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13 febbraio 2016 6 13 /02 /febbraio /2016 14:42

 

 

WALT WHITMAN

 

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Walt Whitman fu cantore della libertà e di un ideale visionario che pone l'uomo

come momento centrale rispetto al senso di percezione e comrensione delle cose.

Cantò,  soprattutto, l'essenza di quello che diventerà successivamente "il sogno

americano". 

 

Io canto l'individuo, la singola persona, | al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. || L'organismo, da capo a piedi, canto, | la semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna, | e la Femmina canto parimenti che il Maschio. | Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza, | lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano, | canto l'Uomo Moderno.

 

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             La vita

          semplice

 

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*

 

    Un semplice contadino

                                         Walt Whitman 

                                                                       

 

 

 

Conoscevo un uomo, semplice contadino, padre di cinque figli, ed essi padri di figli,

questi alla lor volta padri di figli.

Quest'uomo era dotato di mirabile vigore, calma, bellezza fisica, la forma del capo, 

i capelli e la barba tra l'oro pallido e il bianco, l'insondabile profondità degli  occhi

neri, la  ricchezza, l'opulenza  dei suoi  modi, era  solito  andargli a far visita  per

osservar  tutto  questo, era  saggio, alto  sei  piedi, più  di ott'anni, i figli  massicci,

schietti, barbuti, abbronzati, belli, essi  e le sue figlie lo amavano, tutti  quelli   che

lo vedevano lo amavano, e non che lo amassero per rispetto, l'amavan d'un amore

spontaneo, beveva solo acqua, il sangue traluceva scarlatto sotto la pelle un poco

abbronzata del viso, andava sovente a cacciare, a pescare, lui stesso reggeva  la

barca, chè  un  costruttore gliene aveva  donata  una assai  bella, e  aveva  delle

doppiette che gli  avevano regalato coloro  che  gli volevano bene, quando  usciva

coi suoi cinque figli e numerosi nipoti a cacciare o pescare l'avreste subito  notato

come il più bello, il più robusto del gruppo, e avreste voluto fermarvi con lui a lungo,

sedervi accanto a lui sulla barca per poterne godere il contatto.

 

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*

 

O Capitano! Mio Capitano!

 

 

L'assassinio del Presidente Lincoln di Currier e Ives 

 

 

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,

la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,

vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,

occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;

ma o cuore! Cuore! Cuore!

O gocce rosse di sangue,

là sul ponte dove giace il Capitano,

caduto, gelido, morto.



O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;

risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,

per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,

te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;

ecco Capitano! O amato padre!

Questo braccio sotto il tuo capo!

È solo un sogno che sul ponte

sei caduto, gelido, morto.


Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili

non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,

la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,

la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;

esultate coste, suonate campane!

Mentre io con funebre passo

percorro il ponte dove giace il mio Capitano,

caduto, gelido, morto.

 

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,

la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,

vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,

occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;

ma o cuore! Cuore! Cuore!

O gocce rosse di sangue,

là sul ponte dove giace il Capitano,

caduto, gelido, morto

.
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;

risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,

per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,

te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;

ecco Capitano! O amato padre!

Questo braccio sotto il tuo capo!

È solo un sogno che sul ponte

sei caduto, gelido, morto.


Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili

non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,

la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,

la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;

esultate coste, suonate campane!

Mentre io con funebre passo

percorro il ponte dove giace il mio Capitano,

caduto, gelido, morto.

 

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Walt Whitman scrisse "O Capitano! Mio Capitano!" dopo l'assassinio di Abraham

Lincoln. Riferimenti metaforici a questo tema vengono ripetuti nel corso di tutta la

poesia. La nave di cui si parla vuole rappresentare gli Stati Uniti d'America, mentre

il viaggio tremendo richiama le difficoltà della guerra di secessione americana.  Il

capitano del titolo è Lincoln.

 

 

 

 

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  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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