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La morte della Vergine - Caravaggio

Morte della Vergine ,1604, olio su tela, 369 cm × 245 cm, Parigi, Musée du Louvre

Morte della Vergine ,1604, olio su tela, 369 cm × 245 cm, Parigi, Musée du Louvre

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L'opera "Morte  della  Madonna", conosciuta  anche  come "Morte della Vergine" è

stata considerata la tela migliore tra quelle realizzate a Roma da Michelangelo
Merisi da Caravaggio e sicuramente anche l'opera più contestata.
Il dipinto fu commissionato dai  Carmelitani  Scalzi per la  Cappella  Lelmi, in
Santa Maria della Scala a Trastevere (Roma), Secondo il Baglione, come scrive
nel    1642.  Il   quadro   scandalizzò    in   quanto   considerato    indecoroso    e
sconveniente,  perché   ritraeva  la   Vergine  gonfia   e  con  le  gambe  scoperte.
Mancini,  poi,  avanzò  l’ipotesi  che  Caravaggio  avesse ritratto una cortigiana,
cioè una delle  prostitute da  lui  frequentate, forse quella stessa Anna Bianchini,
con capelli  lunghi e  rossi, che  aveva posato per il “Riposo  nella fuga in Egitto”
e per la “Maddalena penitente”, morta di gravidanza nel 1604, a 24 anni.
Secondo   altri  studiosi, invece, Carava ggio  si s arebbe  ispirato  alla  edificante
vicenda   di  Caterina Vannini, ex prostituta  ammirata  dal cardinale Borromeo,
morta nel 1606 per idropisia in odore di santità.
La tela, dopo  essere  stata rifiutata  dai committenti, fu  messa in vendita e venne
acquistata  nel   1607, per 300  scudi, dal  duca  di  Mantova. Nell’aprile  del  1607
prima  che   il quadro  giungesse  alla  corte  di  Vincenzo  Gonzaga, venne esposto
al pubblico a grande richiesta e con incredibile successo.
Successivamente (1627–28) essa  finì  nella  raccolta  del  re  Carlo I d'Inghilterra e
nel 1649  in  quella  del  banchiere  Iabach, che  nel 1671 lo cedette a Luigi XIV per
Versailles: da  qui, nel 1793, dopo  la  rivoluzione  f rancese, finì  al  Musée  Central
des Arts e, infine, al Louvre di Parigi.

 

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