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DEDALO ED ICARO

 

 

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Il volo di Icaro  

 

Icaro rappresenta, col suo  volo aereo  straordinariamente  anticipatore, il sogno

dell’adolescente di diventare adulto  prima del tempo, di superare la mediazione

di una vita piena di  contraddizioni  (quella di Dedalo) nell’immediatezza di una

coerenza assoluta  all’ideale, quella  coerenza che porta sempre, come  anche  la

sua vicenda dimostra, a contraddizioni  ancora maggiori, tragiche in quanto irri-

solvibili. Icaro vedeva  l’accortezza  e la  moderazione  del  padre (che chiedeva,

come strategia di volo, di abbandonarsi ai venti e di volare né troppo alto né trop-

po basso) come una forma di  cedimento  all’ideale assoluto  di perfezione, come

una forma di eccessiva  esitazione,  un  compromesso  inaccettabile con  le  forze

della  natura  e dell’ignoto insondabile. Icaro, ch’era  figlio di una schiava, aveva

 fretta  di  volare  in alto, per liberarsi  dei  timori, delle  riserve mentali, dei  pre-

giudizi del  passato, senza  tener conto dei  condizionamenti  della  realtà.

Ecco  perché raffigura, sul  piano  politico, l’avventurismo l'estremismo infantile.

Forse   Icaro   rappresenta   l'ateismo    impulsivo   autoritario   egocentrico:   suo

bisnonno, Eretteo, nonno di Dedalo, fu sepolto vivo sotto  terra per il suo ateismo.

 

Icaro figlio di Dedalo

 

Icaro era figlio  di Dedalo e Naucrate, una delle  schiave  di Minosse. Il padre di

Dedalo era un  fabbro, uno  dei suoi apperendisti era suo nipote Talo. Già a sedici

anni Talo aveva superato suo zio in abilità, difatti aveva  inventato diversi attrezzi

di cui la sega.Essendo geloso  perchè tutta la  fama andava a Talo, decise di ucci-

derlo spingendolo dal tetto  del  tempio di Atena. Oltre ad essere invidioso di De-

dalo, sospettava che suo nipote avesse avuto dei rapporti incestuosi con Policasta.

Dopo averlo spinto,  Dedalo scese dal tempio e chiuse il corpo di Talo in una sac-

ca, per seppellirlo in un luogo deserto,Interrogato dai passanti rispondeva  che nel

sacco c'era un serpente, ma camminando apparvero delle macchie di sangue sulla

sacca e il delitto fu scoperto. L'anima di Talo volò sotto forma di pernice,mentre il

suo corpo fu sepolto dove era caduto.Policastra quando seppe la notizia si impiccò

e gli ateniesi  eressero un santuario in suo onore presso l'acropoli.L'Aeropago con-

dannò  Dedalo  all'esilio  per omicidio;  secondo  altri egli  fuggì  prima  di  essere

condannato da un processo. Dedalo  fu accolto a Cnosso, in Creta, dal re Minosse.

Egli visse per molto tempo a Cnosso fino a quando re Minosse seppe che egli ave-

va aiutato Pasifae ad accoppiarsi con il toro bianco di Posidone, così rinchiuse De-

dalo ed Icaro, avuto da Neucrate, nel Labirinto.Ma Pasifae liberò entrambi.

Fuggire  da Creta  non fu  un'impresa  così  facile, perchè  Minosse  faceva  sorve-

gliare tutte le navi e offrì inoltre una ricca ricompensa a chi avesse catturato Dedalo.

 

  Dedalo e Icaro in volo 

 

Con  l’astuzia,  Dedalo,  costruì  un paio di  ali per se stesso ed un altro per Icaro.

Dopo aver saldato le ali alle spalle di Icaro, con della cera, con le lacrime agli oc-

chi, Dedalo gli raccomandò di stare  attento e di non volare troppo in alto perchè il

sole avrebbe potuto sciogliere la cera  ne troppo in basso perchè le ali si sarebbero

inumidite con i vapori del mare. Dopo questo, Dedalo si innalzò in volo seguito da

Icaro. Mentre si allontanavano dall’isola, battendo ritmicamente le ali, i contadini,

i pescatori e i pastori  che  alzarono  lo  sguardo  verso di  loro  li scambiarono per

dei.

Quando  si  furono  lasciate Masso,  Delo e Paro  alla sinistra e  Lebinto e Calimne

alla destra, Icaro disobbedì agli  ordini del padre  e cominciò a volare verso il sole,

inebriato dalla velocità  che le grandi ali  imprimevano  al suo  corpo. Ad un tratto

Dedalo, guardandosi alle spalle, non vide più suo figlio,  ma  soltanto delle piume

sparse  che  galleggiavano  sulle onde  sotto  di lui. Infatti il  calore  del sole aveva

sciolto la cera e Icaro era  precipitato  in mare, annegandovi. Dedalo volò  a lungo

in quel luogo, finchè il cadavere di Icaro riemerse. Lo portò allora in un’isola vici-

na, chiamata ora Icaria, dove lo  seppellì. Una pernice  appollaiata  su  una quercia

lo osservò  scavare  la fossa squittendo  di  gioia: era  l’anima  di Talo,  finalmente

vendicata.  Dedalo, proseguendo  nel s uo  volo, r aggiunge  la Sicilia (Agrigento),

mettendosi   al  servizio  del re Cocalo. Gli  costruisce una diga, fortifica una citta-

della per proteggere  i tesori del re, edifica  su una roccia a picco le fondamenta di

un tempio ad Afrodite  installa uno  stabilimento  termale… Ma Minosse  lo cerca

perchè lo vuole morto e propone una ricompensa a chi sarà in grado di far passare

un filo attraverso  il  guscio  di  una chiocciola. Il re Cocalo sottopone Dedalo alla

prova. Questi attacca  il  filo a  una  formica che introduce nel guscio attraverso un

buco praticato alla sommità. Quando  la formica esce il problema è risolto. Minos-

se scopre così la presenza di  Dedalo e chiede che gli venga consegnato, ma le fi-

glie del re Cocalo, per salvare Dedalo, lo aiutano a far morire Minosse nell’acqua

bollente mentre il re sta facendo il bagno. Dedalo torna poi ad Atene dove diventa

capostipite della famiglia ateniese dei Dedalidi.

 

 

 

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