Penso ai diavoli dell’inferno e fisso un bel vaso di fiori mentre la donna in camera mia rabbiosa accende e spegne la luce di continuo. abbiamo litigato di brutto e io me ne sto qui seduto a fumare sigarette indiane e intanto alla radio le preghiere di un cantante lirico non sono nella mia lingua. fuori, la finestra alla mia sinistra rivela le luci notturne della città e io vorrei solo avere il coraggio di spezzare questo semplice orrore e rimettere le cose a posto
ma la mia rabbia meschina me lo impedisce.
mi rendo conto che l’inferno è solo quello che ci creiamo noi, a fumare queste sigarette, qui ad aspettare, qui a fantasticare, mentre nell’altra stanza lei continua a starsene lì ad accendere e spegnere la luce, accendere e spegnere.