Di Etta
Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora
qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri
della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade nascono spesso pensieri
malinconici quelli che si vogliono bene.Nascono inoltre speranze che non si sanno dire,
favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del
settentrione. Ci terremmo semplicemente per mano e andremo con passo leggero,
dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai
casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati
romanzi. E allora noi taceremo sempre tenendoci per mano, poichè le anime si parlano
senza parola.Vorrei anche andare con te d'estate in una valle solitaria, continuamente
ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche,
di certe case abbandonate.Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa,
ascoltare nei pali del telefono quella lunga storia senza fine che viene da un capo del
mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull'erba, nel
silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e
le cime delle montagne.
D.Buzzati
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