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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 05:47
Avrei voluto - Danilo Bramati

Scrivo, ma tu non leggerai. Così tu e io non ci incontriamo

 

 

Avrei voluto

 

Quante cose oltre i margini del foglio, oltre i bordi

del viale, oltre il tuo sguardo e il mio che non si

incrociano...

Nel prato, fra tiglio e tiglio, c'è un ricordo che si

oscura.

Siedo nell'erba secca. Scrivo, ma tu non leggerai.

Così tu e io non ci incontriamo.

Eppure...eppure avrei voluto...

Avrei voluto che  tu fossi qui, che percorressi questo

viale, questi alberi, il respiro, il movimento, avrei

voluto non gettare queste frasi come pietre in uno

stagno.

 

Danilo Bramati

Il fiore dell'assenza

 

 

 

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12 giugno 2017 1 12 /06 /giugno /2017 14:28

 

E dormiva con tutti.

Ma - Cosa fai domani -

non glielo chiese mai nessuno.

 

F. de André

 

 

Scoperta

Temeva i suoi occhi.
Temeva che il prete sapesse
che sotto le stelle
mentre  il villaggio era ancora nel sonno,
il suo giovane amante le aveva sbottonato la veste
e riscaldato il sangue.

Temeva i suoi occhi.
Temeva che il prete scuotendo il capo
dicesse:  "Nessuna veste bianca per le nozze".
E si sarebbero abbassato gli occhi di sua madre.
Avrebbero dardeggiato gli occhi di suo padre.
E gli occhi del suo amore avrebbero sbottonato 
la sua veste ancora.______Pat Mora


 

 

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5 giugno 2017 1 05 /06 /giugno /2017 12:55
La Terra - Poesia di Anne Sexton


La terra


Senza immagine Dio vaga in paradiso
ma preferirebbe fumarsi un sigaro


o mangiarsi le unghie, e così via.
Dio è il proprietario del paradiso
ma agogna la terra, le grotticelle
assonnate della terra, l’uccellino
alla finestra di cucina, perfino
gli assassini in fila come sedie scassate,
perfino gli scrittori che si scavano
l’anima col martello pneumatico,
o gli ambulanti che vendono i loro
animaletti per soldi, anche i loro
bambini che annusano la musica
e la fattoria bianca come un osso,
seduta in braccio al suo granturco e anche
la statua che ostenta la sua vedovanza,
e perfino la scolaresca in riva all’oceano.
Ma soprattutto invidia i corpi, Lui che non l’ha.
Gli occhi apri e-chiudi come una serratura
che registrano migliaia di ricordi,
e il cranio che include l’anguilla cervello
 tavoletta cerata del mondo 
le ossa e le giunture che si giungono
e si disgiungono e c’è il trucco, i genitali,
zavorra dell’eterno, e il cuore, certo,
che ingoia le maree rendendole monde.

 

Anne Sexton 

 

 

 

 

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1 giugno 2017 4 01 /06 /giugno /2017 19:30

 

 

La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta

e della luce che ne è venuta fuori. ______ Alda Merini

 

 

 

Mi piace il verbo sentire

 

Mi piace il verbo sentire…
Sentire il rumore del mare,
sentirne l’odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra,
sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l’odore di chi ami,
sentirne la voce
e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni,
ci si sdraia sulla schiena del mondo
e si sente. _____
Alda Merini 

 

 

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31 maggio 2017 3 31 /05 /maggio /2017 21:59

 

 

Nulla più chiedo. Contemplare il cielo

che trasfiguri la mia terra. ______ Giorgio Orelli 

 

 

 

Una volta

 

Una volta non sapevo togliermi

le scarpe sfilarmi le calze

e affondare i piedi nell'erba

fresca e rorida ed anche secca

fragrante come il fieno.

 

Una volta non sapevo spiegare le ali

delle mie braccia

e stringere al mio petto

le antenne solari.

 

Una volta non sapevo sgusciare 

dalla mia pelle

e rotolare per terra

pazza d'amore.______ Sonja Votolen 

 

 

 

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 13:28

 

Cenciologia

 

La nostra nonna ha combattuto tutta la vita

una furiosa e sistematica lotta contro la polvere

il fango e la sporcizia d'ogni genere.

A questo scopo ha elaborato una precisa strategia,

denominata cenciologia.

In ogni momento aveva infatti a disposizione

nientemeno che diciassette strofinacci

e li mandava a scontrarsi con il sudiciume come

un generale le divisioni corazzate sul campo di battaglia.

Dio lo guardi se qualcuno dei non addetti

se ne servisse abusivamente per fini sbagliati!

Chi commetteva errori così madornali

era senza indugio punito severamente.

Non si fidava del tutto neanche della sua domestica

personale, perciò la controllava con occhio vigile

e perfino preferiva usare l'armata dei cenci

con le proprie mani e piedi.

Elemchiamo dunque questi benedetti stracci e tessuti:

seguendo fedelmente la nomenclatura scientifica della cenciologia della nonna.

 

 1. Lo straccio "grezzo" per le scale davanti alla porta d'ingresso;

2. lo sraccio"fine" per il pavimento di marmo "nell'entrée;

3. lo straccio "morbido"per lustrare il vecchio parquet nelle stanze;

4. lo straccio "schmutzig" - vale a dire sporco, ricavato dai resti di vestiti vecchi per la

pulitura della lastra di ramee sotto il caminetto; 

5. lo straccio "grande" assorbente per il pavimento di pietra sulla terrazza:

6. lo straccio "piccolo" assorbente per il pavimento di pietra in cucina e in bagno;

7. il vecchio" e sempre pulito cencio per le pentole e le altre stoviglie di metallo;

8. il "nuovo" e sempre pulito cencio per il servizio di porcellana;

9. il cencio "sensibile" per i bicchieri del vino;  

10. lo straccio "veloce" per i coltelli;

11. lo straccio "contorto" per le forchette;

12. lo straccio "pedante" per i cucchiai;

13. lo straccio "lucente" per le posate d'argento;

14. lo straccio "bello" per gli specchi;

15. "quello stirato", un vecchio panno quasi trasparente per stirare;

16. lo straccio "maschile" per stivali militari e

17. e lo straccio "chic" per le sue singolari scarpette femminili con il tacco alto.

 

Le  spiegazioni della nonna delle importantissime distinzioni cenciologiche erano di una

patetica pignoleria e ponderate a fondo:

- i coltelli sono lisci e di solito non ce li ficchiamo in bocca, perciò basta trattarli

semplicemente con lo staccio "veloce";

- i piccoli avanzi del cibo s'incastramo volemtieri tra i denti delle forchette quindi bisogna

rimuoverli accuratamente con lo straccio "contorto";

- i cucchiai che lecchiamo con tanto piacere, invece attirano irresistibilmente un numero

impressionante di batteri, pertanto richiedono seri e radicali provvedimenti igenici che riesce

a garantire solo lo straccio "pedante". 

 

Ma tutta questa altamente specializzata e ampiamente ramificata cenciologia

tutte queste diciassette divisioni dell'Armata antipolvere

che giorno e notte inviava in lotta accanita

contro la sporcizia mondiale

e regolarmente manteneva e cambiava,

tutto questo ordine borghese

che rappresentava il senso e il motivo della sua vita,

non poteva aiutare,

non poteva impedire

che la nostra nonna ,

che alla nostra nonna la vita,

che alla nostra nota la vita non si sfacesse 

non crollasse

riducendosi  irrimediabilmente

in polvere e cenere.______Boris A. Novak 

 

 

 

 

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19 maggio 2017 5 19 /05 /maggio /2017 12:41
Una vera poesia deve odorare solo di tè - Olav H. Hauge

Una buona poesia deve odorare di tè

 

Ho tre poesie,
disse.
Pensa, contare le poesie.
Emily le gettava
in un baule, io
non credo proprio che le contasse,
apriva solo un pacchetto di tè
e ne scriveva una nuova.
Era giusto. Una buona poesia
deve odorare di tè.
O di terra umida e legna appena tagliata._____
Olav H. Hauge

 

 

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17 maggio 2017 3 17 /05 /maggio /2017 20:32

 

Non mi vestite di nero

 

è triste e funebre.

Non mi vestite di bianco:

è superbo e retorico.

Vestitemi

a fiori gialli e rossi

e con ali d'uccello-

E tu, Signore, guarda le mie mani.

Forse c'è una corona.

Forse

ci hanno messo una croce.

Hanno sbagliato.

In mano ho foglie verdi

e sulla croce,

la tua resurrezione.

E, sulla tomba,

non mi mettete marmo freddo

con sopra le solite bugie

che consolano i vivi.

Lasciate solo la terra

che scriva, a primavera,

un'epigrafe d'erba.

E dirà

che ho vissuto,

che attendo.

E scriverà il mio nome e il tuo,

uniti come  due bocche di papaveri.

 

Adriana Zarri

 

 

 

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17 maggio 2017 3 17 /05 /maggio /2017 06:16

 

 

Sarai amata il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che nessuno se ne serva per affermare la sua forza e per ferirti.
Cesare Pavese
 
 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-258990?f=a:156>

 

ANCHE LA NOTTE TI SOMIGLIA

Anche la notte ti somiglia,
la notte remota che piange
muta, dentro il cuore profondo,
e le stelle passano stanche.
Una guancia tocca una guancia
è un brivido freddo, qualcuno
si dibatte e t'implora, solo,
sperduto in te, nella tua febbre.

La notte soffre e anela l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri l'alba.______
Cesare Pavese

 

 

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10 maggio 2017 3 10 /05 /maggio /2017 15:38
Lettere - Nina Cassian

Ti scrivo questa quarta lettera

in una stanza di legno, a un tavolo di legno,

legno dappertutto, incredibilmente tanto legno,

e dappertutto scritte, con l'inchiostro,

la matita chimica, la punta del coltello,

nome, date, usignoli, treni,

chiavi. (puoi aprire un

un treno con la chiave e calpestare l'usignolo

intirizzito sui binari e apporre la tua firma con

tanto di data). Ho paura.

oltre la cornice di legno della finestra

palpita la manica scura dell'abete

notturno; una notte

mi aspettavi, era estate, sul letto avevi messo i miei libri.

quando entrai, vidi me stessa,

forse non dovevo rimpiazzare

il mio corpo di libri, di carta, di legno,

il mio effimero, così la penso ora,

ora che non ti amo. _____ Nina Cassian

 

 

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Presentazione

Profilo

  • Etta
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

Testo Libero