- Jean - Honorè Fragonard -
- pittore francese -
importante esponente del rococo'
La lettrice, 1772
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Una storia d' amore e di tenebra
Lo scrittore israeliano Amos Oz racconta in questo libro una storia molto
interessante: la storia della sua vita trasformata in romanzo, ambientata in
parte a Gerusalemme, negli anni immediatamente sucessivi alla Seconda
Guerra Mondiale, quando i pochi ebrei sopravvissuti all' Olocausto cercarono
di ridarsi - o darsi - una terra in cui avere il diritto di vivere.
Lo scrittore rievoca la propria scoperta della lettura, la passione per i libri,
ereditata da suo padre,il dono di uno spazio in uno scaffale per riporvi i primi
volumi della sua vita.
Egli, inoltre, ricorda di avere sempre desiderato di cambiare giocando con
l' immaginazione, la storia, per rimediare agli errori dei grandi condottieri del
passato e per trasformare i vinti in vincitori.
Imparai a leggere praticamente da solo,
ero ancora molto piccino.
Che altro avevamo da fare? [...] Alle
sette di sera eravamo già chiusi in casa
per via del coprifuoco imposto dagli
inglesi in tutta Gerusalemme.[...]
Papà restava fino alle due di notte a
lavorare alla sua scrivania,cavandosi gli
occhi sotto la luce anemica dei suoi
venticinque watt, perchè non era giusto
usare una lampadina piu' potente.[...]
Solo di libri, da noi, c' era abbondanza: da una parete all' altra, in corridoio e in
cucina e in ingresso e sui davanzali delle finestre e dappertutto. Migliaia di
volumi, in ogni angolo della casa. C' era come la sensazione che mentre gli
uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità.
Quand' ero piccolo, da grande volevo diventare un libro, non uno scrittore, un
libro: perchè le persone le si può uccidere come le formiche. Anche uno scrittore
non è difficile ucciderlo, mentre un libro,quand' anche lo si distrugga con metodo
è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale,
una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca,
a Reykiavik, a Valladolid, a Vancouver. [...] Avevo sei anni quando arrivò nella
mia vita un grande giorno: papà liberò per me un piccolo spazio in uno dei suoi
scaffali di libri, e mi permise di disporre dei miei. A dire le cose come stavano,mi
concesse una trentina di centimetri, cioè piu' o meno un quarto dello scaffale piu'
basso.Io abbracciai tutti i miei libri, che sino a quel giorno erano rimasti adagiati
sullo sgabello accanto al letto, li portai sino alla libreria di papà e li disposi in
piedi per benino, il dorso rivolto al mondo esterno e il volto contro il muro. Fu
una cerimonia di iniziazione, un rito vero e proprio una persona i cui libri stanno
dritti in piedi non è piu' un bambino ma un uomo, ormai.Ormai ero come papà.
I miei libri stavano in piedi. [...] Commisi un errore imperdonabile. Papà andò al
lavoro, e io mi ritrovai libero di fare ciò che meglio credevo,in quel mio territorio
sullo scaffale. Ma avevo un concetto assolutamente infantile dicome procedere in
merito. E così avvenne che ordinai i miei libri per altezza [...] Feci in quel modo
perchè volevo riempire tutto lo spazio che mi era stato concesso sullo scaffale.
Volevo che il mio angolo di libri fosse zeppo e ridondante, tracimasse, proprio
come quelli di papà. Ero ancora all'opera quando lui tornò dal lavoro, gettò una
occhiata sconvolta al mio scaffale e poi, nel piu' assoluto silenzio, mi fissò
lungamente, con uno sguardo che non dimenticherò mai: uno sguardo di un
disprezzo, di una delusione così amari che non c'era verso di esprimerli a parole.
Alla fine sibilò a denti stretti"Mi vuoi dire,per favore,sei completamente impazzito?
Per altezza, i libri sono forse dei soldati?Sono forse una scorta d'onore? La banda
dei pompieri ? Poi tacque... In fondo a quel silenzio mio padre mi rivelò tutte le
faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia:
mi svelò sia la via maestra sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle
variazioni, delle sfumature, delle fantasie, i viali isolati, ardite tonalità ma anche
eccentrici capricci i libri li si può ordinare per titolo in ordine alfabetico per autore,
per collana o editore, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per
luogo di edizione.Tutto è possibile. [...]
Ero un bambino ossessionato dalla storia. Avevo in mente di rimediare agli errori
dei condottieri del passato: rinnovando, ad esempio, la grande rivolta ebraica
contro i romani, salvando Gerusalemme dalla distruzione per mano di Tito,
trasferendo il fronte in terra nemica, portando le truppe di Bar Kokba sino alle
mura di Roma, conquistando turbinosamente il Colosseo e issando una bandiera
ebraica in cima al Campidoglio. All' uopo avevo trasportato la brigata ebraica
dell' esercito britannico all' epoca del Secondo Tempio deliziandomi al pensiero
che due fucili sarebbero stati capaci di annientare tutte le formidabili legioni
di Adriano e di Tito Che un velivolo leggero un Piper avrebbe messo in ginocchio
il magniloquente Impero Romano.[...]
In fondo questo strano impulso che avevo da bambino - il desiderio di offrire una
nuova oppurtunità a ciò che non esisteva piu' nè mai piu' avrebbe avuto una
opportunità - è ancora fra le cose che mi muovono la mano, ogni volta che mi
accingo a scrivere una storia.
Associazione Di sensazioni legate all' oggetto del culto del bambino .
"Quand' ero piccolo da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore,
un libro perchè le persone le si può uccidere come formiche."
In questa sequenza lo scrittore confessa che da bambino sognava di diventare un
libro. La motivazione va ricercata nella volontà di sfuggire alla morte. Le persone
uccise come formiche richiamano alla nostra mente i milioni di ebrei sterminati
dai nazisti.
" Fu una cerimonia di iniziazione, un rito vero e proprio: una persona i cui libri
stanno dritti in piedi non è un bambino, ma un uomo, ormai. Oramai ero come
papà i miei libri stavano in piedi. "
La sequenza è un inno di vittoria: lo spazio, concesso dal padre, ai libri del suo
bambino diventa lo scenario quasi sacro di un autentico rito che fa di lui un adulto.
I suoi libri stanno in piedi , come un bimbo che comincia finalmente a camminare.
" Ero un bambino ossessionato dalla storia. Avevo in mente di rimediare agli
errori dei condottieri del passato. "
Il sogno di ogni uomo, quello di porre rimedio ai propi sbagli, diventa il bambino del
libro, il desiderio di cambiare la storia, di cancellare violenze, massacri, tirannidi.
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