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13 febbraio 2021 6 13 /02 /febbraio /2021 14:03

 

 

ODE AL GIORNO FELICE

 

Pablo Neruda

 

 

 

Amo il pezzo di terra che tu sei, perché delle praterie planetarie altra stella non ho.
Tu ripeti la moltiplicazione dell’universo.
 
(Pablo Neruda)
 
 
 

“…Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice”.

 

 

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2 dicembre 2020 3 02 /12 /dicembre /2020 13:39

 

 

 

 

POETICAMENTE A TUTTE LE DONNE

 

 

 

 

SORRIDI DONNA

 

Alda Merini

 

 

 

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

 

 

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29 aprile 2020 3 29 /04 /aprile /2020 12:00

 

OPHELIA

 

 

Arthur Rimbaud

 

 

Dove dormono le stelle, nell’onda calma e nera
la bianca Ofelia ondeggia come un grande giglio,
ondeggia lentamente, stesa nei suoi lunghi veli…
– Arrivano dai lontani boschi i gridi della caccia.
Sono più di mille anni che la triste Ofelia
passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero.
Sono più di mille anni che la sua dolce follia
mormora una romanza alla brezza della sera.
Il vento bacia i suoi seni, sciogliendo in corolle
i suoi grandi veli cullati mollemente dalle acque;
i salici fruscianti piangono sulla sua spalla,
sulla sua ampia fronte sognante s’inchinano i fuscelli.
Le sfiorate ninfee intorno le sospirano;
talvolta Ofelia sveglia, in un ontano che dorme,
qualche nido, da cui sfugge un breve fremito d’ala:
– un canto misterioso scende dagli astri d’oro.
O pallida Ofelia, bella come le nevi!
Tu sei morta bambina rapita dalle correnti!
– I venti di Norvegia dalle alte vette
ti avevano parlato dell’aspra libertà;
e un soffio, scompigliando la tua folta chioma,
al tuo animo sognatore portava strani rumori;
e il tuo cuore ascoltava il canto della Natura
nei pianti degli alberi, nei sospiri notturni;
e la voce dei mari folli, immenso rantolo,
spezzava il tuo sesso fanciullo; troppo dolce e umano,
e un mattino d’aprile, un bel cavaliere pallido,
un pazzariello, si accoccolò muto ai tuoi ginocchi!
Cielo! Amore! Libertà! Quale sogno, o pazza mia!
Tu ti scioglierai in lui come la neve al sole:
le tue grandi visioni strozzavano la tua parola
– e l’Infinito terribile sbigottì il tuo occhio cupo.
– E il poeta dice che ai raggi delle Stelle
vieni a cercare, di notte, i fiori che cogliesti;
e d’avere visto sull’acqua, distesa fra i suoi lunghi veli,
la bianca Ofelia, come un gran giglio, ondeggiare.

 

 

 

    I FIORI DI OPHELIA

 

   William Shakespeare

 

   C’è un salice che cresce storto sul ruscello

   e specchia le sue foglie canute nella corrente di vetro;

   Lì ella fece fantastiche ghirlande, di ranuncoli,

   ortiche, margherite, e di quei lunghi fiori purpurei

   a cui gli osceni pastori danno un nome più volgare, 

   ma le nostre caste fanciulle chiamano dita di morto. 

   Lì, sui rami spioventi arrampicandosi ad appendere

   le sue coroncine, un maligno ramoscello si spezzò,

   e giù caddero i suoi fioriti trofei e lei stessa

   nel piangente ruscello. Le sue vesti si allargarono

   e come una sirena per un poco la tennero su, 

   e in quel mentre cantava passi di vecchie canzoni

   come una inconsapevole della sua ora disperata,

   o come una creatura nata e cresciuta 

   in quell’elemento. Ma non poteva durare a lungo,

   e infine i suoi vestiti, pesanti di quanto avevano bevuto

   trassero la povera infelice dal suo melodioso canto

   alla fangosa morte.

 

 

 

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28 aprile 2020 2 28 /04 /aprile /2020 09:03

 

 

         TI BACERO' NEL BUIO

 

 

        Juan Ramòn Jiménez

 

 

Ti bacerò nel buio,
senza che il mio corpo tocchi
il tuo corpo.
Abbasserò le tende,
ché neanche la nebbia entri
dal cielo.
Ché nella morte assoluta
di tutto, esista solo,
nuovo mondo, il mio bacio.
 
 

 

NEL BATTITO DEL TUO CUORE

 

 

Juan Ramón Jiménez

 

 

"Quando mi chino sulla tua anima, mentre dormi,
e ascolto, col mio orecchio
sul tuo petto nudo,
il tuo cuore tranquillo, mi sembra
di cogliere, nel suo battito profondo,
il segreto del centro del mondo".


 

 

RISVEGLIO

 

 

Juan Ramòn Jiménez

 

 

Vorrei essere sempre per te, vita, come il fiore, che durante la notte dal sogno infinito di tesori delle sue foglie chiuse, dona, in un momento, aprendosi col giorno, tutta l’essenza del suo sogno!

 

 

 

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9 ottobre 2019 3 09 /10 /ottobre /2019 23:01

 

Tu sola ed io, amor mio.

 

 

LA REGINA

 

Pablo Neruda

 

Io ti ho nominato regina.
Ve n'è di più alte di te, di più alte.
Ve n'è di più pure di te, di più pure.
Ve n'è di più belle di te, di più belle.
Ma tu sei la regina.
Quando vai per le strade
nessuno ti riconosce
Nessuno vede la tua corona di cristallo, nessuno guarda
il tappeto d'oro rosso
che calpesti dove passi,
il tappeto che non esiste.
E quando t'affacci
tutti i fiumi risuonano
nel mio corpo, scuotono
il cielo le campane,
e un inno empie il mondo.
Tu sola ed io
tu sola ed io, amor mio,
lo udiamo.

 

 

 

 

 

 

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16 febbraio 2019 6 16 /02 /febbraio /2019 14:58

 

NON C'E' FIGLIA DELLA BELLEZZA

 

Non c’e’ figlia della Bellezza
D’un canto simile al tuo;
Come musica sulle acque
La tua voce e’ dolce per me:
Quando, come se avesse posa
L’oceano ammaliato a quel suono,
Scintillano calme le onde,
Placati i venti sembrano sognare:
E la luna di mezzanotte
Tesse una trama lucente sul mare
Che lieve solleva il suo petto
Come un fanciullo addormentato:
Cosi’ l’anima a te s’inchina
Per ascoltare ed adorarti;
Con emozione profonda e soave
Come d’estate l’onda dell’oceano.

 

Lord Byron

 

 

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4 febbraio 2019 1 04 /02 /febbraio /2019 15:35

 

VORREI NON ODIARE QUESTA SERA

 

José Hierro

 

Vorrei non odiare questa sera,
non portare sulla mia fronte la nube oscura.

Questa sera vorrei avere occhi più chiari
per posarli sereni nella lontananza.
Dev’essere bellissimo poter dire:
“Credo nelle cose che esistono e in altre
che probabilmente non esistono,
in tutte le cose che possono salvarmi
anche ignorando il loro nome;
conosco la frutta dorata che dona l’allegria”.
Vorrei non odiare questa sera,
sentirmi leggero, essere fiume che canta,
essere vento che muove la spiga.
Guardo a ponente. S’abbuiano i lunghi percorsi
che vanno nella notte,
che donano la loro stanchezza alla notte, che entrano
nella notte a sognare nella sua grande menzogna.

 

 

 

 

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13 ottobre 2017 5 13 /10 /ottobre /2017 22:04

 

AMICIZIA

 

 

Jorge Luis Borges

 

 

In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico 
in quel momento sei apparso tu… 
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista 
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho la pretesa 
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista

 

Basta che mi vuoi come amico 
NON SONO GRAN COSA, 
PERO’ SONO TUTTO QUELLO CHE POSSO ESSERE

 

 

 

 

ULTIMO BRINDISI

 

Anna Achmatova

 

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi, ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

 

 

 

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3 maggio 2017 3 03 /05 /maggio /2017 06:55

 

 

I  GIORNI E LE NOTTI

 

 

Giuseppe Ungaretti

 

 

I giorni e le notti

suonano

in questi miei nervi di arpa.

 

Vivo di questa gioia

malata di universo

e soffro

di non saperla 

accendere

nelle mie

parole.

 

 

 

 

B. Smetana: Vltava (Moldau) - Valérie Milot, harp

 

 

 

 

 

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20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 12:11
Evgeny Lushpin
Evgeny Lushpin

Evgeny Lushpin

QUESTA MATTIna

"Questa mattina il sole è passato improvvisamente
dall’altra parte della via - sono così in ombra
le case quando di loro si perde il nome di
qualcuno, così scuri i cuori di quelli che
restano là dentro per abitare il dolore."______
MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA
 

 


 

Nessun nome dopo

 

Non c'è più nessun nome. Dopo di te

mi destinarono solo nomi che non amai,

volti sui quali non volli posare gli occhi per paura

di fissarli, mani che erano sempre l'ombra 

delle tue mani sotto le lenzuola. Mai neanche le vidi

 

nè toccai quelle dita che, nel buio, celebravano

nella mia la tua carne - se un altro motivo le portò,

per quanto vago anche non volli udirlo, mai

lo seppi. Dopo di te, dopo gli altri uomini,

è ancora il tuo nome che dico,e nessun altro._____Maria do Rosario Pedreira  

 

 

 

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Presentazione

Profilo

  • mondodiverso
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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