  alla disperazione per  

veder svanire  le  sue  speranze di  salvezza,Caravaggio vaga delirante sulla spiaggia di

Porto Ercole dove  muore, a  soli  39  anni,  il 18 luglio del 1610.

 

Pochi  giorni  dopo, giunse  a  Napoli  la  lettera che lo sollevava dalla condanna.

 

 

 

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Published by LUISA - in Arte
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  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

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