Di mondodiverso
Frammenti di poesia araba

Mi struggo per le folate di vento della mia terra –
sempre in partenza, lascio l’amore presso indirizzi
che non possono nemmeno essere cercati.

Oh Morte, sana la mia vita e il male!
Quando il domani arriva, il giorno andato
non mi agita la vita che ha agitato.
Questa è la condizione del mortale:
ciò che è stato già ieri fra le mani,
non diverrà sostanza del domani.

Da quel momento sono in cammino.
Indosso una nuvola ogni notte e viaggio.
Solo io mi dico addio
e solo io mi accolgo.

La guerra lavora molto
non ha simili
ma nessuno la loda.

La staccionata è il cappio della geografia.

Signore, mi ha chiamato signore, ero solo.
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