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La favola d'Amore - Eros Ramazzotti

 

 

 

 

 

     

 

Le metamorfosi di Pictor  

 

      Favola d'Amore        

 

 

Appena giunto in Paradiso Pictor  si  trovò   dinnanzi   ad  un  albero  che  era insieme   uomo e  donna.  Pictor  salutò   l’albero  con   riverenza  e  chiese  “Sei tu  l’albero  della  vita?”…E  di  nuovo, vide un  albero che era  insieme   sole  e luna. Pictor  chiese  “Sei  tu  l’albero  della  vita?”. Il sole  annuì   e   rise,  la  luna  annuì  e  sorrise. Fiori  meravigliosi  lo  guardavano,  con  una  moltitudine  di  colori e di luminosi sorrisi…Tra  tutti questi fiori stava Pictor,  pieno  di  struggimento e di gioia inquieta. Il suo  cuore, quasi  fosse  una campana, batteva forte, batteva tanto;  il suo desiderio  ardeva verso l’ignoto, verso il magicamente  prefigurato.  Pictor scorse un uccello sull’erba posato e di luminosi colori cammantato e gli chiese "Dov’è dunque la felicità ?”. “La felicità?…la felicità amico, è ovunque, sui  monti  e nelle valli, nei fiori e nei cristalli”…con queste parole l’uccello spensierato  scosse le  sue piume,  allungò  il collo, agitò la coda, socchiuse gli occhi, rimase fermo  immobile  seduto   nell’ erba ed ecco: l’uccello era  diventato  un   fiore  variopinto…Pictor  temette  di vedere  svanire   la  sua fortuna,  rapido disse la parola e si trasformò in un albero. Penetrò  con  le radici nella terra, si allungò verso  l’alto,  foglie  e rami germogliarono dalle sue membra…Era molto contento...Passarono molti  anni prima che si accorgesse che la sua felicità non era perfetta… Lentamente imparò a guardare con  occhi d’albero...e divenne triste. Vide infatti che attorno  a  lui  tutti si  trasformavano  spesso… lui  invece  rimaneva sempre lo stesso…Un  bel giorno,  una   fanciulla  dai capelli biondi e dalla veste azzurra si perse in quella parte del  Paradiso...Correva tra gli alberi e prima di allora non aveva mai pensato al dono della trasformazione. Quando l’albero Pictor scorse la fanciulla, gli prese  un grande struggimento, un desiderio di  felicità come  non  gli era  ancora mai accaduto e, allo stesso tempo si trovò preso in una profonda  meditazione,  perché era come  se  il suo stesso sangue  gli  gridasse

"RITORNA IN TE! RICORDATI DI QUESTA ORA, IN TUTTA LA TUA VITA, RITROVANE IL SENSO, ALTRIMENTI SARA' TROPPO TARDI E NON TI SARA' PIU' DATA ALCUNA FELICITA' ".

La fanciulla udì un fruscio tra  le foglie dell’albero Pictor, alzò lo sguardo e sentì, con un  improvviso dolore al cuore, nuovi pensieri, nuovi desideri,nuovi sogni muoversi dentro  di lei. Attratta dalla  forza sconosciuta si sedette  sotto l’albero. Esso gli appariva solitario e triste, e in questo bello, commovente e nobile nella sua tristezza. Era incantata dalla canzone che sussurrava lieve la sua chioma. Si appoggiò al suo tronco ruvido, sentì l'albero rabbrividire profondamente, sentì lo stesso brivido nel proprio cuore. 

IL SUO CUORE ERA STRANAMENTE  DOLENTE. NEL CIELO DELLA SUA ANIMA SCORREVANO  NUVOLE. DAI   SUOI  OCCHI  CADEVANO LENTAMENTE PESANTI LACRIME.  COSA STAVA SUCCEDENDO? PERCHÉ DOVEVA SOFFRIRE COSÌ? PERCHÉ IL SUO CUORE VOLEVA SPACCARE  IL  PETTO E ANDARE  A FONDERSI CON LUI, CON IL BEL SOLITARIO? L'ALBERO TREMO' SILENZIOSO FIN NELLE RADICI E TANTO INTENSAMENTE RACCOGLIEVA IN SE' OGNI FORZA VITALE, PROTESO VERSO LA FANCIULLA IN UN ARDENTE DESIDERIO DI UNIONE...

Venne  volando  un uccello  rosso  e verde, la  fanciulla vide  cadere  dal becco  qualcosa   che   brillò rosso come sangue… era un rubino ... la fanciulla  si chinò e sollevò quel rossore...Immediatamente  si  avverò  il sogno  che  le  aveva  riempito  il cuore. La  bella fu presa,  svanì  e divenne  tutt'uno  con  l’albero. Si affacciò  dal  suo  tronco, come un robusto  giovane  ramo,  che  rapido si innalzò   verso di   lui.  Ora  tutto era  a posto, il mondo  era in ordine, solo  ora  era  stato  trovato  il Paradiso.  Pictor   non era  più  un vecchio albero intristito, ora cantava forte  vittoria.  

Era trasformato... 

E  poiché  questa  volta aveva raggiunto la vera, l'eterna trasformazione,   poiché  da  una   metà   era  diventato  un  tutto,  da  quell’istante  potè continuare a  trasformarsi, tanto  quanto  voleva… in   ogni  forma  però  era   intero,  era   una “coppia”,   aveva   in   sé  luna  e   sole,  uomo   e donna,   scorreva    come  fiume gemello  per  le  terre, stava  come  stella doppia in cielo.

 

 

 

 

 Favola d'amore è... un sogno per volare alto! 

 

 

 

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S
bellissimo.. complimenti
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