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LA VITA FUGGE ET NON S'ARRESTA UNA HORA

 

 

La vita fugge et non s’arresta una hora,

et la morte vien dietro a gran giornate,

et le cose presenti et le passate

mi dànno guerra, et le future anchora;

 

e 'l rimembrare et l’aspettar m’accora,

or quinci or quindi, sì che 'n veritate,

se non ch’i 'o di me stesso pietate,

i' sarei già di questi penser' fòra.

 

Tornami avanti, s’alcun dolce mai

ebbe 'l cor tristo; et poi da l’altra parte

veggio al mio navigar turbati i vénti;

 

veggio fortuna in porto, e stanco omai

il mio nocchiero, e rotte àrbore e sarte,

e i lumi bei, che mirar soglio, spenti.

 

dal canzoniere, CCLXXII

 

 

 

 

Dopo la morte della donna  amata, il poeta manifesta la propria desolazione e s'abbandona a un'intensa meditazione sulla brevità dell'esistenza e sulla precarietà dei valori umani. 

Il  componimento è uno dei più  significativi sonetti di introspezione, di analisi di una condizione interiore, caratterizzata dal dissidio e dalla sofferenza esistenziale.

 

 

 

Un motivo caro a Petrarca è la fuga  inarrestabile  del  tempo e l'incombere della morte, che vanifica il senso dell'esistenza. Ma la consueta oscillazione tra presente e passato si allarga qui ad abbracciare il futuro, che conferisce al dramma interiore un senso maggiore di incertezza e precarietà. La condizione del poeta appare egualmente negativa nel passato, nel presente e nel futuro, senza vie di scampo. Anche la morte che dovrebbe essere un porto, un rifugio tranquillo, appare fonte d'angoscia, in quanto la salvezza dell'anima è dubbia. L'angoscia deriva inoltre da un senso di logoramento delle forze fisiche e spirituali, che non consente più al poeta di affrontare la tempesta del vivere, l'ultima desolata constatazione è che egli ha perduto la sua guida, Laura. La realtà appare disgregata e l'io irrimediabilmente diviso, privo di punti di riferimento e di certezze.

 

 

 

 

 

 

Francesco   Petrarca  nacque  il  20  luglio 1304 ad  Arezzo, in  Toscana. Fu  sicuramente uno studioso della letteratura classica; viene considerato il "padre dell'Umanesimo", una filosofia che avrebbe in seguito contribuito ad innescare il movimento del Rinascimento. L'opera per cui Petrarca è conosciuto in tutto il mondo è il "Canzoniere". In quell'epoca svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare; è considerato, al pari di Dante, padre  della lingua italiana. Scomparve il 19 luglio 1374 ad Arquà, in Veneto, a 69 anni.

 

 

 

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