"Il suo fascino non era del tipo che colpisce al primo sguardo e che è insuperabile, ma la conversazione con lei aveva un'attrattiva irresistibile... Il tono stesso della sua voce dava piacere, e la sua lingua era come uno strumento a molte corde, che lei poteva girare facilmente in qualunque idioma volesse."
Lo storico antico Plutarco, con queste parole, ci rivela che Cleopatra, ultima regina d'Egitto, non corrispondeva affatto ai canoni della bellezza assoluta. Le raffigurazioni arrivate dall’antichità – come i profili severi impressi sulle monete dell'epoca – sembrano confermarlo: la sua non era una bellezza da copertina.
Eppure, la donna che ha conquistato i due romani più potenti del suo tempo, piegando la geopolitica mondiale con la sua intelligenza, la sua cultura e una conversazione magnetica, non poteva non esercitare un fascino immenso. Cleopatra ha ridefinito il concetto stesso di seduzione: non estetica, ma puramente intellettuale.
Così piacque dipingerla agli antichi nel corso dei secoli, confondendo il carisma con la perfezione fisica, e così ce la immaginiamo volentieri noi contemporanei.