I fiori del male

Odilon Redon
Il fiore sulla palude
1885, dalla serie Hommage à Goya
Parigi, Bibliothèque Nationale
Charles Baudelaire
Elevazione
1887
traduzione di G, Raboni
Più su di stagni e valli,
di monti e boschi, di nuvole e mari,
oltre l’etere e il sole, oltre i confini
delle sfere celesti
ti muovi, o mente, con agilità
e come un nuotatore a suo agio tra le onde
solchi la fonda immensità, godendo
indicibili e maschie voluttà.
Via, via dall'insidioso fetore!
Và a purificarti nell'aria superiore,
bevi l'ardente nettare che colma
gli spazi trasparenti puro.
Dietro di sè le noie, i vasti orrori
gravanti sulla brumosa vita,
felice chi con forti ali saprà
slanciarsi verso campi luminosi e sereni
e ogni mattina, come le allodole, s'alza
nei pensieri liberamente al cielo
- e si libra ben alto sulla vita, e non fa
fatica a intendere i fiori e le altre cose mute!
Il simbolista francese Odilon Redon (1840 - 1916), amico dei poeti contemporanei, da Baudelaire a Mallarmé, e illustratore appassionato delle loro opere, si ispira in questo disegno al pittore spagnolo Francisco Goya (1746 -1828). Ha però ben presenti anche i I fiori del male, la raccolta di poesie di Charles Baudelaire (1821 - 1867), modello riconosciuto dei simbolisti. quel fiore umanizzato che spunta dalla melma di una palude e offre al nostro sguardo il suo volto malinconico e inquietante, sembra nato dalle poesie di Baudelaire, esse pure fiori spuntati dalla palude del "male" annidato dentro l'uomo, ma fiori che tendono a raggiungere la trasparenza del cielo, come si legge nei bellissimi versi di Elevazione. E mentre nel viso raffigurato da Rendon si legge la disperata impotenza di chi non riesce a fuggire dalle acque morte che umiliano lo spirito, in tutte le strofe della lirica si coglie, invece, una tensione a salire dal fetore delle acque stagnanti verso la purezza dell'ardente nettare che colma / gli spazi trasparenti puro". Rendon appare a Huysmans, l'autore di Aritroso, il romanzo-bibbia del decadentismo, come interprete più alto dell'incubo, fratello in spirito di Edgar Allan Poe, Baudelaire va oltre l'incubo e tende a slanciarsi, come un albatro, verso l'alto.