Di mondodiverso
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LETTERA A GIAN PIETRO LUCINI
Corrado Govoni
Ho sempre amato le cose tristi,
la musica girovaga,
i canti d’amore cantati dai vecchi nelle osterie,
le preghiere delle suore,
i mendichi pittorescamente stracciati e malati,
i convalescenti,
gli autunni melanconici pieni di addii,
le primavere nei collegi quasi timorose,
le campane magnetiche,
le chiese dove piangono indifferentemente i ceri,
le rose che si sfogliano sugli altarini
nei canti delle vie deserte in cui cresce l’erba;
tutte le cose tristi della religione, le cose tristi dell’amore,
le cose tristi del lavoro, le cose tristi delle miserie.
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