Spaventato dalla selva oscura e dall'apparizione di tre feroci belve, Dante riceve aiuto dall'ombra di Virgilio, il poeta latino prediletto che, per volere divino, gli farà da guida. Dante e Virgilio giungono così alle tristi sponde dell'Acheronte, il fiume infernale dove si affollano le anime dei dannati in attesa di essere traghettate. Caronte, il demone che conduce l'imbarcazione, è rappresentato da Dante con gran forza figurativa.
Caronte si accorge che Dante è una persona viva; e gli ordina di allontanarsi, aggiungendo che le anime destinate a salvarsi si radunano in un altro punto di imbaùco e passano per altri luoghi. Caronte allude qui alla foce del Tevere, dove, su imbarcazione (più lieve del legno) vengono fatte salire le anime dirette all'isola del Purgatorio.
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: "Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vegno per menarvi a l'altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo.
E tuche se'costi, anima viva,
pàrtiti da cotesti che son morti".
Ma poi che vide ch'io non mi partiva,
disse: " Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
più lieve legno convien che ti porti".
E 'l duca lui: "Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che i vuole, e più non dimandare".
Quinci fuor quete le lanose gote
al nocchier de la livida palude,
che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.
Ma quell'anime, ch'eran lasse e nude,
cangiar colore e dibattero i denti,
ratto che 'n teser le parole crude.
Bestemmiavano Dio e lor parenti,
l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'seme
di lor semenza e di lor nascimenti.
Poi si ritrasser tutte quante insieme,
forte piangendo, a la riva malvagia
ch'attende ciascun uom che Dio non teme.
Caron dimonio, con occhi di bragia,
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s'adagia.
Inferno, Canto III
La Divina Commedia è un poema allegorico; infatti la figura retorica dell'allegoria, cioè la rappresentazione simbolica di un concetto astratto per mezzo di immagini concrete, è presente nell'intera opera.
Il desiderio dell'umanità di purificarsi delle proprie colpe, di liberarsi del male, per conquistare il bene supremo (concetto astratto) viene rappresentato attraverso un viaggio (immagine concreta) che il poeta finge di compiere nell'aldilà.
L'avventura narrata da Dante non è solamente un fatto personale, ma è, simbolicamente, l'avventura vissuta da tutta l'umanità.