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Pablo Picasso

 

L'arte di disimparare per diventare immortali

"Ci ho messo quattro anni a dipingere come Raffaello,
ma una vita intera per imparare a dipingere come un bambino."
 
In questa celebre frase è racchiuso tutto l’universo di Pablo Picasso, l’uomo che non si è limitato a osservare il mondo, ma ha deciso di scomporlo e ricostruirlo secondo le proprie regole, cambiando per sempre il corso della storia dell’arte. Picasso non è stato solo un pittore, ma una forza della natura che ha attraversato il Novecento con una fame creativa inesauribile. Dalla malinconia dei suoi primi ritratti alla rivoluzione geometrica del Cubismo, la sua vita è stata un viaggio costante verso la libertà espressiva.
 
 
IL SIMBOLO ETERNO DELL'AVANGUARDIA
 

 

Pablo Picasso, nacque a Malaga il 25 ottobre 1881, ma la sua vita rischiò di finire ancora prima di iniziare. Alla sua nascita, infatti, venne salvato dal fumo di un sigaro. Il neonato non respirava e l'ostetrica, credendolo morto, lo aveva lasciato su un tavolo. Fu lo zio medico, Salvador, a salvargli la vita soffiandogli sul viso il fumo del suo sigaro; il piccolo Pablo reagì con un vagito e, da quel momento, il mondo non sarebbe più stato lo stesso.
 
Sotto la guida del padre, Picasso ha padroneggiato il disegno e la pittura a olio già all'età di otto o nove anni. In questa fase giovanile (1890-1897), le sue opere seguivano uno stile naturalistico e accademico,
 
Il Picador (1890): realizzato a soli 9 anni, è considerato il suo primo dipinto a olio sopravvissuto; mostra
già la sua passione per la corrida.
 

Uno dei suoi primi grandi dipinti a olio è La Prima Comunione (1896), che ritrae sua sorella Lola.

 
Un'altra opera fondamentale di questo periodo è Scienza e Carità (1897), in cui un medico e una suora assistono una donna malata, dimostrando una maturità tecnica incredibile per un sedicenne.
 

LA SVOLTA: BARCELLONA E IL RICHIAMO DI PARIGI (1899 - 1900) 

Stretto dalle regole accademiche, Picasso si rifugia al caffè Els Quatre Gats di Barcellona, cuore della cultura bohémien, dove inizia a ritrarre la vita reale e gli emarginati. Nel 1900 sbarca per la prima volta a Parigi: è un'esplosione di stimoli. In questa fase le sue opere, come "Le Moulin de la Galette", sono cariche di colori vivaci e influenzate dalla vita notturna parigina.

Ma l'euforia dura poco: un evento tragico sta per spegnere le luci della sua tavolozza.

 

Le Moulin de la Galette  (1900)

 

IL PERIODO BLU (1901-1901): IL COLORE DEL DOLORE 

 
Nel 1901, il suicidio dell'amico Carlos Casagemas sconvolse Picasso, portandolo in una profonda depressione. Questo trauma spense le luci della sua tavolozza: per tre anni, l'artista dipinse quasi esclusivamente con tonalità fredde di blu e azzurro. 
 
I protagonisti delle sue tele divennero gli emarginati, i poveri e i sofferenti, ritratti con figure allungate e malinconiche.
 

La Vita (1903) - Il capolavoro più enigmatico, dove compare il volto dell'amico scomparso.

 

Il vecchio chitarrista cieco (1903): Simbolo della solitudine e della dignità nella povertà.

 

IL PERIODO ROSA (1904-1906): La rinascita

 
Nel 1904, Picasso si stabilì a Parigi e si innamorò di Fernande Olivier. Questo nuovo amore, insieme al fascino per il mondo del circo, riportò il calore nelle sue opere. Il blu lasciò il posto a sfumature di rosa, ocra e arancio. 
 
Sebbene lo sguardo rimanesse riflessivo, i temi divennero più sereni, popolati da saltimbanchi, arlecchini e acrobati.
 

Famiglia di Saltimbanchi (1905): Una tela monumentale che celebra la vita nomade degli artisti circensi.

 

LA RIVOLUZIONE DEL CUBISMO: Oltre la realtà

Nel 1907, con il capolavoro "Les Demoiselles d'Avignon", Picasso rompe ogni regola: le figure sono spigolose e i volti sembrano maschere africane. Insieme a Georges Braque, decide di mostrare gli oggetti da più punti di vista contemporaneamente. Non importa più che un tavolo "sembri" un tavolo, ma che se ne veda ogni angolazione sulla stessa tela piatta.

 

 

CUBISMO ANALITTICO: Gli oggetti sono frammentati in piccoli cubi e schegge, rendendoli quasi irriconoscibili.

CUBISMO SINTETICO: Picasso introduce il collage, incollando sulla tela pezzi di giornale, carta da parati e spartiti, portando la realtà quotidiana direttamente nell'arte.

 

 
IL CAPOLAVORO ASSOLUTO
 
GUERNICA ( 1937) 
 
L'apice della sua maturità artistica e civile è Guernica. Realizzata dopo il bombardamento della città basca, quest'opera monumentale in bianco, nero e grigio non è solo un quadro, ma un grido universale contro l'orrore della guerra e la sofferenza dei civili.
 

 

L' EREDITA' DI UN GENIO 

 
Picasso è morto nel 1973 a 91 anni, lasciando un'eredità immensa. La sua vita è stata una continua metamorfosi: ha insegnato al mondo che l'arte non deve solo decorare, ma deve scuotere le coscienze.
 
Pablo Picasso ci ha insegnato che l'unico modo per creare il nuovo è avere il coraggio di distruggere il già visto. La sua eredità non è solo nei suoi quadri, ma nell'invito a guardare il mondo con gli occhi liberi di chi non smette mai di sperimentare, proprio come quel bambino che lui ha cercato di tornare a essere per tutta la sua incredibile vita.
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