Di Etta
Ti carezzo come un soffio di vento che solleva le vesti.
Un bacio di sorrisi scappava dagli occhi.
Baci in poesie di barchette di carta navigano verso l’orizzonte amoroso.
Un bacio di quelli che scorrono sui marciapiedi nelle notti e si siedono alla fermata
del tram ad aspettare la luna.
Un bacio lento come il chiarore che a poco a poco sveste la notte dalle stelle.
Vagabondo cuore di amori randagi e baci sfiorati, un tram passa danzante a
svegliare la notte.
La brezza come un bacio improvviso cambia il cielo.
Bacetti sinuosi si insinuano sotto la pelle.
Baci di quelli lenti che restano sospesi sul battito delle palpebre di questo
pomeriggio che non trova labbra su cui adagiarsi.
I suoi baci alzavano le gonne come vento d’aprile.
Volevo baciarla con tutto me stesso ma non ho trovato l’applicazione
Lei voleva un bacio… lui aveva fame… le morse il labbro…
Antonio Nazzaro
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