Di mondodiverso

Guardo il cielo
e sogno l’improvviso splendore
del tuo arrivo.
VISIONE
Francisca Júlia
Sognavo, forse. Forse fu sognando,
che io vissi quell'ora,
benedetta dolcissima ora,
in cui dal cielo ella scese tranquilla,
per una grande scalèa luminosa.
Su tutto v'era
la silenziosa pena delle notti lunari.
La bianca luna
pel cielo vagava pallida e nuda,
tremando tutta nel fremito d'acque.
Vedendola, più non sentii gli scogli
aspri (i miei piedi già ne sanguinavano).
Io la vidi nell'atto di chi ama:
nei miei occhi i suoi occhi azzurri e chiari.
Non so qual vago sogno, qual fortuna d'amore
entro quegli occhi celesti sognai...
La vidi avvolta in una densa veste
d'immacolato candor vaporoso.
Dal giorno ch'io la vidi, non so che
felicità strana mi culla, - e via
da me la pena dilegua. La vedo
al mio fianco. Nell'anima la sento.
In ogni luogo, sempre,
così ella me segue.
Vorrei ancora incontrarla. Ma d'onde
venne? Da quale plaga
ridente, da quale patria infinita,
incantata, venne questa visone
che non risponde a voce che l'inviti?
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