Da sola, in mezzo alla grande stanza, si è messa a ballare.
"Che cos'è? " Lui aveva chiesto.
"E' il cha-cha-cha più bello che ci sia, Los carinosos."
Lui siede sul divano e la guarda, sgomento e perduto.
Lei forse, ballando, credeva di giocare, non si accorgeva di ciò che stava accadendo. Faceva così per impulso giovanile, sovrabbondanza di energie, gusto di farsi ammirare.
Non si accorge però di ciò che, ballando, le succede nell'animo.
Perchè qui, portata da una forza misteriosa, lei, si riscatta dai miasmi del sottoscala, sollevandosi alla luce; gode la meravigliosa sensazione di essere libera, lieve e pura, di non appartenere a nessuno tranne che a lei stessa, anzi neppure a lei, bensì a qualcosa di più bello, alla musica, alla danza. alla poesia.
Lui seduto la guardava scoraggiato. Come era vera, come era genuina, come era bella... Lui non l'avrebbe mai raggiunta. Lei era fuori, era straniera, apparteneva a un' umanità diversa, irraggiungibile, era l'incarnazione di tutto quello che lui finora non ha avuto, e idiotamente disprezzava.
Tale è lei, che, ballando il cha-cha-cha, si trasforma in disinteressato
gesto di bellezza, diventa una rosa, una piccola nube, un innocente uccellino, lontana da ogni bruttura, realizzando così un suo minuto di purezza.
Lei ballava il cha-cha-cha, da sola, in mezzo alla grande stanza.
Un amore, splendido libro di Dino Buzzati, ambientato nella Milano degli anni sessanta, non è soltanto un vortice di sensazioni e sentimenti contrastanti, ma è il canto disperato di un'anima che si innamora e soffre. Lo struggimento dell’innamorato contro l’indifferenza dell’amata è una storia di passione e poesia che si svolge quasi tutto nella mente del protagonista il quale viene risucchiato in un abisso dalla forza impetuosa dell'amore, si degrada, smette di vivere "socialmente", ma paradossalmente solo in quel momento - anche se in ritardo - comincia a vivere pienamente.
Buzzati racconta un avvenimento realmente accadutogli con una maestria tale da entrare direttamente nel cuore.