Di Etta
Un uomo che aveva passato la sua vita sui libri provava gelosia per Nasreddin che gli sembrava
usurpare la sua posizione di sapiente. Per metterlo alla prova, gli invia una lista di quaranta
domande in cui già il solo enunciato presuppone grandi conoscenze. In una lettera di
accompagnamento egli prega Nasreddin di rispondere a ciascuna di esse.
Nasreddin prende la lista e, come risposta alla prima domanda, scrive «non lo so».
Alla seconda scrive ancora «non lo so». E così di seguito, senza eccezioni, fino alla quarantesima.
Sua moglie, che l’ha visto, lo prende in giro: «Nasreddin, hai solo perso tempo, e in modo assai stupido.
Avresti dovuto scrivere, molto semplicemente: “Non conosco nessuna risposta”».
«O moglie, come sei ingrata!» le risponde Hodja. «Non capisci che quest’uomo s’è dato la pena
di mostrare tutta la sua sapienza con le sue domande? Perciò io, in segno di cortesia, con le mie
risposte, gli mostro tutta la mia ignoranza».
(dalle sublimi parole e facezie di Nasreddin Hodja)
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