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L'UGUAGLIANZA PROFESSATA MA NON PRATICATA

 

 

CARA MAESTRA

 

 

Luigi Tenco

 

 

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Cara maestra Un giorno m'insegnavi Che a questo mondo noi Noi siamo tutti uguali
Ma quando entrava in classe il direttore Tu ci facevi alzare tutti in piedi E quando entrava in classe il bidello Ci permettevi di restar seduti
Mio buon curato Dicevi che la chiesa È la casa dei poveri Della povera gente
Però hai rivestito la tua chiesa Di tende d'oro e marmi colorati Come può adesso un povero che entra Sentirsi come fosse a casa sua
Egregio sindaco Mi hanno detto che un giorno Tu gridavi alla gente Vincere o morire
Ora vorrei sapere come mai Vinto non hai, eppure non sei morto E al posto tuo è morta tanta gente Che non voleva né vincere né morire.
 
 

"Cara maestra" è un brano musicale scritto e cantato nel 1962 dal cantautore Luigi Tenco. Il testo fu decisamente innovativo per quei tempi, poiché, denunciava le ipocrisie e i perbenismi della società dell’epoca.

Successivamente, a causa di questa canzone, la Rai allontanò per circa due anni il cantautore della ”scuola genovese”.

 

 

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