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L' ESPERIMENTO TRINITY

 

 

 

 

ESPERIMENTO TRINITY   è il nome in codice dato dai fisici atomici al primo  test nucleare al plutonio

avvenuto nel 1945 nel  deserto di  Jornada del Muerto, non  lontano  dalla città di  Socorro ( Nuovo

Messico ). La bomba al plutonio ( Little boy ) era dello stesso tipo di quella utilizzata dagli statunitensi

per distruggere, il 9 agosto 1945, la  città  giapponese  Nagasaki, la  bomba  che distrusse Hiroshima  

era invece all' uranio, il 6 agosto 1945.

Nella  biografia di Enrico Fermi, il fisico Emilio Segrè, allievo, amico e  compagno  di  lavoro del grande

scienziato, ricorda i momenti  indimenticabili  nella descrizione dei  preparativi, e quindi all' evento del

giorno tanto atteso. 

Nello scritto si  avverte  l'ansia dello scienziato che attende dall' esperimento  la conferma di lunghi e 

lunghi  anni di studi.

Ma in  questo caso la  scoperta  scientifica si lega  in  modo drammatico a questioni politiche e morali.

Siamo infatti, negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale.All' utilizzazione della grandiosa scoperta

miravano già dal 1942 lo stato maggiore americano e gli organismi politici: i fisici atomici non poterono

rifiutare la loro collaborazione.

Tramontato il pericolo  tedesco, politici e militari  suggerirono di utilizzare la bomba  atomica contro il

Giappone che persisteva nella guerra.

 

 

250px-Nagasakibomb-1-.jpg

  Il fungo atomico, causato da "Fat Man" su Nagasaki

raggiunse i 18 km di altezza

 

" Il bersaglio è scelto.  L'aereo sorvola la zona a 10.500 metri di altezza e alle 8.15'17'' la

bomba viene sganciata.

Il  pilota  scende  in   picchiata,  guadagna velocità, vira  di 180 gradi e si allontana.  Ha 45

secondi di tempo.

L'equipaggio conta  sottovoce "44, 43, 42 ,41.." Un lampo abbaglia il cielo ... "Cosa abbiamo

fatto? "

A  600  metri  dal  suolo  la  bomba  esplode, dopo 70  secondi il silenzio  è rotto  da un tuono

assordante : vengono  distrutti  tutti gli edifici  nel  raggio  di 3 km. , 30.000  persone  muoiono 

sul colpo e altre 40.000  nel giro  dei due  giorni  seguenti.  

Una colonna di fumo si alza lentamente a forma di fungo fino a 18.000 metri dal suolo,inizia a

cadere  una  pioggia  viscida.  I  fiumi  straripano  ed  invadono  ciò  che  rimane  della   città

giapponese di Hiroshima.

Alle 14,58  locali  il B-29, con il suo pilota Tibbets a bordo,  atterra a Tianin lasciando dietro

di sè in modo indelebile la  storia  mondiale, un' impronta che rimarrà per sempre."

 

    

Hiroshima, esplode la prima bomba  

 

 

 

ENRICO FERMI

 

EMILIO SEGRE'

 

 

Le ricerche di Fermi e dei suoi  collaboratori  hanno aperto la strada, al di là delle loro intenzioni  che

erano  puramente   scientifiche, alla progettazione, alla fabbricazione e all'uso della bomba atomica.

Perciò  queste ricerche e quelle che  seguirono  uscirono  dal  campo della  scienza e  posero  gravi

problemi politici, destarono e continuano a destare serie preoccupazioni morali.

 

 

 

 

 

 

Emilio Segrè, grande fisico italiano. 

Premio Nobel per la fisica, 1959

  ( 1909 - 1989 )

 

 

 

 

 

Los Alamos

 

Da Emilio Segrè 

 

Il 14 luglio tutto era  finalmente pronto  per l'esperimento Trinity. La sera di

quel giorno scoppiò un terribile  temporale.  Io mi ero coricato, ma presto fui

svegliato da un forte  baccano di cui  non capivo la natura. Siccome il rumore 

persisteva,Sam Allison (fisico americano che collaborò con Fermi e con Segrè

alle ricerche nucleari) ed io prendemmo  una torcia  elettrica e uscimmo dalla

baracca per vedere che cosa  succedeva  e con nostra sorpresa trovammo che

migliaia di rane stavano celebrando un festino d' amore. Andammo a dormire

a  sera  tarda,  ancora  incerti  se il tempo  avesse  permesso  l' esplosione,  il

culmine di tanti anni di durissimo lavoro. Oppenheimer  ( fisico che diresse le

ricerche per la fabbricazione della bomba atomica ) e il generale Groves (capo

organizzativo del MED) e  molte  altre  autorità  si  recarono negli osservatori

che erano stati assegnati loro in precedenza e quando Oppenheimer e Groves,

malgrado il brutto tempo, decisero di procedere alla prova,  fummo  chiamati.

I posti piu' vicini erano in fortini a circa 10 km  dalla torre  su cui era montata

la bomba.

Fermi  ed io ci appostammo a 14 km dall' esplosione, dove  non  occorrevano

ripari.    

[...] A 8  km Allison dette il  segnale per l' esplosione  contando i secondi che

mancavano all' impulso  elettrico designato a detonare l' esplosivo .

Alle 5,30 del 16  luglio  la  bomba  fu fatta esplodere.

Mancava   poco all'  alba  e  l'impressione  piu'  forte  fu   quella  di  una  luce 

brillantissima,   rimanemmo  affascinati dal nuovo grandioso  spettacolo. [...]  

A quella distanza ricevemmo abbastanza luce da prendere una bella scottatura.

Io ero accanto a Fermi al  momento dell' esplosione, ma non ricordo che si sia

detto  nulla.  Per un momento  mi passò per  la testa  che l' atmosfera potesse

incendiarsi causando la fine del mondo.

Subito  dopo  l'esplosione  Fermi  si  alzò in piedi e  fece cadere a terra alcuni

pezzetti di carta, come  coriandoli. Aveva  preparato  un  suo  esperimento per

misurare l' energia sviluppata dall' esplosione, i pezzi di carta sarebbero caduti

verticalmente  nell' aria quieta, ma  con  l'arrivo dell' onda  d'urto  si sarebbero

spostati di alcuni centimetri nella  direzione  di propagazione  dell' onda.  Dalla

distanza  della   sorgente  e  dalla  grandezza  di  questo  spostamento  si  può  

calcolare l' energia dell' esplosione. Fermi in precedenza si era già preparato dei

tracciati in modo  di valutare  l' energia liberata  durante l' esplosione.

Questo  aneddoto  fu raccontato  molte  volte,  ma  è  così  caratteristico  della 

persona dello scienziato che non può essere  omesso. 

I   dati  richiesero   molti  giorni  di  valutazione,  mentre i dati di  Fermi furono

ottenuti subito dopo l' esplosione. Circa un' ora dopo lo  scienziato indossò una

speciale  tuta  di  protezione e munito  di un misuratore di radiazione salì su un

carro  armato  protetto da  schermi  e  si   avvicinò cautamente  al  luogo  della

esplosione  per  raccogliere  materiale.  Fermi fu impressionato da tutto ciò che

vide e  dalle  trasformazioni intorno subite  dall'  esplosione. [...]    

L' esplosione   della  bomba  era  riuscita  oltre  le aspettative  poichè l' energia  

liberata era al massimo o addirittura al di sopra delle nostre previsioni che erano

abbastanza incerte. Nello stesso tempo  però cominciavano o meglio crescevano 

le  preoccupazioni per l' avvenire che avevano già  turbato molti dei partecipanti 

al  progetto.

Quali  sarebbero state le conseguenze della  liberazione dell' energia  atomica  e

che  cosa  si doveva fare per dirigerla a vantaggio dell' umanità?

Questo si domandarono i due grandi scienziati.

 

   

    Enrico Fermi, insignito del Premio Nobel nel 1938 per gli esperimenti

realizzati nel campo della fisica nucleare. Progettò e guidò la costruzione

del primo reattore nucleare a fissione.

 

 

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