La poesia nelle lettere d'amore di Frida Kahlo all'amante segreto.

"Tu piovi su di me e come terra ti ricevo"
L'ironica frase nella sua tragicità, illustra alla perfezione il rapporto speciale che unì Diego Rivera e la pittrice messicana Frida Kahlo. La storia tra i due fu senza dubbio una delle più intense e tormentate pagine dell'Arte di tutto il Novecento. Rivera non rese mai facile la vita a Frida, un'esistenza già insostenibile dopo l'incidente in cui fu vittima a 17 anni che la spezzò letteralmente in due. I continui tradimenti di Diego non riuscirono mai a distruggere il loro amore, ma lo fortificavano.
"Più mi tradisci più ti amo" diceva lei, tanto che divorziarono nel 1939, dieci anni dopo il matrimonio, e si risposarono di nuovo nel 1940.
Anche Frida, però non fu da meno. Le sue numerose relazioni extraconiugali sia con donne sia con uomini erano dovute alla difficile realtà coniugale che viveva con Rivera e al suo intenso bisogno di amare ed essere amata, dall'altra rappresentavano una forma di ribellione, di sfida nei confronti dei ruoli codificati e dei comportamenti prestabiliti dalle convenzioni borghesi, misogine e patriarcali.
"Tlazolteotl, dea dell'amore, dev'essere stata dalla mia parte. Sono stata amata, amata, amata - non abbastanza, ancora, perchè non si ama mai abbastanza, poichè una vita non basta. E ho amato incessantemente. Nell'amore, nell'amicizia. Uomini, donne".
Diego non fu mai geloso delle donne che Frida amava, perchè cosiderava loro creature delicate, belle e intelligenti, ma si dichiarava incapace di tollerare qualsiasi uomo che osava corteggiare Frida.
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Tra questi amori, nel 1946, si inserisce un tale José Bartoli, un illustratore catalano bello e forte che aveva combattuto per la Repubblica nella guerra civile spagnola e che era fuggito da un campo di concentramento nazista per rifugiarsi in America, a New York, dove Frida era ricoverata per l'ennesimo intervento alla spina dorsale.
Il giovane José le venne presentato in ospedale dalla sorella Cristina. Fu un amore a prima vista, intenso e passionale, esplicito come i suoi quadri. Quando Frida ritornò in Messico, tra i due iniziò una fitta corrispondenza.
Tra il 1946 e il 1949 la pittrice messicana scrisse all'amante 25 lettere d'amore, più di 100 pagine piene di poesia e passione, corredate da schizzi e disegni.
Ecco alcuni estratti:
"Le mie lettere non sono né intelligenti né stupide: ricevile come se una ragazzina per strada ti desse un fiore, senza un perchè".
"Non so come faremo a risolvere le cose: sarò la tua casa, tua madre, il tuo amore, il calore del tuo sangue, la consolazione dei tuoi timori, il tuo rifugio nel dolore e dalla tristezza, la madre dei tuoi figli che nasceranno e di quelli che non nasceranno".
"Ieri sera mi sono sentita come se tante ali mi accarezzassero tutta, come se le punte delle tue dita avessero bocche che baciavano la mia pelle. Gli atomi del mio corpo sono tuoi e vibrano insieme così che ci amiamo l'un l'altra. Voglio vivere ed essere forte per amarti con tutta la tenerezza che ti meriti, per darti tutto ciò che c'è di buono in me, così che tu non ti sentirai solo [...] Sento di averti amato da sempre prima che tu nascessi, da prima che tu fossi concepito. a volte sento di aver partorito me stessa".
"In un mondo migliore senza ipocrisia, stupidità, miseria e tradimento...non abbandonarmi. Tienimi dentro di te, ti imploro. Voglio essere la tua casa, tua madre, la tua amante e il tuo figlio... Ti amerò dal panorama che vedi, dalle montagne, dagli oceani e dalle nuvole, dal più sottile dei sorrisi e a volte dalla più profonda disperazione, dal tuo sonno creativo, dal tuo piacere profondo o passeggero, dalla tua stessa ombra del tuo stesso sangue. Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te".
"Dal piccolo letto su cui sono sdraiata guardo la linea elegante del tuo collo, la raffinatezza del tuo viso, le tue spalle e la tua schiena ampia e forte. provo ad avvicinarmi a te il più possibile così che possa percepirti, per godere della tua incomparabile carezza, il piacere che è toccarti... se non ti tocco, le mie mani, la mia bocca e tutto il mio corpo perdono la sensazione. So che dovrò immaginarti quando sarai andato via, [...] Non negarmi gli altri desideri che danno completezza a ciò che provo per te e che può soltanto essere chiamato amore. [...] E l'unica cosa che esiste per me in questo momento è che ti amo".

"La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un
sogno a occhi aperti".
La corrispondenza tra i due amanti si interruppe nel 1949, senza un dichiarato motivo. Frida morì nel 1954, a 47 anni, Rivera tre anni più tardi. Bartoli conservò tutte le lettere e i piccoli oggetti che si erano scambiati, in una cesta ritrovata dai parenti dopo la sua morte, a 85 anni nel 1995.
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