Origine: Parte di questa poesia viene recitata da Duke (interpretato da James Garner) nel film Le pagine della nostra vita (2004): «Niente è mai perduto o può essere perduto. Il corpo lento, vecchio, freddo, ceneri rimaste dai fuochi del tempo, tornerà a splendere ancora.»
Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto, nessuna nascita, forma, identità nessun oggetto del mondo, né vita, né forza, né alcuna cosa visibile; l’apparenza non deve ingannare, né l’ambito mutato confonderti il cervello. Vasti sono il tempo e lo spazio vasti i campi della Natura. Il corpo lento, invecchiato, freddo le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo, la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere; il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi; alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera, con l’erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
Parte di questa poesia viene recitata nel film "Le pagine della nostra vita (2004): "
"Niente è mai perduto o può essere venduto. Il corpo lento, vecchio, freddo, ceneri rimaste dal tempo, tornerà a splendere ancora".
Origine: Parte di questa poesia viene recitata da Duke (interpretato da James Garner) nel film Le pagine della nostra vita (2004): «Niente è mai perduto o può essere perduto. Il corpo lento, vecchio, freddo, ceneri rimaste dai fuochi del tempo, tornerà a splendere ancora.»
Origine: Parte di questa poesia viene recitata da Duke (interpretato da James Garner) nel film Le pagine della nostra vita (2004): «Niente è mai perduto o può essere perduto. Il corpo lento, vecchio, freddo, ceneri rimaste dai fuochi del tempo, tornerà a splendere ancora.»