Ho dimenticato le parole per dirtelo. Le sapevo e le ho dimenticate, e ora ti parlo nell’oblio di quelle parole. [...]
Volevo dirti quello che penso, e cioè che bisogna sempre conservare per se stessi, ecco che ritrovo le parole, un posto, una sorta di luogo personale, sì, per esservi soli e per amare. Per amare non si sa cosa, né chi, né come, né per quanto tempo. Per amare, ecco che all’improvviso tutte le parole mi ritornano in mente, per conservare dentro di sé lo spazio di un’attesa, non si sa mai, l’attesa di un amore, di un amore forse ancora senza oggetto, ma di questo e solo di questo, dell’amore.
Quanto amo il grigio .... <br />
Si ... Quanto nutre <br />
Ma le sfumature <br />
Dal buio di quella casa <br />
Tutta un ombra <br />
Che fa le pareti come coperte come lenzuola <br />
Quel buio che fa brillare <br />
Il verde <br />
Perché solo lui possiede le più ampie sfumature <br />
I più bei nomi ... <br />
Quella casa fa spiccare il verde <br />
Come lo fa anche il cielo quando e grigio <br />
E su una montagna vedere il fazzoletto di Prato fra gli alberi più scuri ... <br />
Forma un poligono <br />
Colpisce senza nessun altra distanza<br />
E chissà ... <br />
Quale balistica interna <br />
Quale azione .... <br />
Comunque due colori si sposano <br />
Che sia il dolce buio della casa <br />
O il grande grigio del cielo <br />
Allora anche se silente <br />
È lì che nella musica suonano<br />
I luoghi ... <br />
Meraviglioso e di chissà <br />
Silenziosamente si rincorrono<br />
Come un dejavuu <br />
Che diventa una vela <br />
Come il vento che chiama<br />
Una mano al timone <br />
E dentro al mare <br />
Ancora verde .