Di Etta
Donatello
David, scultura in bronzo, Firenze, 1440
Alla fine del Trecento, Firenze vede svilupparsi una fiorente attività artistica nelle numerose
"botteghe" che nascono attorno all'Opera del Duomo e alla chiesa di Orsanmichele, segno della
fede che anima le varie confraternite.
Donato di Bardi, chiamato familiarmente Donatello, incomincia il suo lavoro di giovane aspirante
artista in queste botteghe. Egli era nato nella stessa città di Firenze nel 1387: nel 1403 ,all'età di
sedici anni,"rinettava" i rilievi bronzei della porta nord del Battistero, alle dipendenze di un famoso
scultore del tempo, Lorenzo Ghiberti, il primo artista che influisce in modo significativo sulla
formazione del giovane, che aveva già seguito altri maestri.
Giorgio Vasari descrive il carattere di Donatello gioviale e generoso. Donatello è un assiduo
osservatore della realtà e viene a diretto contatto con le opere dell'Antichità classica in un viaggio
a Roma con l'amico architetto Filippo Brunelleschi.
La scultura di Donatello è naturalistica: alla base di ogni rappresentazione sta la concretezza
dell'uomo con la sua fisionomia, il suo volume, il suo muoversi nello spazio.
Queste sono le novità rispetto alla scultura gotica che privilegiava l'eleganza ottenuta dando più
importanza alla linea che al volume.
Le città che più si sono arricchite dalla sua opera sono, oltre a Firenze, Siena e Padova.
Donatello muore a Firenze nel 1466.
Crocefisso,1415. Firenze, Santa Croce.
Il Crocefisso di legni del 1415, scolpito ancora in età giovanile, è un'opera così rivoluzionaria che
non viene capita totalmente nemmeno da Filippo Brunelleschi.Vasari riporta,scrivendo di Donatello,
la frase che Brunelleschi gli rivolge, accusandolo di avere messo in croce un contadino.
La figura di Gesù, infatti,non ha niente della dolorosa eleganza dei crocefissi a cui si era abituati: il
realismo quasi rude con cui sono modellati corpo e volto esprime la drammaticità forte del sacrificio
che ha vissuto " l'Uomo ".
San Giorgio,1416. Firenze, Museo del Bargello
La Confraternita dei Corazzai e degli Spadai commissiona a Donatello, trentenne, una scultura
raffigurante San Giorgio, ricordato nella tradizione della chiesa come i "guerriero"che liberò la
principessa di Cappadocia combattendo contro il drago. Anche nella figura del santo lo scultore
infonde una tensione umanissima e drammatica:il corpo ben piantato sui piedi leggermente divaricati
accenna ad un movimento ancora contenuto ma deciso, come esprimono il pugno destro che si sta
serrando e l'espressione accigliata del volto.
Cantoria, 1433-1438. Firenze, Museo dell'Opera del Duomo
Donatello ormai nel pieno della maturità umana ed artistica si vede commissionare dall'Opera del
Duomo la Cantoria che avrebbe dovuto fronteggiare quella terminata da Luca della Robbia.
Entrambe però sono state rimosse nel 1688 perchè considerate insufficienti ad ospitare il gran numero
di cantori occorrenti per le nozze di Ferdinando de' Medici.
Donatello immagina corse e danze gioiose di "putti" che si inseguono in una "teoria" (una fila di
personaggi ) che si inseguono senza interruzione.
L'artista crea un senso di movimento vivace inserendo le figure in una struttura architettonica
rinascimentale di uso liturgico.
Le forti cornici dalle ricche ornamentazioni classiche sottolineano il senso di orizzontalità,mentre doppie
colonnine in mosaico poste in corrispondenza delle mensole creano il contrasto, data la loro vrticalità.
Donatello sembra farci intravedere un pezzo di Paradiso in cui la gioia si può quasi toccare.
Festino di Erode,1423-1427. Siena ,Battistero
Dieci anni prima di scolpire la Cantoria egli realizza il Festino di Erode, bassorilievo in bronzo
raffigurante il momento in cui al re viene preserntata la testa di Giovanni Battista fatta tagliare da
Salomè.Il bassorilievo era destinato ad ornare il parapetto del fonte battesimale del Duomo di Siena.
L'artista esprime tutto l'orrore degli astanti, che si ritraggono dividendosi in due gruppi.
Emerge la linea orrizontale del tavolo che contrasta, nella sua compatezza, con i mossi panneggi dei
vestiti dei personaggi e con le linee-forza spezzate dalle membra delle figure.
La massa dei personaggi, apparentemente"voluminosa", è in realtà ricavata in una profondità ridotta.
Mura ed archi sono costruiti rispettando le nuove regole della prospettiva geometrica, ma la sapienza
di Donatello è andata oltre: inventando la tecnica dello stiacciato ha saputo applicare alla scultura la
sensazione coloristica che ci fa percepire sempre più sbiadite le cose lontane, sensazione che altri
artisti, sapranno magicamente creare con la pittura.
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