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Strane vicende

 

 

 

 

         Si sta come

         d'autunno

         sugli alberi

         le foglie

         (G. Ungaretti)

 

 

 

 

 

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Ramòn Gòmez 

Dopo un lungo viaggio

 

 

Lampadine "rammollite " e flosce, specchi che non specchiano più, oggetti stanchi

e invecchiati. La  luce elettrica è  rimasta  accesa  per  tre  anni e dieci giorni e,  i

padroni di casa si trovano  di  fronte  a un  mondo  cambiato, affaticato  dalla luce

artificiale,non  disposto  a rientrare  nell' intreccio della vita reale. Ma la  presenza

della realtà si fa sentire: che ne sarà, infatti del contatore?

 

 

Quando  rientrarono  in  casa  dopo un lungo viaggio - tre anni  e dieci giorni - si

accorsero che per dimenticanza avevano lasciato accesa la luce elettrica.

Era  triste  vedere  lo  spettacolo. Le  sfere  delle  lampadine  pareva  si   fossero

reammollite, come  quei palloncini  di  gomma  che si vedono  nelle  sagre  e che

sgonfiati  hanno  un  lamentevole  aspetto  di  uva  passa  intinsichita  o  di  borse

raggrinzite.

Brillavano sempre tuttavia,con la luce  gialla che avevano le lampadine a carbone.

La casa non ci vedeva più, con quella  luce costante che  non l' aveva mai lasciata

dormire. Come tutti quelli che non  dormono, il suo aspetto era senile. Gli specchi 

erano  diventati miopi  dallo sforzo di vedere, di  aver qualcosa  di vedere, durato

per i tre  anni  nei  quali la luce era  stata accesa ,e che vi si specchiava  non vi si

poteva quasi riconoscere.

Tutto quanto speravano di trovare  addormentato tutto quanto speravano di poter

risvegliare  con  delizia, era  già  desto  al  loro  giungere. Tutto  era  stanco, tutto

avrebbe voluto entrare, proprio allora in un lungo riposo, nella siesta di  un' estate

prolungata.

E il contatore? Il  conto  era  tremendo! Tre anni di  luce perpetua! Per  fortuna  il

contatore era morto, si  era  spezzato nello sforzo della  veglia  che  tutti  avevano

dovuto sostenere e la fattura  fu più piccola che mai: tre pesetas e dieci centesimi. 

 

 

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F
Bello, complimenti per il blog.
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