Di mondodiverso

Victor Hugo a Juliette Drouet
2 febbraio 1849, martedì grasso
Hai ragione, anche questo giorno è un dolce e bell’anniversario. Non dimenticherò mai quella mattinata in cui uscii dalla tua casa col cuore incantato. Nasceva il giorno, pioveva a dirotto, le maschere lacere e macchiate di fango scendevano dalla Courtille con alte grida e inondavano il Boulevard du Temple. Erano ebbre ed anch’io; esse di vino, io d’amore. Attraverso le loro urla sentivo il canto che avevo nel cuore. Io non vedevo tutti questi spettri intorno a me, spettri della gioia morta, fantasmi dell’orgia spenta, io ti vedevo, te, dolce ombra splendente nella notte, i tuoi occhi, la tua fronte, la tua bellezza ed il tuo sorriso inebriante come i tuoi baci. O mattinata glaciale e piovosa nel cielo, radiosa ed ardente nella mia anima! Ricordo!Tutto ciò mi ritorna in mente in questo momento, in mezzo ad un altro tumulto, in mezzo ad un’altra chiassata; in mezzo a quest’altra fola di maschere che si chiama Assembra Nazionale e che, anch’essa, è fatta di fantasmi. Ti scrivo come ti parlerei, a caso, ma sicuro di non trar niente dal mio cuore, o mio angelo dolce, che non sia amore. Ti invio tutta la mia anima per riempire i tuoi sogni di questa notte.
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