Di Etta

"[...] la famosa voce che seguitava a ripetere: - Artù, che hai fatto? - suonò chiara e concreta, prossima al mio orecchio.olezz "Finalmente, eccola, è qua", mi dissi, e riapersi gli occhi. Riebbi, allora, istantanea, la consapeva della realtà presente. Ero vivo, questa donna che invocava "Artù" non era mia madre, ma la mia matrigna. E la ragione suprema della mia esistenza era: di baciare costei! Un impulso rapido e deciso mi disse segretamente: O adesso, o mai! e sebbene mi sentissi ancora quasi esanime, levai le braccia e la strinsi. Sentii, sulla mia faccia, i suoi riccioli, le sue lagrime, una freschezza primaverile, morbida e meravigliosa. E, come un grande respiro, una gioia profonda mi attraversò: "Ormai, - mi dissi , - anche se dovessi morire di questo suicidio, potrei morire contento". E tesi le labbra; ma, troppo debole, in quel gesto ricaddi mezzo svenuto su cuscino, senza averla baciata".
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