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LA POESIA DI SANDRO PENNA

 

 

 

VIVERE VORREI

 

Vivere vorrei addormentato

entro il dolce rumore della vita.

 

 

 

 

 

 

IMBRUMA L'ARIA,  E IL FIUME

 

Imbruna l'aria, e il lume

del giorno a lui dintorno

lentissimo si chiude.

Ma su l'umido fiume

cadono lente voci

di uccelli. Su la via

dilagano festosi

saluti sconosciuti

nei fischi dei ciclisti.


Gli invisibili treni

entro lucidi appelli

stasera non avranno

la sua malinconia.

 

 

 

 

 

FUGGONO I GIORNI LIETI

 

Fuggono i giorni lieti

lieti di bella età.

Non fuggono i divieti

alla felicità

 

 

 

 

 

IL RUMORE DELL'ALBA

 

Come è forte il rumore dell'alba!

Fatto di cose più che di persone.

Lo precede talvolta un fischio breve,

una voce che lieta sfida il giorno.

Ma poi nella città tutto è sommerso.

E la mia stella è quella stella scialba

mia lenta morte senza disperazione.

 

 

 

 

 

SOLITUDINE

 

Mi avevano lasciato solo

nella campagna, sotto

la pioggia fina, solo.

Mi guardavano muti

meravigliati

i nudi pioppi: soffrivano

della mia pena: pena

di non saper chiaramente

…E la terra bagnata

e i neri altissimi monti

tacevano vinti.

Sembrava che un dio cattivo

avesse con un sol gesto

tutto pietrificato.

E la pioggia lavava quelle pietre

 

 

 

 

 

IL MARE E' TUTTO AZZURRO

 

Il mare è tutto azzurro.

Il mare è tutto calmo.

Nel cuore è quasi un urlo

di gioia. E tutto è calmo.

 

 

 

 

 

FORSE LA  GIOVINEZZA E'  SOLO QUESTA

 

Forse la giovinezza è solo questo

Perenne amare i sensi e non pentirsi

Forse l'ispirazione è solo un urlo

confuso. Ma entro le colonne della

legge, ridendo si masturba ogni fanciullo.

Appoggio la mia fronte alla ringhiera

gelida dd cancello. La mia notte i

ascolta dileguare ogni fanciullo.

Arso completamente dalla vita

io vivo in essa felice e dissolto.

La mia pena d'amore non ascolto

più di quanto non curi la ferita.

Forse è meglio soffrire che godere.

O forse tutto è uguale. Anche la neve

è più bella del sole. Ma l'amore...

 

 

 

 

 

TORRE

 

Torre. Mi portano Lontano

dal mondo le campane

del vespro.

Ma le umane trite cose?

La mano

di quell'uomo al lavoro

su la spiaggia lontana

che già s'abbuia ...

umana tenerezza nel coro.

 

 

 

 

 

FINESTRA

 

Finestra. E' caduta ogni pena.

Adesso piove

tranquillamente sull'eterna vita.

Là sotto la rimessa, al suo motore,

è - di lontano - un piccolo operaio.

Dal chiuso libro adesso approdo a quella

vita lontana. Ma qual è la vera

non so.

E non lo dice il nuovo sole.

 

 

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