Di mondodiverso
Gino Bonichi / Scipione
( 1904 - 1933 )
Pittore
/http%3A%2F%2Fwww.museivillatorlonia.it%2Fvar%2Fmuseicivici%2Fstorage%2Fimages%2Fmusei%2Fmusei_di_villa_torlonia%2Fmostre_ed_eventi%2Fmostre%2Fscipione_1904_1933%2F86237-3-ita-IT%2Fscipione_1904_1933_large.jpg)
Casino dei Principi
scena apocalittica
Apocalypse
Il profeta in vista di Gerusalemme
Un pittore osserva gli alberi
Il pittore Scipione ( Gino Bonichi ) malato di tubercolosi, morì giovanissimo,
nel 1933. Egli è il rappresentante più importante della "scuola romana", nono-
stante che la sua attività artistica abbracci pochissimi anni. Oltre alle poesie e a
pagine di diario raccolte nel 1943, ha lasciato una traccia profonda nella cultura
figurativa italiana e non solo. Nel brano "Un pittore osserva gli alberi" sembra che
Scipione voglia distogliere il pensiero da se stesso, dal suo male, per rivolgere tut-
ta la sua attenzione alle cose misteriose della natura.
Il suo occhio di pittore si fissa sulle forme che mutano a seconda del gioco delle
luci e delle ombre. Ma delle forme gli interessa soltanto la vitalità, quella che sta
per abbandonarlo.
SCIPIONE ARTISTA
Tutto sta saldo, attaccato forte. Tutte queste piante vivono, diventano grandi.
I rami crescono a caso nel tronco eppure obbediscono a voleri precisi, perchè
si allargheranno così e non di più, tanto per dare a quell 'albero la fisionomia
che lo farà conoscere. Ognuno ha un suo ritmo come tutte le creature del
mondo. Bisogna essere quel ritmo, quella creatura e non diventare un' altra
cosa. C' è una parte dell' albero che non prenderà mai il sole e in quel posto
crescono i licheni e certe piante di velluto che ammorbidiscono la consistenza.
Lo sguardo del sole indurisce.
Credo che i tronchi degli alberi sono rotondi perchè l' aria li tocca da tutte le
parti.
Quando si taglia un albero grande avviene questo:che il nutrimento che veniva
dalla terra non verrà più e l' albero morirà, ma quello che era già in cammino
arriverà fino alle più lontane foglie, come un trenino che oramai sia partito.
L' ultimo convoglio salirà lungo il tronco impicciolendosi fino a perdersi in un
soffio.
Attraverso tante mosse segrete si infiltra fra questi mondi la primavera, con
finte e ritorni, inganni che però ingannano gli occhi soltanto. Ricordo: la sera
del 5 Marzo con tempo cattivo passarono un gruppetto di uccelli migratori.
Apparvero da dietro gli alberi e passarono dritti. L' occhio li seguì e li avvertì.
Sbucarono dalle cime degli alberi, sfiorarono la linea dei monti quasi opachi,
volarono nello sfondo grigio delle nubi, si nascosero per un attimo alla vista
dietro un albero, rapparvero scuri nel cielo.
Erano cinque e disparvero subito.
Il mio cuore non mi ingannò; sentii che era un segno e mi misi a pensare molto
a quegli uccelli. Praticamente era ancora inverno e tempo cattivo, e nemmeno
l' indomani, che cercai fra i piccoli alberi spogli e toccai i bastoncelli dei loro
rami, sentii alcuna tenerezza. Benchè i rami non avessero le gemme molto visibili,
al tocco si sentirono vivi.
Eclipse Next 2019 - Ospitato da Overblog