Ti ho notato mentre correvo. Non ho avuto il tempo di fermarmi
per baciarti la mano. Il mondo intero mi inseguiva come se fossi un ladro
e mi era impossibile fermarmi. Se ti fermi, vieni ucciso.
Ma io, ti ho notata: la tua mano uno stelo di narciso in un bicchiere
d’acqua, la tua bocca l’asola di un bottone, aperta sul petto di una camicia
e i tuoi capelli un nibbio in volo.
Ti ho notato. Tra le mani, non avevo fiammiferi per accendere un fuoco
e danzarci attorno. Il mondo mi stava deludendo, per poi abbandonarmi.
Non ti ho nemmeno salutato.
Ma, un giorno, il mondo si calmerà e i folli satellitari si fermeranno,
i piedi che mi hanno braccato si disperderanno.
E io tornerò sulla stessa strada su cui ti ho notato.
Ti troverò sulla stessa panchina: la tua mano uno stelo di narciso,
il tuo sorriso un nibbio e il tuo cuore un fiore di albicocco.
E da te, sotto l’ombra del tuo albicocco, distruggerò la tenda della mia
orfanezza per costruirci casa mia.