Di mondodiverso
Il tuo immenso effimero ritratto è il mio cielo.
IPERBOLE
Eduardas Miezelaitis
Cos’è il cielo?
Cosa sono le stelle? Non sono semplici occhi blu?
Cos’è la luna? Non è un sopracciglio a forma di arco?
Non sono i tuoi tratti che nella mia poesia nascono
Disegnati nello spazio, e lasciati nei cieli a splendere?
Io disegno nello spazio
Il tuo viso effimero
Dalle stelle, dall’aria – con le tinte del tramonto,
Coi trilli dell’usignolo – una parodia
Di un poeta bambino che piange tristemente.
Disegno
Il tuo viso effimero dal nulla,
Dallo spazio, dal tempo, dai fulgidi tragitti degli uccelli,
Dai suoni, dal lampo, dalla pioggia, dal vento, dalla neve
E dai più astratti punti nel labirinto delle galassie.
Io posso sentire
La tua liscia pelle dipinta coi colori dell’aria,
Il mio occhio è attratto dal blu del tuo sguardo,
Il mio quadro ha il tuo profumo – il profumo
Del lillà che danza al chiaro di luna.
Ho appeso il ritratto
Qui, nel mio solaio,
E lo imploro di restare, come sogno che svanisce.
No, non è poeta chi non deruba i cieli,
Non è pittore chi non aggiunge le stelle ai propri colori.
Cos’è il cielo
Se le stelle sono i tuoi occhi e la luna – il tuo sopracciglio,
Il tramonto – le tue labbra che fluttuano come visione.
Il tuo immenso, immenso effimero ritratto
Disegnato da niente nello spazio
E’ il mio cielo!
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