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DALL'ANTICO EGITTO UN INNO ALL'AMORE

 

DI QUASI 4000 ANNI FA

 

 

 

 

 

LIRICA D'AMORE DAL PAPIRO CHESTER BEATTY I

 

 

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STANZA PRIMA (uomo)

 


L'unica, l'amata, la senza pari,
la più bella di tutte,
guardala,
è come la stella fulgente
all'inizio di una bella annata.
Lei, che splende di perfezione,
che raggia di pelle,
con gli occhi belli quando guardano,
con le labbra dolci quando parlano,
per la quale non c'è discorso superfluo;
lei, che lungo ha il collo,
il petto luminoso,
con una chioma di vero lapislazzuli,
le cui braccia superano lo splendore dell'oro,
le cui dita sono come calici di loto;
lei, che ha languide le reni,
strette le anche,
le cui gambe difendono la bellezza,
il cui passo è pieno di nobiltà
quando posa i piedi sul suolo,
con il suo abbraccio mi prende il cuore.
Essa fa che il collo di tutti gli uomini
si giri per guardarla.
Ognuno ch'essa abbraccia è felice,
si sente il primo degli uomini.
Quando esce dalla sua casa,
si pensa di vedere Colei che è unica.
 
 

 

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Quanta poesia! L'innamorato ha il cuore e la mente rivolti all'amata che ai suoi occhi appare bella e luminosa come una stella e la elogia anche per le sue qualità di guardare oltre l'apparenza degli uomini. "Lunica, l'amata, la senza pari" è una donna d'animo nobile, procura felicità a lui e a tutti gli uomini che la incontrano, li fa trasalire e con un abbraccio rende ognuno "primo degli uomini".

In tutte le poesie amorose dell'antico Egitto, non solo la donna è elogiata per la sua bellezza ma anche  rispettata  per  le  sue qualità morali che  traspaiono dai suoi lineamenti e dai suoi gesti.

 

 

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