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POESIE

 

Walt Whitman

 

 

**   **   **

 

 

SE TARDI
 
 
Se tardi a trovarmi, insisti.

Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro,

perchè io sono seduto da una qualche parte,

ad aspettare te.

 

                  Pierre-Chevassu--4-.PNG

 

 

 

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   Pierre-Chevassu--4-.PNG 

 

Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto,
 
nessuna nascita, forma, identità nessun oggetto del mondo,
 
né vita, né forza, né alcuna cosa visibile;
 
l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.
 
Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura.
 
Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi
 
di un tempo,
 
la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere;
 
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
 
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
 
con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
 
 

 

 

Pierre-Chevassu--12-.PNGuntitled.png28893_2023_expo-1-.jpgPierre-Chevassu--9--1-.PNG

 

 

Dipinti di Pierre Chevassu

 

 

 

 

Pierre-Chevassu--11----Copia.PNG

 

 

A UNO SCONOSCIUTO

 

Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio ti guardo,

Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi arriva come
 
un sogno),

Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita di gioia,

Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre passiamo veloci uno
 
vicino all'altro,

Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo o giovanetta,

Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più solo tuo
 
né ha lasciato il mio corpo solo mio,

Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua carne, passando,

In cambio prendi la mia barba, il mio petto, le mie mani,

Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in disparte
 
o mi sveglio di notte, tutto solo,

Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho dubbi,

Devo vedere come non perderti più.
 
 


Pierre-Chevassu--1-.jpg

 

 

Pierre-Chevassu--1-.jpg

 

 

 

 

   

 

LACRIME
 
 
 
Lacrime! Lacrime! Lacrime!
 
Nella notte in solitudine, lacrime
 
Sopra la bianca riva goccianti, goccianti, bevute dalla sabbia
 
Lacrime, non una stella, buio e desolazione
 
Umide lacrime dagli occhi di una testa infagottata
 
Chi è quel fantasma? Quella forma che lacrima nel buio?
 
Quella massa confusa, curva, accucciata sulla sabbia?
 
Che versa lacrime, singhiozza, spasima, soffoca grida selvagge?
 
Oh tempesta fatta carne che ti sollevi e corri a passi rapidi lungo la spiaggia
 
Oh furiosa, cupa, notturna bufera – Oh come erutti disperata!
 
E tu ombra, così composta e dignitosa di giorno, col volto calmo e il passo regolato
 
Oh come imperversi di notte, quando nessuno ti vede – Oh allora oceano
 
sfrenato 
 
Di lacrime! Lacrime! Lacrime!
 
 

 

 

 

A TE
 
 
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,

perché non dovresti parlarmi?

E perché io non dovrei parlare con te?

 

 

 

 

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Fra i rumori della folla ce ne stiamo noi due felici di essere insieme,
 
parlando poco,  forse nemmeno una parola.
 
 

 

 

 

 

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