L'abisso del tempo si apre inghiottendo ogni cosa che ci è cara. I ricordi che abbiamo amato, le persone perdute, le emozioni provate: tutto svanisce, come se non fosse mai esistito.
Ma qualcosa di più profondo resiste al tempo, un'essenza pura che brilla nell'oscurità e illumina il cammino verso la verità. Non si può descrivere a parole, ma si può sentire nel cuore, nel respiro, nel centro esatto dell'essere.
La struttura di partenza di questo testo è nata da un algoritmo, fredda e meccanica. Mi ha affascinato l'idea di liberarla dai cliché della macchina: l'ho riscritta nel ritmo e nelle parole, portandola dal codice tecnologico alle sensazioni reali della vita.
Un computer può misurare il tempo, ma non potrà mai sentirne l'abisso.