Di Etta
Invisibili bambini
Svanisce la tenera età
nei visi dei bambini iracheni
spauriti in una città
sommersa dalle macerie.
Sotto bagliori intermittenti,
imprigionati da fame e da paura
non possono scappare…
Nella visibile Bagdad
invisibile pace
invisibili bambini.
Fabio Grimaldi
Quante lacrime nel mondo!
Clandestini
Lasciano la propria casa
una notte qualunque
attraversano il mare
bambini, donne, uomini
ammassati su barconi infernali
anime mute
a fiutare la paura
la meta da raggiungere
attraversano il mare
spiati dalla morte
in una notte di domande e silenzi.
Fabio Grimaldi
A te che eri, la cosa più cara che ho avuto nella vita
Buenos Aires
Il bastimento avanza lentamente
Nel grigio del mattino tra la nebbia
Sull'acqua gialla d'un mare fluviale
Appare la città grigia e velata.
Si entra in un porto strano. Gli emigranti
Impazzano e inferocian accalcandosi
Nell'aspra ebbrezza d'imminente lotta.
Da un gruppo d'italiani ch'è vestito
In un modo ridicolo alla moda
Bonearense si gettano arance
Ai paesani stralunati e urlanti.
Un ragazzo dal porto leggerissimo
Prole di libertà, pronto allo slancio
Li guarda colle mani nella fascia
Variopinta ed accenna ad un saluto.
Ma ringhiano feroci gli italiani."
Dino Campana
Sei voci
Non fu il mare a raccoglierci
Noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.
Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.
Quando fu in vista il mare da un’altura
Era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.
Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.
Sotto sferza di polvere in colonna
Solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.
Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.
Erri De Luca
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