L'opera "Morte della Madonna", conosciuta anche come "Morte della Vergine" è
stata considerata la tela migliore tra quelle realizzate a Roma da Michelangelo
Merisi da Caravaggio e sicuramente anche l'opera più contestata.
Il dipinto fu commissionato dai Carmelitani Scalzi per la Cappella Lelmi, in
Santa Maria della Scala a Trastevere (Roma), Secondo il Baglione, come scrive
nel 1642. Il quadro scandalizzò in quanto considerato indecoroso e
sconveniente, perché ritraeva la Vergine gonfia e con le gambe scoperte.
Mancini, poi, avanzò l’ipotesi che Caravaggio avesse ritratto una cortigiana,
cioè una delle prostitute da lui frequentate, forse quella stessa Anna Bianchini,
con capelli lunghi e rossi, che aveva posato per il “Riposo nella fuga in Egitto”
e per la “Maddalena penitente”, morta di gravidanza nel 1604, a 24 anni.
Secondo altri studiosi, invece, Carava ggio si s arebbe ispirato alla edificante
vicenda di Caterina Vannini, ex prostituta ammirata dal cardinale Borromeo,
morta nel 1606 per idropisia in odore di santità.
La tela, dopo essere stata rifiutata dai committenti, fu messa in vendita e venne
acquistata nel 1607, per 300 scudi, dal duca di Mantova. Nell’aprile del 1607
prima che il quadro giungesse alla corte di Vincenzo Gonzaga, venne esposto
al pubblico a grande richiesta e con incredibile successo.
Successivamente (1627–28) essa finì nella raccolta del re Carlo I d'Inghilterra e
nel 1649 in quella del banchiere Iabach, che nel 1671 lo cedette a Luigi XIV per
Versailles: da qui, nel 1793, dopo la rivoluzione f rancese, finì al Musée Central
des Arts e, infine, al Louvre di Parigi.