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27 luglio 2016 3 27 /07 /luglio /2016 12:04
Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Cosa faccio qua

 

Ignoro se il mondo abbia detto bugie
io ho detto bugie
Ignoro se il mondo abbia cospirato contro l’amore
io ho cospirato contro l’amore
L’atmosfera di tortura non è di consolazione io ho torturato
E anche senza il fungo atomico avrei odiato
Ascolta
Anche se non ci fosse la morte avrei fatto le stesse cose
Non mi terranno immobile, come un ubriaco, sotto l’acqua gelida dei fatti
Rifiuto l’alibi universale

Come il ricordo di una cabina telefonica vuota veduta passando di notte
o come specchi nell’atrio di un cinema consultati solamente nell’uscire
o come una ninfomane che unisce migliaia di persone in una strana fratellanza
io aspetto di confessare a ognuno di voi.

 

 

Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Poesia

 

Mi è giunta voce di un uomo
che parla in modo così magnifico
che se solo pronuncia il loro nome
le donne gli si offrono.

Se sto muto di fronte al tuo corpo
mentre il silenzio sboccia come tumori sulle nostre labbra
è perché odo un uomo salire le scale

 

 

Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Non devi amarmi

 

Non devi amarmi
solo perché
sei tutte le donne
che ho mai voluto
Sono nato per seguirti
ogni notte
mentre sono ancora
in tanti uomini che ti amano

Ti incontro ad un tavolo
Prendo tra le mani il tuo pugno
in un solenne tassì
Mi sveglio solo
con la mia mano nella tua assenza
all'Hotel Discipline

Ho scritto tutte queste canzoni per te
Ho consumato candele rosse e nere
a forma di uomo e di donna
Ho sposato il fumo
di due piramidi di legno di sandalo.

 

 

Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Benvenuta a questi versi

 

C'è una guerra in corso
ma cercherò di renderti la vita facile
Non seguire i miei discorsi
nascono solo dal mio nervosismo
Non ti feci l'amore
quand'eravamo studenti dell'Est?
Sì, questa casa è diversa
il villaggio presto cadrà
Ho eliminato tutto quello
che avrebbe potuto servire al nemico
Resteremo soli
finché i tempi non cambieranno
e coloro che hanno tradito
torneranno come pellegrini a questo momento
in cui noi non ci arrendemmo
a chiamare quest'oscurità "poesia".

 

 

Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Dall’album Songs Of Leonard Cohen

 

MAESTRI

Incontrai una donna tempo fa

I suoi capelli erano neri più del nero
Sei una maestra dell’amore?
Dolcemente mi rispose di no

Incontrai una ragazza oltre il mare
I suoi capelli erano biondi più del biondo
Sei una maestra del cuore?
Sì, ma non per te

Incontrai un uomo che aveva smarrito la ragione
In un posto sperduto che io dovevo trovare
Seguimi, mi disse il saggio
Lui però camminava dietro

Entrai in un ospedale
Dove nessuno stava male e nessuno stava bene
E quando a notte le infermiere se ne andarono
Io non potei più muovermi

Giunse il mattino
E poi fu mezzogiorno
E a pranzo vidi uno scalpello
Vicino al mio cucchiaio

Alcune ragazze si smarriscono per sbaglio
Nel macello compiuto dai bisturi
Siete le maestre del cuore?
Noi insegniamo ai vecchi cuori come spezzarsi

Un giorno mi svegliai da solo
L’ospedale e le infermiere erano svaniti
Ho scavato abbastanza, Signore?
Bambino, tu sei uno scheletro

Mangiai e mangiai e mangiai
Non lasciai nessuna pietanza
Quanto costano questi pasti?
Accettiamo anche l’odio

Spesi ovunque il mio odio In ogni mestiere e su ogni faccia
Qualcuno mi regalò desideri
E io scelsi di desiderare carezze

Molte ragazze mi diedero carezze
E anche uomini
La mia passione ora è completa?
No, rifai tutto un’altra volta

Ero bello e forte
Conoscevo i testi di tutte le canzoni
Ti è piaciuto come ho cantato?
No, le parole erano sbagliate

Chi è colui a cui mi rivolgo?
Chi recepisce le mie confessioni?
Siete i maestri del cuore?
Noi insegnamo ai vecchi cuori a riposarsi

Maestri, sono finite le mie lezioni?
Non ce la farei a farne un’altra
Loro risero e risero e risero e mi dissero

Beh bambino, sono finite le tue lezioni
Sono finite le tue lezioni.

 

 

Poesie di Leonard Cohen - Dipinti di  Jeanne Saint Chéron

Vivi come un Dio

 

Vivi come un Dio
da qualche parte dietro ai nomi
che ho per te;
il tuo corpo è fatto di reti
in cui si è ingarbugliata la mia ombra;
la tua voce è perfetta e imperfetta
come petali dell'Oracolo
in una massa di margherite.
Onori il tuo Dio
con bruma e valanghe
ma tutto ciò che ho
è la tua religione senza promesse
e monumenti che precipitano
come stelle su un campo
dove dicevi di non aver mai dormito.
Sagomandoti le unghie
con la lama d'un rasoio
e leggendo l'opera
come un Libro dei Proverbi
che nessun uomo scriverà per te,
una membrana smessa
della voce che usi
per avvolgere il tuo silenzio
si lascia trasportare tra noi due dalla forza di gravità
e qualche meccanismo
della nostra vita quotidiana
le imprime sopra una domanda ordinaria
come il Padrenostro innalzato
su una moneta laminata.
Già prima di cominciare a risponderti
so che non mi starai ad ascoltare.
Siamo insieme in una stanza,
è una sera di ottobre,
nessuno scrive la nostra storia.
Chiunque ci trattenga qui nel mezzo di una Legge,
lo odo ora
lo odo respirare
mentre decora magnificamente le nostre semplici catene.

 

 

 

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Leonard Cohen è nato a Montréal  nel 1934.

E' uno dei cantautori più celebri e apprezzati della storia della musica.

Prima che autore, arrangiatore  geniale  e  cantante  dalla "voce  di  rasoio arruginito"

(Sono nato così, non avevo scelta, sono nato con il dono di una voce d'oro..." canta in

Tower   of  Songs), Cohen   nasce   come   poeta.  Nei  suoi   versi  teneri,  romantici,

malinconici, passionali, fragili e risoluti al tempo stesso parla  con delicatezza e con

una forza stilistica unica, confermando  la sua  grande  sensibilità  e  l'acutezza nel

sentire, nel  percepire, nel raccontare, quella vita che ama con tutto il suo  essere e

senza riserve. 

 

 

 

Jeanne Saint Chéron è nata nel 1973 a Pays de Loire.

L'artista autodidatta espone e conosce il successo da oltre quindici anni. Ha insegnato

disegno e pittura per dieci anni e in seguito si è dedicata esclusivamente alla sua arte .

Le sue ispirazioni sono tratte principalmente dal mondo dei cavalli, affascinata sia dalla

potenza esplosiva che dall'eleganza dell'animale.

 

 

 

 

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10 luglio 2016 7 10 /07 /luglio /2016 20:11

 

POESIE AFRICANE
 

di 

 

Léopold Sédar Sengor 

 

 

   

 

 

 

 

DIPINT

 

di

 

FRANK MORRISON 

 

 

 

DONNA NERA

 

 

Léopold Sédar Senghor

 



Donna nuda, donna nera

Vestita del tuo colore che è vita, della tua forma che è bellezza!!

Sono cresciuto alla tua ombra;

la dolcezza delle tue mani mi bendava gli occhi.

Ed ecco che nel cuore dell’Estate e del Meriggio

Ti scopro Terra Promessa, dall’alto di un alto colle calcinato

E la tua bellezza mi folgora in pieno cuore come il lampo di un’aquila.

Donna nuda, donna oscura

Frutto maturo dalla carne piena, estasi cupa di vino nero,

bocca che rende la mia bocca lirica,

Savana di puri orizzonti, savana che fremi alle carezze ardenti del Vento dell’Est

Tamtam scolpito, tamtam teso che tuona sotto le dita del Vincitore

La tua voce profonda di contralto è il canto spirituale dell’Amata.

Donna nera, donna oscura

Olio che alcun respiro riesce a increspare,

olio calmo sui fianchi dell’atleta, sui fianchi dei principi del Mali

Gazzella dalle giunture celesti, le perle sono stelle sulla notte della tua pelle

Delizie dei giochi della mente i riflessi dell’oro che rosseggia sulla tua pelle che si screzia

All’ombra della tua capigliatura si rasserena la mia angoscia per il sole vicino dei tuoi occhi.

Donna nuda, donna nera

Canto la tua bellezza che passa, forma che fisso nell’Eterno,

Prima che il destino geloso ti riduca in cenere per nutrire le radici della vita.

 

 

NOTTE DI SINE

 

 

Léopold Sénar Senghor

 

 

Donna, posa sulla mia fronte le tue mani più morbide fella pelliccia.

In alto le palme oscillano stormiscono appena nell'alta brezza

Notturna. Non s'ode neppure il canto della nutrice. Ci culli il silenzio ritmato.

Ascoltiamo il suo canto, ascoltiamo battere il nostro sangue oscuro, ascoltiamo

Battere il polso profondo dell'Africa nella bruma dei villaggi perduti.

.

Ecco, declina la luna stanca verso il suo letto di mare disteso

Ecco che si assopiscono gli scoppi di riso, che gli stessi narratori

- Ciondolano il capo come il bimbo sul dorso della madre

Ecco che i piedi dei danzatori si appesantiscono, si fa pesante la lingua dei cori alternati.

.

 

E' l'ora delle stelle e della Notte che sogna

Si appoggia a questa collina di nubi, drappeggiata nel suo lungo perizoma di latte.

i tetti delle case luccicano teneramente. Che dicono, così confidenziali, alle stelle?

Dentro, nel facolare si spegne nell'intimità di odori acri e dolci.

Donna, accendi la lampada dall'olio chiaro perché parlino intorno gli antenati come i genitori,

i bambini nel letto.

Ascoltiamo la voce degli Antichi d'Elissa. Come noi esiliati

Non hanno voluto morire, che si perdesse nelle sabbie il loro torrente seminale.

Che io senta, nella casa fumosa visitata da un riflesso di anime amiche

La mia testa sul tuo seno caldo come un dang tratto fumante dal fuoco

Che respiri l'odore dei nostri Morti, che raccolga e ripeta la loro viva voce, che apprenda a

A vivere prima di discernere, più in là dei tuffatore, nelle alte profondità del sonno.

 

 

MASCHERA NERA

A Pablo Picasso

 

 

Léopold Sédar Senghor

 



Lei dorme, riposa sul candore della sabbia.

Kumba Tam dorme. Una palma verde vela la febbre dei capelli, color rame la fronte curva

Le palpebre chiuse, coppa duplice e sorgenti sigillate,

Questa falce sottile di luna, questo labbro più nero e appena tumido - dov'è il sorriso della

donna complice?

Le patene delle gote, il disegno del mento cantano l'accordo muto.

Viso di maschera chiuso all'effimero, senz'occhi senza materia

Testa di bronzo perfetta con la patina del tempo

Che non imbrattano beretti né rossetto né rughe, né tracce di lacrime o di baci

O viso tale come Dio t'ha creato prima della memoria stessa delle età

Viso dell'alba del mondo, non ti aprire come una gola tenera per commuovere la mia carne.

Io ti adoro, o Bellezza, col mio occhio monocorde!

 

 

L'URAGANO

 

 

Léopold Sédar Senghor

 

 

L'uragano tutto svelle intorno a me

L'uragano svelle in me foglie e parole futili.

Turbini di passione sibilano in silenzio.

Ma pace è sul tornado arido, sulla fuga della stagione delle piogge!

.

Tu Vento ardente Vento puro, vento della-bella-stagione, brucia ogni fiore ogni pensiero vano

Quando la sabbia ricade sulle dune del cuore.

Anvella, ferma il tuo gesto di statua e voi, fanciulli, fermate i vostri giochi e le vostre risa d'avorio.

A te consumi la voce insieme col corpo, secchi i profumo della tua carne

La fiamma che illumina la mia notte, come una colonna e come una palma.

Infiamma le mie labbra di sangue, Spirito soffia sulle corde della mia kôra

Che si levi il mio canto, puro come l'oro di Galam.

 

 

E MUOIONO DI FAME

 

 

Léopold Sédar Senghor
 



Vedevo nel sogno paesi

fino ai quattro angoli dell'orizzonte

sottomessi alla riga,

alla squadra,al compasso;

falciate le foreste,

distrutte le colline,

nei ceppi valli e fiumi.

Per quanto è grande la terra vedevo

paesi

sotto una griglia di ferro tracciata

da mille rotaie.

E poi vedevo i popoli del sud

formicaio in silenzio al lavoro.

E' santo il lavoro

ma non va più col gesto

ritmato dai tam-tam

e dalle stagioni che tornano.

gente del sud nei cantieri,nei porti,

nelle miniere,

nelle officine,

segregati la sera

nei borghi miserabili.

Accumulano

montagne d'oro rosso,

montagne d'oro nero:

e muoiono di fame!

 

 

  

I dipinti di Frank Morrison, pittore statunitense, sono straordinari per la loro originalità e bellezza. La pittura dell'artista  è chiaramente ispirata  dalla vita reale. Le donne nere, con le teste tese in avanti, gli arti allungati, le curve armoniose del corpo così seducenti, appaiono molto eleganti nei  loro abiti coloratissimi a motivi geometrici, elementi culturali tipicamenye africani.

 

 

 

 

  

 

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  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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