Di Etta
Giambattista Marino 1569-1625
Nato a Napoli è considerato il rappresentante più significativo della poesia barocca
italiana.
Il carattere irascibile e rissoso non gli impedì di frequentare con fortuna le maggiori
corti del suo tempo, a Napoli, Roma, Torino e in Francia al seguito della regina Maria
de' Medici, moglie di Enrico IV di Borbone.
Le sue liriche sono raccolte nel canzoniere dal titolo Lira.
Elogio della rosa
ADONE, Canto III, stanze 156 - 159
Rosa, riso d'Amor, del ciel fattura,
rosa del sangue mio fatta vermiglia,
pregio del mondo e fregio di natura,
de la Terra e del Sol vergine figlia,
d'ogni ninfa e pastor delizia e cura,
onor de l'odorifera famiglia,
tu tien d'ogni beltà le palme prime,
sovra il vulgo de' fior, donna sublime.
Quasi il bel trono imperatrice altera
siedi colà su la nativa sponda.
Turba d'aure vezzosa e lusinghiera
ti corteggia d'intorno e ti seconda,
di guardie pungenti armata schiera
ti difende per tutto, e ti circonda.
E tu fastosa del tuo regio manto
porti d'or la corona e d'ostro il manto.
Porpora de' giardin, pompa de' prati,
gemma di primavera, occhio d'Aprile,
di te le Grazie e gli Amoretti alati
fan ghirlanda a la chioma, al sen monile.
Tu qualor torna a gli alimenti usati
ape leggiadra o zeffiro gentile,
dài lor da bere in tazza di rubini
ruggiadosi licori e cristallini.
Non superbisca ambizioso il Sole
di trionfar fra le minori stelle,
ch'ancor tu fra i ligustri e le viole
scopri le pompe tue superbe e belle.
Tu sei con le tue bellezze uniche e sole
splendor di queste piagge, egli di quelle.
Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo,
tu Sole in terra, ed egli rosa in cielo.
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