Di mondodiverso
IL PIANISTA DI W. SZPILMAN
Quando posai le dita sulla tastiera, tremavano. Dunque questa volta avrei dovuto
pagare un prezzo per la mia vita suonando il pianoforte! Non mi esercitavo più da
due anni e mezzo, avevo le dita irrigidite e coperte da uno spesso strato di sporcizia.
Non mi ero più tagliato le unghie da quando il caseggiato in cui mi nascondevo
era andato in fiamme. [...]
Eseguii il Notturno in do diesis minore di Chopin. Il suono duro e metallico delle
corde scordate echeggiava attraverso l'appartamento vuoto, per le scale, fluttuava
sulle macerie della vita sull'altro lato della strada e tornava indietro in un'eco
sommessa e malinconica.
Quando ebbi finito, il silenzio parve ancor più cupo sovrannaturale di prima. Da
qualche parte in strada un gatto miagolava. Fuori si udì uno sparo. Un colpo
secco, violento, tedesco. L'ufficiale mi guardò in silenzio. poi trasse un sorriso. [...]
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