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27 gennaio 2016 3 27 /01 /gennaio /2016 13:26

 

 

"Qui non ho visto nemmeno una farfalla.

Le farfalle non vivono nel ghetto"

 

 

 

 

Il giorno della memoria

 

 

 

LA FARFALLA

 

 

Pavel Friedman

 

 

L'ultima, proprio l'ultima,

di un giallo così intenso, così

assolutamente giallo,

come una lacrima di sole quando cade

sopra una roccia bianca

così gialla, così gialla!

L'ultima,

volava in alto leggera,

aleggiava sicura

per baciare il suo ultimo mondo.

Fra qualche giorno

sarà già la mia settima settimana

di ghetto:

i miei mi hanno ritrovato qui

e qui mi chiamano i fiori di ruta

e il bianco candeliere del castagno

nel cortile.

Ma qui non ho visto nessuna farfalla.

Quella dell'altra volta fu l'ultima:

le farfalle non vivono nel ghetto.

 

7.1.1921 - 29.9.1944

 

 

"La farfalla" è una poesia di Pavel Freedman, uno dei bambini rinchiusi nel campo di Terezin, poi mandato ad Auschwitz dove ha trovato la morte. Il ricordo dell'ultima farfalla vista fuori dal ghetto, simboleggia la libertà che non ha avuto.

 

Fra i prigionieri del ghetto di Terezìn vi furono all'incirca 15.000 bambini.

La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.

 

 

 

 

Disegni di Margit Koretzovà ex prigioniera bambina del ghetto nazista di Terezin, città-fortezza cecoslovacca che divenne, tra il 1942 e il 1944, il "ghetto dell'infanzia". La comunità ebraica di Theresienstadt si assicurò che tutti i bambini deportati potessero continuare il loro percorso educativo.

 

 

L’insegnante d’arte Friedl Dicker-Brandeis nel ghetto creò una classe di disegno per bambini: il risultato di questa attività furono oltre quattromila disegni che Dicker-Brandeis nascose in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa collezione riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Molti di questi disegni possono oggi essere ammirati al Museo ebraico di Praga dove la sezione archivio dell’Olocausto è responsabile dell’amministrazione della collezione di Terezín.

 

 

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  • mondodiverso
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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
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 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
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 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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