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La felicità è amore, nient'altro.

 

Hermann Hesse

 

 

"I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni."

 

Pablo Picasso

 

 

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Lei era magia incompresa

ma io l'avevo capita.

 

Charles Bukowski

 

 

 

 

La gioia di vivere

 

Henri Matisse

 

 

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Matisse: Gioia di vivere (Joie de vivre, 1905-1906)

Matisse: Gioia di vivere (Joie de vivre, 1905-1906)

"Joie de vivre" (La gioia di vivere) è un dipinto di Henri Matisse del 1906. L'opera fu esposta al salone degli indipendenti a Parigi. Il pittore illustra, attraverso nudi femminili in abbandono sulla spiaggia, un’epoca primitiva e idilliaca. Il paesaggio in Gioia di vivere è semplice e lineare, costruito con rossi, verdi e viola accesi come quelli fauves dipinti a Collioure nell’estate del 1905. Le figure sono inedite e di pura invenzione. Rappresentate in maniera indipendente, vivono di vita propria e sono raccordate da quel piccolo girotondo danzante che si vede sullo sfondo. Matisse fonde in questo dipinto uomo e natura in una specie di ritorno al primitivo. Il paesaggio è rappresentato con colori innaturali: l’albero rosa,dello stesso colore della pelle delle bagnanti,una scelta che forse vuole sottolineare l’unione tra uomo e natura.

Con questo quadro, Matisse inizia il percorso che lo vede privare del volto i suoi soggetti. Il motivo della perdita del volto è da ricollegarsi all'influsso dell'Oriente nella sua opera: affascinato dalle icone bizantine e russe, si limita alla rappresentazione a tratti stereotipati, valorizzando al massimo l'elemento decorativo e l'uso del colore, a scapito dell'identità del soggetto ritratto.

 

 

 

 

Si innamorò di tutti

non proprio di qualcuno.

Non solo di qualcuno.

 

Fabrizio De André

 

 

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E' arte entrare in un cuore senza fare rumore

 

M. Lamb

 

 

 

 

La malinconia amorosa

 

Umberto Saba

 

Malinconia amorosa
del nostro cuore,
come una cura secreta o un fervore
solitario, più sempre intima e cara;
per te un dolce pensiero ad un'amara
rimembranza si sposa;
discaccia il tedio che dentro ristagna,
e poi tutta la vita t'accompagna.

Malinconia amorosa
nel giovane che siede
dietro un banco, che vede
chine sulle sue stoffe le più belle
donne della città; tormento oscuro
nel sognatore,
che, accendendosi già le prime stelle,
qualche lume per via,
sale pensoso di chi sa che amore
e che strazio la lunga erta sassosa
della collina,
dove le case con la chiesa in cima
paion balocchi; la città operosa
sfuma nell'orizzonte ancora acceso;
ed il suo orgoglio ingigantisce, leso
dalla vita, vicino alla follia.

Malinconia amorosa
della mia vita,
prima del cuore ed ultima ferita;
chi a cogliere i tuoi frutti
ama l'ombre calanti, i luoghi oscuri,
lento cammina, va rasente i muri,
non vede quello che vedono tutti,
e quello che nessuno vede, adora.

 

 

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