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9 luglio 2016 6 09 /07 /luglio /2016 14:17

 

 

Venezia attraverso l'occhio del cuore 

 

 

.

 

La pittura del grande vedutista

 

Francesco Guardi

 

(1712 - 1793)

 

Francesco Guardi. Veduta del Ponte di Rialto, 1770 - 1771.

Penna e inchiostro bruno acquerellati su tracce di matita nera

 

 

 Figlio e  fratello  di pittori, Francesco  Guardi  si  forma   in  ambiente   veneziano,

attingendo però all'esperienza del  Tiepolo  piuttosto che a quella, più  tecnica, del

Canaletto, infatti, usa la camera ottica  con più  moderazione  e le sue  prospettive

tornano ad essere interpretate più che descritte. I  contorni  delle  architetture, ad

esempio,   perdono  la  nitidezza  del  disegno  canalettiano  e  le  sue  macchiette

assumono  talvolta   anche  caratteri  caricaturali. Anche  l'uso  dei  colori  cambia

radicalmente e  l'atmosfera che  ne  deriva  è quella  di  una  Venezia idealizzata e

pittoresca, la   cui  realtà  viene  trasfigurata  sul  piano  del  sentimento   e   della

fantasia. Questo  significa, che  gli  spazi  della città  non vengono pià descritti con

le   loro  proporzioni  reali,  frutto  di  un'osservazione  scientifica  e  razionale, ma

finiscono per essere dilatati o ristretti in relazione alle sensazioni che l'artista vuole

esprimerci. 

 

 

Francesco Guardi, Molo con la libreria, verso la Salute. 1770 - 1780

Olio su tela, Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro

 

 

 

                          Canaletto, Molo con la Libreria

e la Chiesa  della Salute.

Olio su tela,

Milano, Pinacoteca del Castello Sforzesco

 

 

Molo con la Libreria, verso la Salute

 

Dal  punto  di  vista  tecnico, il  Guardi dimostra una straordinaria  padronanza  del

pennello. Il suo tocco rapido e suggestivo, infatti, si ricollega alla grande tradizione

del tonalismo veneto cinquecentesco. In questo modo, con  poche  e  ben  studiate

pennellate di giallo puro o di bianco, egli  riesce ad "accendere" le sue vedute con i

mille riflessi del mare ed animare le calli e i campielli di macchiette intente alle loro

semplici occupazioni quotidiane.

La   veduta  del   Molo   con   la   Libreria,  verso    la  Salute  ne  rappresenta  un

significativo esempio. Il dipinto, presenta    lo  stesso soggetto e lo stesso puntodi

vista  di uno eseguito qualche decennio prima anche da Canaletto.

La tela del Guardi, realizzata tra il 1770 e il 1780, ricalca  quella dell'altro maestro

in modo così  meticoloso  da  far pensare a una copia vera e propria  o, comunque

alla perfetta conoscenza del lavoro canalettiano.

La prospettiva del   Guardi, appare  più  indefinita e scenografica. La Basilica della

salute, infatti,e ancora  più  n lontananza, la cupola e il campanile della Chiesa del

Redentore   sembrano  quasi  perdersi fra le nebbie dell'orizzonte. L'effetto che ne

deriva è quello di una  luce vibrante  e di  uno  spazio  più  profondo  e suggestivo

di quello, chiaro e razionale, di Canaletto.Anche i mercanti,che posizionano i propri

banchi a fianco della Zecca e  della  Libreria  Sansoviniana come pure  tutti gli altri

personaggi   rappresentati,  il  Guardi   si   limita   a  suggerirli,  diversamente  da

Canaletto che, li raffigura  quasi  con scientifica meticolosità.

 

 

.

Francesco Guardi, Laguna vista da Murano

Olio su tela, Collezione Mounbatten of Burma 

 

 

Laguna vista da Murano

 

 Nella  Laguna  vista  da  Murano è  una  delle ultime opere  dell'ormai ottuagenario

artista. Si tratta di  una  piccola tela (quasi una miniatura) che  rappresenta alcune

case che si affacciano  su una piazzetta assolata in riva al mare, sul cui lastricato si

proiettano le lunghe  ombre di altre case, sulla sinistra, che restano comunque al di

fuori della scena. In lontananza si estende il dolce paesaggio lagunare,dove il nostro

sguardo   spazia  fino  alle  alture  azzurrognole  della   terraferma.  Due   figurette

femminili,  sulla   destra, si affaccendano    alla  tinozza   del   bucato; due   signori

 discorrono  tranquillamente   presso   la  riva,   mentre  altre  macchiette  popolano

  le   varie imbarcazioni che solcano  le acque.Francesco  Guardi coglie un suggestivo

squarcio di vita quotidiana nella luce  vibrante  del  tramonto  dorato, lontano  dagli 

 splendori delle architetture patrizie   cittadine.  Ne  deriva, anche  in  questo   caso, 

un'atmosfera   di    magico   incantamento,   frutto    di   una   sensibilità   artistica 

 estremamente personale, per certi  versi  precorritrice di quella capricciosa fantasia  

 che, nei primi decenni del secolo successivo, caratterizzerà la cultura e la sensibilità

romantiche.  

    

 

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  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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